Barletta, incontro con il candidato Cascella: «Ricominciare, non faccio processi al passato»

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“All’inizio, quando mi è stata proposta la candidatura, ho pensato a una scommessa, poi a un azzardo e sono stato tentato di tirarmi indietro. Ma è prevalsa l’esigenza di responsabilità, di esserci fino in fondo con le nostre idee e valori”, esordisce Cascella.

“Accetto a condizione che la mia candidatura sia espressione di un largo campo di forze, che vada dalla sinistra di governo al centro (proprio ieri sera anche Scelta Civica ha ufficializzato l’appoggio a Cascella e pare che lo stesso stia per fare l’Udc, ndr). Barletta, per quanto riguarda l’ultimo risultato elettorale nazionale, è un paradigma: primo partito una forza di protesta come il Movimento 5 Stelle, poi il centrodestra e infine il centrosinistra, più una quarta forza innovativa (Scelta Civica) che stenta a ritrovarsi in un’alleanza. Proprio Barletta, quindi, potrebbe aprire la strada, anche sul piano nazionale, a una larga alleanza verso il centro, con un progetto comune. Un’alleanza di tutte le forze riformiste”, dichiara Cascella.

Sulla situazione politico-amministrativa precedente, che ha portato alla caduta a metà consiliatura del Maffei-bis, il portavoce di Napolitano non si esprime: “Non scendo da Roma per fare il giudice di un processo. Lo scontro politico va fatto sulle ragioni, non sui torti. Se si mettono in atto comportamenti dettati da interessi particolari, bisogna iniziare una battaglia politica che individui un interesse collettivo più forte degli interessi particolari”. Applausi dalla platea quando Cascella afferma che “le dimissioni non vanno firmate davanti a un notaio, ma vanno discusse pubblicamente”.

Altro nodo politico significativo, le mancate primarie per l’indicazione popolare del candidato della coalizione. Cascella ritiene che le primarie possano essere un’arma a doppio taglio: “Se si intendono come strumento di convergenza verso una scelta unitaria vanno bene, ma a Barletta avrebbero solo esasperato i personalismi, si sarebbero ridotte a uno sterile scontro individuale. Meglio le primarie delle idee, che vengono fuori dagli incontri”.

Quali sono dunque queste idee intorno alle quali costruire il progetto politico-amministrativo? “Auspico un’immagine unitaria della città, coesa nelle sue realtà produttive, dall’agricoltura all’impresa, al turismo, alla cultura. Settori che si integrino l’uno con l’altro. Inoltre, la mia idea rivoluzionaria è imporre una moratoria nelle costruzioni per recuperare il tessuto urbano, l’immagine storica della città. Riscoprire il mare, la campagna, l’ambiente”.

L’intervento conclusivo di questo secondo appuntamento è affidato al segretario provinciale del Pd, Andrea Patruno, che rimarca la necessità di ricominciare, imparando dagli errori del passato: “La coalizione che sosteneva Maffei era chiusa rispetto ai movimenti, ed è stata una consiliatura travagliata, con la fine che conosciamo. Cosa possiamo fare ora? Riconnetterci con la città, sanare la frattura, aprirci ai movimenti della società civile. Il centrosinistra non è autosufficiente, deve avere il coraggio di andare tra la gente e chiedere il voto per un progetto, non per una persona”.

 

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