Barletta, caso Bar.s.a. Rizzi (Pdac): «Tagli persino al cimitero, niente servizio lampade votive»

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“E’ assolutamente increscioso quello che sta accadendo al cimitero di Barletta, dove dal 31 marzo di quest’anno, la Bar.sa, in pieno accordo con il Comune, ha quasi del tutto annullato il servizio di manutenzione delle lampade votive per il cui servizio si paga con una quota una tantum e con una quota annuale. E’ bene ricordare che il servizio (pagato dai lavoratori di Barletta) prevedeva prima del 31 marzo l’impiego di 5 unità lavorative della Bar.sa, impiegate al cimitero con la qualifica anche di elettricisti (alcuni sono anche affossatori) che si occupavano anche della manutenzione delle lampade votive”, denuncia Rizzi.
“Adesso, dal 1 aprile, a questi lavoratori è stato ridotto l’orario (in virtù dello scandaloso contratto di solidarietà firmato dai sindacati aziendali, unico contrario la Cub), facendo passare le loro 40 ore settimanali a 21 ore. Morale della favola è che a questi lavoratori è stato anche decurtato il salario (che adesso è da fame) e che è stato quasi del tutto annullato il servizio di manutenzione elettrico per il quale i lavoratori barlettani pagano”, prosegue la nota.
“In più, tutte le lamentele dell’utenza che non vede onorato il servizio (grazie ai tagli del personale) vengono riversate anche sull’ufficio tributi minori e nella fattispecie nei confronti di altri lavoratori a cui è stato anche qui ridotto orario e salario”, sottolinea il candidato sindaco.
L’interpretazione radicale data da Rizzi, sul fronte politico, è la seguente: “Nei fatti, come noi di Alternativa comunista (e devo dire anche il sindacato Cub) abbiamo sempre denunciato, l’obiettivo delle coalizioni di centrodestra, centrosinistra e dei manager Bar.sa è quello di azzerare servizi e cancellare i diritti dei lavoratori, eliminandone ore lavorative e tagliandone il salario. A tutto questo non ci stiamo, per questo, anche attraverso una forte azione politica, chiediamo che al cimitero sia ripristinato il servizio che i cittadini pagano e che sia ripristinato anche l’orario pieno per i lavoratori, il tutto nella necessità della municipalizzazione della Bar.sa sotto il controllo dei lavoratori”.
“D’altronde, l’ottica di tagli a servizi e personale deriva da un piano complessivo, economico e politico, che vuole far pagare la crisi capitalista ai lavoratori, non solo con i licenziamenti nel settore privato, ma anche con i tagli nel settore pubblico, con l’aggravante (nel caso Bar.sa) che l’obiettivo di molti esponenti politici barlettani è quello di privatizzare la società mista anche perché molti di loro hanno interessi personali negli eventuali appalti che ne deriverebbero.
Gli altri candidati sindaci vogliono privatizzare e svendere un bene pubblico, in attivo, che si chiama Bar.sa, noi, invece, vogliamo municipalizzarla, rilanciarla e porla sotto il controllo di un comitato di gestione composto da lavoratori e non da burocrati politici e manager strapagati, altrimenti Barletta non potrà che diventare un unico “cimitero” per le masse popolari”, conclude Rizzi.

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