Barletta, candidabili gli 8 sospesi dal Pd. Le ragioni di Patruno: «Lista aperta a tutte le espressioni politiche»

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La Commissione Regionale di Garanzia del Pd ha infatti rimesso al Segretario provinciale, nonché Commissario della sezione cittadina, la decisione in ordine alla possibilità di inserire o meno nella lista per le elezioni amministrative del mese prossimo gli otto consiglieri che, dopo essere stato defenestrato, il sindaco Maffei definì testualmente “traditori, questuanti, commercianti della politica, saccheggiatori di poltrone, metastasi, feccia”. Accuse talmente gravi da essere finite sulle scrivanie della Procura della Repubblica di Trani, che ha avviato un’indagine in merito.

Ma il segretario provinciale Andrea Patruno invoca lo stato d’emergenza: “La situazione politica, nazionale e locale, è straordinaria”. Dunque, l’imperativo è “includere, non escludere”. Allora dentro tutti, anche per questa volta, anzi soprattutto stavolta.

Affida ad una lettera agli iscritti le sue ragioni: “Carissime/i- scrive Patruno-siamo chiamati ad affrontare la difficile prova delle elezioni amministrative in una situazione politica straordinaria, tanto sul piano locale quanto a livello nazionale, che sta mettendo a dura prova la tenuta del Partito Democratico come organismo politico plurale e inclusivo. Dobbiamo riuscire a recuperare quella coesione finora mancata e che ha rischiato di minare profondamente la nostra credibilità politica ed istituzionale con la piena consapevolezza della difficoltà della prova e della esigenza di voltare pagina.

Con le dimissioni degli organismi dirigenti nazionali si avvia quella stagione congressuale, necessaria ad avviare una fase di rifondazione del partito, con la piena partecipazione dei dirigenti e degli eletti in un rinnovato rapporto con gli iscritti, i militanti e i cittadini elettori.

Anche a Barletta, nell’imminenza delle elezioni amministrative, abbiamo cercato di seguire un percorso condiviso, riconoscendo la condizione “eccezionale” imposta dallo scioglimento del Consiglio comunale e dalla gestione commissariale del partito. È evidente il problema politico da affrontare. Nessuno lo ha negato, Anzi, abbiamo discusso se confrontare subito le opinioni in un dibattito congressuale. E abbiamo scelto di seguire un percorso più complesso, articolato e coerente con gli obiettivi affidatici dalla Direzione regionale, non per negare o saltare il confronto fra noi, ma per farlo vivere concretamente nelle dinamiche della vita politica”.

In sintesi, “abbiamo infatti deciso di:

1. attivare il tesseramento come occasione per ricostruire un luogo partecipato di decisioni politiche;

2. aprire la lista per le elezioni amministrative di maggio alla rappresentazione di tutte le espressioni politiche senza mettere in discussione le decisioni assunte dagli organismi di controllo;

3. costruire e definire una coalizione fondata su un progetto aperto alle forze politiche nazionali, ai movimenti e alle migliori espressioni della vita associativa locale che vogliono mettere la città ed i suoi bisogni al centro dell’iniziativa politica;

4. condividere un percorso per individuare il candidato sindaco più autorevole e idoneo all’obiettivo di ricostruzione e rilancio della città.

Abbiamo, insomma, deciso non di tornare indietro, ma di affrontare un percorso politico di riflessione seria sugli errori che sono stati compiuti, con una discussione, libera e anche aspra, che coinvolga l’intero centrosinistra, i movimenti e le associazioni cittadine, così da evitare nuovi laceranti e sterili scontri a favore di un confronto leale fra idee ed opinioni che offra una visibile prova di volontà di rinnovamento e di vitalità.

Anche per questo abbiamo sollecitato il contributo di tutte le espressioni del gruppo dirigente del Pd, così come la disponibilità a candidarsi di personalità di rilievo del centro sinistra. E abbiamo cercato di costruire una coalizione larga attorno a una carta d’intenti, che fissi regole impegnative sia per i candidati che per le forze politiche, e alla proposta di mettere la politica ed i partiti al servizio di un progetto per la città fondato su legalità, trasparenza e partecipazione dei cittadini.

Alla guida di questo progetto abbiamo cercato e voluto una straordinaria risorsa politica, umana, istituzionale che ha scelto con generosità di mettersi alla guida di un movimento di ricostruzione, senza distribuire torti e ragioni, ma “ricominciando insieme”, a partire dalla sfida che la prova elettorale impone al centro sinistra.

La composizione della lista non poteva che essere coerente con questo percorso di ricerca di una pluralità di disponibilità. Abbiamo dunque svolto con il comitato di coordinamento cittadino un lavoro puntuale di analisi e riflessione per una lista unitaria, che non rimuova alcun problema ma sia in grado di ricostruire la rappresentanza del Partito Democratico, superare “torti e ragioni” e ricominciare effettivamente a ricostruire insieme, raccogliendo la straordinaria opportunità della disponibilità di Pasquale Cascella, tanto più importante perché confermata anche dopo l’imprevista rielezione di Giorgio Napolitano, non solo per il centro sinistra ma per la intera città di Barletta.

In questa prova di responsabilità abbiamo bisogno del contributo di tutti ed è richiesto a ciascuno un contributo individuale, nelle forme che ciascuno si sentirà di offrire.

Assumo su di me, dopo averlo condiviso con la segreteria regionale del Partito Democratico, la responsabilità delle scelte compiute, sia per la composizione della lista che per il percorso politico sin qui seguito, consapevole che in questo tempo difficile per la politica occorre avere misura e responsabilità, principi a cui mi sono ispirato”. L’ultima parola agli elettori. 

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