Amministrative Barletta, “Sicuramente Vitobello”: presentata ottava lista per Alfarano sindaco

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Una lista che in realtà nasce dalla fusione di due anime: a farne parte, infatti, anche il movimento civico “Sicuramente Barletta” dell’ex consigliere comunale dell’IdV Michele Dibenedetto, fortemente critico con il suo partito e con il centrosinistra nell’ultima consiliatura. “Vedo la sala piena- ha dichiarato Dibenedetto- questo significa che la gente è stufa di ciò che sta vedendo in televisione in questi giorni, lo spettacolo di una politica inconcludente. La risposta migliore è scendere in campo, e sono stato spinto a farlo da un gruppo di ragazzi, giovani puliti a cui non potevo dire di no”. Non manca un riferimento alla sua ultima turbolenta esperienza con il centrosinistra: “Sapete che nella scorsa amministrazione non ho mai barattato gli interessi della città con quelli personali, pagandone anche il prezzo. Sono stato infatti l’unica voce all’opposizione. Con Maria Grazia Vitobello ho collaborato nell’ambito della Commissione Attività Produttive, in cui abbiamo lavorato molto bene”. L’idea di una lista comune sarebbe nata proprio in seguito a questa proficua collaborazione.

Nasce oggi la città per gli uomini di domani” è uno degli slogan della campagna elettorale della Vitobello, frase che sintetizza il filo conduttore della sua proposta, ispirata nelle forme e nei contenuti dai piccoli protagonisti della sua attività professionale: sono stati infatti proprio due alunni (Michele Di Malta e Virginia Cilli) delle classi di scuola media in cui la professoressa Vitobello insegna  a realizzare il plastico della città di Barletta dei loro desideri, immagine simbolo che campeggia sui manifesti elettorali.

“Riparto dai desideri e dai sogni dei più piccoli, dalla loro speranza di cambiare questa città, di renderla a misura d’uomo e di bambino. Riparto da 20 mila, come i consensi che ho ricevuto alle scorse elezioni, 20 mila gioie che ancora sento nel cuore”, ha esordito la Vitobello. “Sono sicura che Giovanni Alfarano saprà raccogliere questa eredità e ci porterà alla vittoria, per poterci finalmente occupare dei bisogni di questa città”.

Dopo circa vent’anni di amministrazione di centrosinistra, l’opposizione chiede agli elettori l’opportunità di cimentarsi con il governo della città e si fa portavoce del bisogno di cambiamento: “Partiremo cambiando le logiche di affidamento delle gare d’appalto dei servizi cittadini. Per farlo è necessario cambiare i dirigenti. Oltre agli appalti, affidati sempre ai soliti, che dire dell’Ufficio Europa? I finanziamenti europei sono passati sulle nostre teste ma non si sono fermati qua. Stessa cosa per il sostegno alle imprese: cosa è stato fatto in questi ultimi anni? Solo noi, nell’ambito della Commissione Attività Produttive, abbiamo dato vita all’Osservatorio che aveva il compito di mettere in contatto scuola e imprese, per dare opportunità concrete sul territorio ai giovani”.

L’intervento conclusivo è affidato al candidato sindaco Giovanni Alfarano, che punta il dito contro gli ultimi sette anni di amministrazione targata Maffei e chiede un voto di svolta, che dia fiducia per la prima volta alla coalizione di centrodestra: “Siamo in campo per liberare la città dall’immobilismo di sette anni caratterizzati solo da spartizioni di poltrone: hanno impiegato due anni solo per nominare la Giunta e scegliere il Presidente del Consiglio comunale. Invece il Comune è un’azienda che deve erogare servizi, per questo obiettivo dobbiamo lavorare e rilanciare le attività virtuose in città”. Capitolo tasse: “L’amministrazione Maffei ha aumentato le tasse per chi lavora e produce (Tosap, grattini) ma non ha operato una razionalizzazione dei costi. Ha fatto pagare ai cittadini la sua inefficienza”.

Sul PUG Alfarano incalza: “Il centrosinistra ha operato con lo strumento della variante per favorire chi finanziava la sua campagna elettorale. L’eredità del centrosinistra è pesantissima, ma noi siamo pronti a governare e a essere poi giudicati per quello che faremo. Non promettiamo mari e monti, ma serietà e affidabilità”.

Ultimo tema, quello del famigerato voto di scambio: “Basta con tutti questi rappresentanti di lista, ognuno di noi deve far capire agli altri che il voto non si vende. Ammonite chi si lascia comprare per 50 euro, votate liberamente”, è l’esortazione finale del candidato sindaco Alfarano.

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