Amministrative Barletta, Cascella in piazza presenta le liste e apre la campagna elettorale

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“Ho voluto presentare le liste che mi sostengono all’aperto, tra la gente, perché solo con l’appoggio di tutta la gente possiamo vincere”, ha esordito Cascella, nato a Barletta ma residente a Roma da tanti anni,  ex portavoce del Presidente della Repubblica fino a pochi giorni fa, prima del secondo mandato per Giorgio Napolitano.

A presentare il prestigioso candidato sindaco e le sei liste di centrosinistra convergenti sulla sua persona (Partito Democratico, Scelta Civica, La Buona Politica, Centro Democratico, Sinistra Unita per Barletta e Cascella Sindaco Insieme), il segretario provinciale del Partito Democratico, nonché commissario cittadino del Pd, Andrea Patruno, il quale ha ribadito quanto già affermato in una lettera aperta circa le ragioni delle discusse candidature riproposte nelle liste del suo partito: “Viviamo una situazione e un momento storico eccezionali, in quanto mai verificati, a livello politico nazionale ma anche locale. Per questo dobbiamo cercare l’unità, non la divisione. La candidatura di Pasquale Cascella è un atto d’amore per Barletta, tanto più che è stata confermata nonostante la rielezione del Presidente Napolitano, al fianco del quale Cascella poteva restare a lavorare”.

Dopo una breve presentazione di ciascuna lista da parte dei rispettivi rappresentanti, l’intervento del candidato sindaco Cascella ha preso le mosse da quanto accaduto sei mesi fa, quando un gruppo di otto consiglieri comunali del maggior partito della coalizione che sosteneva l’amministrazione Maffei decretò la fine anticipata del suo secondo mandato firmando le dimissioni dalla carica dinanzi a un notaio. “Sappiamo tutti cosa è avvenuto in questa città- ha affermato Cascella- Non so se la risposta data sia la migliore, ma certamente è quella che unisce di più. Le elezioni non sono un tribunale e un candidato sindaco non è un giustiziere”. Presente tra il pubblico proprio uno dei consiglieri firmatari delle dimissioni, sospeso per 13 mesi dalla Commissione di Garanzia provinciale e regionale del Pd, ma ugualmente candidato dal segretario Patruno, cioè Filippo Caracciolo, i cui rapporti con il candidato sindaco sono apparsi in effetti molto cordiali e distesi.

Affrontando un altro dei nodi che è costato al centrosinistra la spaccatura con il Psi (che ha scelto di portare avanti un proprio candidato, Cosimo Cannito), cioè le mancate primarie, Cascella ha dichiarato: “Non avrei potuto partecipare alle primarie finché ero impegnato ad assolvere la mia funzione accanto al Presidente Napolitano, ma non significa che sono stato calato dall’alto. Sono tornato nella mia città per vivere un’esperienza, pur sapendo che la nostra strada è difficile”.

Il leit motiv della sua discesa in campo sono piuttosto le “primarie delle idee”, non un confronto tra facce ma tra proposte. A chi, scettico, chiede quale reale cambiamento ci si possa aspettare da una classe politica che ha governato la città per tanti anni con gli esiti che sono sotto gli occhi di tutti, Cascella risponde: “Di sicuro la capacità di restituire regole alla vita politica cittadina. Con il professor Ugo Villani (presente tra il pubblico) abbiamo steso un decalogo di regole, una carta d’intenti,  che tutti i candidati dovranno sottoscrivere e rispettare nei cinque anni di mandato”.

Infine un accenno al programma, che sarà messo a punto strada facendo: “Dobbiamo immaginare una città che recupera tutto il suo patrimonio: storico, culturale, ambientale, urbanistico”. Proprio lo sviluppo urbanistico è la nota dolente della realtà barlettana: “Abbiamo una città divisa: un centro storico piacevole da frequentare e una periferia in cui la sera non si ha voglia neanche di uscire di casa. Questa periferia deve diventare città, una città che piaccia ai cittadini, perché solo così si creano le condizioni per riavviare lo sviluppo”. Il candidato sindaco si congeda fissando un prossimo appuntamento: quello con gli “stati generali” delle categorie produttive e della cittadinanza attiva, allo scopo di contribuire alla stesura del programma amministrativo.

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