Trinitapoli, riflessioni sulla valenza del voto politico: nuovi scenari amministrativi?

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In città il boom di Grillo ha in qualche maniera tamponato l’astensionismo che già di per sé ha fatto registrare un record negativo dal 1946 ad oggi, quando la percentuale dei votanti si fermò un po’ al di sotto dell’elettorato di oggi. Uno dei dati più significativi di queste ultime elezioni, soprattutto nell’ottica regionale, è dunque la “sconfitta” di consensi delle due colazioni principali,  PD e PDL.

Discorso a parte merita il partito di SEL,  con in suo inossidabile rappresentante locale e consigliere regionale, l’Avv. Arcangelo Sannicandro che da oltre cinquant’anni cavalca le scene della politica nostrana. Al di là delle decisioni di Vendola, come da lui dichiarato in campagna elettorale questa è stata la sua ultima competizione elettorale a cui partecipa da candidato. Tutti i partiti alleati e non, si chiedono che fine farà il suo consenso, che per tutte le stagioni non scende mai sotto i mille voti: che i suoi successori siano la consigliera Tarantino o altri è difficile dirlo, sicuro è facile prevedere che quel consenso probabilmente è tanto longevo quanto personale e difficilmente potrà essere spostato o concesso in dote a qualche altro.

Il Partito Democratico perde quasi metà dei voti rispetto al 2008, pagando sia le divisioni interne ma anche un entourage di poco conto senza consensi, mentre il PDL si ridurrebbe ai minimi termini se non ci fosse stata la fortunosa fuga di voti da parte degli elettori dell’UDC verso il partito di Berlusconi. L’UDC (dalla regia mi dicono che non c’è più) conta a Trinitapoli due consiglieri comunali ed il sindaco che dati alla mano hanno abbandonato in blocco la nave di Casini. Alcuni esponenti, conservando l’anonimato, commentano così: “Questo massacro è figlio di chi non ha voluto ascoltare il malcontento della base, e per colpa di chi non ha capito i mutamenti in atto. Di chi ha gestito solo i propri interessi.”

Il PDL locale da oggi dovrà convivere con questo risultato elettorale, che lega sempre più il loro destino a quello del sindaco che diventa oramai l’unica risorsa disponibile. Infatti, dopo l’isolamento degli ultimi anni e le tante polemiche e chiusure a qualsiasi dialogo da parte dei Pidiellini oggi il loro futuro è molto scuro, ci si appoggia alla volontà o meno del Primo Cittadino che potrebbe, in grande stile, entrare proprio nel PDL. Oppure si prospetterebbe uno scenario controverso visto che dalle urne del 2011 usciva già una maggioranza molto relativa e  il sindaco oggi potrebbe decidere di sfilarsi e rinnovare la propria giunta aprendo al centro-sinistra per un governissimo di salute pubblica. I consiglieri del PDL potrebbero, dati alla mano, solo abbozzare o sedersi tra i banchi dell’opposizione.

Nei prossimi giorni si presume che tutte le forze politiche escluso il PDL dovranno sedersi ad un tavolo e iniziare a dialogare per il futuro di Trinitapoli. Questa fase di contrapposizione politica con la definitiva uscita di scena di molti vecchi politici andrebbe fermata.

Ancora oggi è possibile arginare l’onda lunga del voto di protesta solo e soltanto se le regole verranno riscritte subito per aprire definitivamente ai programmi e alle idee, chiudendo una volta per sempre le porte alla demagogia strumentale di certi ambienti berlusconiani.

Michele Mininni

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