Andria, assemblea Giovani Democratici e Donne Democratiche: “E ora?”

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“Mai tante donne e tanti ragazzi in un dibattito politico pubblico. Niente video né dichiarazioni di autocompiacimento preventivo, nessun facile slogan, ma parole pensate e pesate, provenienti da due settimane di riflessione e confronto serrato.

Al segretario Antolini va il più sincero e vivo ringraziamento da parte di tutta l’assemblea per l’impegno col quale ha condotto il Partito Democratico fino a oggi e soprattutto per il coraggio che ha dimostrato nell’assumersi in prima persona la responsabilità dell’esito elettorale, scegliendo di dimettersi da coordinatore del circolo cittadino.

L’esigenza di analizzare la situazione reale, della quale qualcuno sembra ancora restìo a cogliere i segnali più preoccupanti, nasce dalla voglia di mettersi in discussione e di provare, insieme, a creare le condizioni per una prospettiva.

Giovani, donne, uomini, cittadini liberi hanno dato vita a un dibattito senza precedenti: per l’inedita collaborazione tra giovani e donne, finora associati solo nei discorsi ma mai nella pratica politica; per la voglia di affacciarsi o riaffacciarsi alla politica attiva di molti di loro; per il senso di responsabilità nel mettersi a disposizione della futura classe dirigente, ma purtroppo anche per il distacco tra il sentir comune e chi quel sentir comune dovrebbe rappresentare.

Il solco venutosi a creare è sin troppo evidente. E l’opposizione in città è stata tiepida, non ha saputo dar voce alle istanze di gran parte dei cittadini.

I tanti giovani e le tante donne che hanno preso la parola hanno manifestato il desiderio di un netto cambiamento di rotta, ma nel contempo un bisogno vitale di esserci davvero, di partecipare, reclamando una maggiore rappresentanza nei luoghi dove si decide, in uno spirito di reale parità (anche di genere), e superando i limiti soffocanti di quelle logiche di contrapposizione interna che continuano a minare la credibilità del Partito Democratico – casa naturale tanto dei Giovani Democratici quanto della Conferenza delle Donne Democratiche – dopo averne già decretato la sconfitta alle amministrative precedenti.

L’esito elettorale ha espresso una disaffezione profonda, una protesta generata soprattutto dall’indolenza e dall’autoreferenzialità di chi avrebbe dovuto rappresentare le istanze della sinistra. Dov’è la sinistra oggi? dove i portavoce delle persone più deboli e meno tutelate? perché questa classe dirigente ha lasciato che gli elettori di Andria smarrissero la propria natura, e con essa ogni senso di appartenenza a una lunga storia di progresso sociale e di cultura di sinistra? I giovani e le donne, naturalmente progressisti, sono quelli che guardano con maggiore sgomento a questo sbriciolarsi di ogni coscienza politica. Ma anche con più speranza.

La domanda allarmata che ha dato titolo al dibattito – “e ora?” – si trasformi dunque in un deciso “è ora!”.

È ora che i giovani e le donne smettano di essere semplici categorie da evocare in campagna elettorale per poi essere dimenticate o messe a margine, e divengano attori e non più spettatori della politica, per provare a cambiarne profondamente il segno, il linguaggio, i riti. È ora che dal semplice voto giovani e donne passino senza paura all’impegno in prima persona, reclamando per se stessi la giusta, l’ovvia rappresentanza. È ora di riprendere il dialogo in città, tessendo ulteriori solide reti con le numerose realtà associative, giovanili e femminili per prime. E per riecheggiare un antico ma sempre nuovo sogno: è ora che il privato torni a essere politico, che l’uno torni a essere molti, e che la sinistra torni a essere la casa di chi vuole e può cambiare”.

 

 

 

 

 

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