Amministrative Barletta, Damato (Centro Democratico): «Un nuovo inizio contro la rassegnazione»

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“Oggi la nostra città è senza respiro e …… destinata a spegnersi. Priva di innovazione, priva di progetti, priva di visione lungimirante. In vista delle prossime elezioni amministrative sorgono tanti pretendenti, con il risultato che “l’abitudine a pretendere” può far perdere valore alle cose da rivendicare. Per questo ho deciso di intervenire sulle “cose” della politica della mia città. Mi rivolgo a tutti i cittadini che vogliono partecipare, vogliono contare, vogliono esserci! Non dobbiamo arrenderci all’indifferenza dei notabili, di chi “pensa” di contare, ma cambiare. Cambiare la politica che si poggia sulla divisione di Uffici e di Incarichi.

Una politica partecipata merita progetti e valori! Una politica partecipata vuole risposte concrete!
Occorre ricostruire con rappresentanza e dignità. Va bene mandare a casa, ma chi entra deve ricostruire!

Siamo in emergenza. Demolire è facile, ricostruire è nostro preciso dovere. Non è mia intenzione fare un manifesto politico, ma parlare con i cittadini della città e del suo futuro.

Non si tratta di scegliere una leadership. Si tratta di produrre un futuro!

BARLETTA ha bisogno di merito e di una profonda rigenerazione. In un momento in cui tutti chiedono “il conto” per gli atti e misfatti compiuti la città langue.

E’ giunto il tempo di fare appello a tutte le migliori energie per determinare una svolta. Barletta è spenta, malata di immobilismo. E’ una città strana. Qui accade che taluni pretendano, senza merito, rendite di posizione. Qui accade di prendere il denaro presso i poveri perché hanno poco ma sono in tanti!

Vogliamo trasformazione sociale ed equità sociale.

Si deve smetterla di dire di voler cambiare tutto per desiderare invece che nulla cambi!
Innanzitutto ridurre le spese. Drasticamente e a tutti i livelli. I cittadini non possono pagare di tasca propria i debiti di bilancio comunale con pesanti tasse e aumenti ingiustificati a pioggia derivanti dalle incapacità di chi ci amministra. Le famiglie e le aziende sostano ormai al capolinea con ansia e disperazione.

Si vendano gli immobili non essenziali, si taglino tasse eliminando sprechi e folli uscite. Barletta merita una risposta civile forte ai suoi problemi: disoccupazione, crisi economica, malessere sociale e disagio giovanile! Pertanto, Barletta merita una risposta civile forte alla crisi delle idee, all’incapacità nel raggiungere gli obiettivi e a tentazioni mai sopite..…..! E’ in gioco il futuro non il passato.

E’ bene prenderne atto: decidere sul destino della città è il più importante di tutti gli atti politici al di là degli slogan elettorali, al di là del facile populismo. I cittadini non sono numeri. Sono storie, sono vite, sono famiglie mortificate e in ginocchio, dignità ferite e speranze infrante. Ora non ci rimane che immaginare e ricostruire il futuro con il coraggio dell’innovazione, la responsabilità del confronto e l’umiltà dell’ascolto.
Oggi la nostra sfida è quella di battere la rassegnazione. Con un nuovo inizio. E non abbiamo molto tempo.

Barletta merita di più. Merita più servizi sociali, merita più servizi essenziali, merita un impulso imprenditoriale che non sia l’ultimo respiro, merita più qualità di vita.

In questo declino produttivo, di credibilità e di valori, ritengo fondamentale non ignorare o escludere i DIRITTI CIVICI FONDAMENTALI:

-DIRITTI AD UNA POLITICA PARTECIPATA

cioè una città che possa partecipare alla gestione e agli indirizzi della “cosa pubblica”. Perché una città che non mette al centro la partecipazione diretta dei cittadini è una città che non favorisce lo sviluppo; fiducia nella trasparenza e nella legalità.

-DIRITTI DI SCAMBI E DI CONOSCENZA

cioè una città che possa essere centro di innovazione, competizione e risorse.

-DIRITTI DI INCLUSIONE

cioè una città che non trascuri i propri cittadini più disagiati, gli anziani , i minori e i disabili. Cioè una città che renda a tutti quel minimo di risorse e di assistenza e che sappia fornire una serie di servizi che permetta alla città stessa di essere “viva”.

Per questo e non per altro Barletta ha bisogno di una profonda rigenerazione Politica ma soprattutto Morale”.

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