Barletta, Sel affronta i temi Cultura Istruzione e Innovazione con il Rettore Volpe e l’assessore Sasso

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Sel insieme ai suoi esponenti rivendica un maggior potenziamento degli investimenti pubblici per la Ricerca l’innovazione la Formazione e soprattutto la Cultura, vista da “Sinistra Ecologia e Libertà” come potenziale fattore di impulso per lo sviluppo economico del territorio: “La Regione nonostante il periodo di profonda crisi ha creduto e crede ancora nella Cultura come attività produttiva e fonte di lavoro – ha commentato l’assessore Sasso – lo dimostrano i progetti Start up presentati dal nostro ente regionale per il settore cultura appunto.  Il nostro obiettivo è  anche  e soprattutto quello  di creare una forte sinergia tra formazione e istruzione  così da favorire l’occupazione;  nonostante la sfavorevole congiuntura economica riteniamo di aver investito molto,  circa 32 milioni di euro in dottorati di ricerca e in misure volte a scongiurare il fenomeno della dispersione scolastica. Solo investendo in Istruzione e Innovazione per le imprese possiamo uscire da questo baratro.”

“La nostra  sfida,  ovvero quella di Sel e Italia Bene Comune – ha proseguito il foggiano candidato  alla camera Giuseppe Beccia – è quello di dare voce ai cittadini, i quali tramite alcuni sondaggi, hanno palesemente dimostrato  di chiedere  più investimenti per la Cultura per il micro credito alle imprese incentrate sull’erogazione di servizi turistici e su quelle che puntano ad una maggiore Innovazione. I binomi su cui a mio avviso bisogna coniugare il termine “Crescita economica” sono quelli di Economia sostenibile e Economia solidale.”

Con tono accusatorio nei confronti dei precedenti governi e verso quello attuale, l’archeologo e rettore foggiano  Giuliano Volpe rivendica il ruolo preminente che si dovrebbe dare al nostro patrimonio artistico e culturale e anche e soprattutto all’Università pubblica e alla Formazione:  “Il settore è sempre stato messo da parte dall’assise governativa – ha affermato Volpe –  Cinquantamila in meno gli  immatricolati nelle università della nostra Regione è il sintomo del fatto che siamo davanti ad un vero e proprio dissesto sociale; l’università pubblica a causa dei tagli  ha perso più di un miliardo di euro  rispetto agli anni precedenti abbiamo pertanto il minor numero di laureati e di ricercatori rispetto al resto del mondo. Di conseguenza sono aumentate le tasse universitarie che rendono pertanto impossibile per chi è capace ma non ha mezzi sperare di laurearsi. La sperequazione iniqua della spesa pubblica – ha concluso il rettore –  favorisce  per lo più le università del nord inficiando pertanto  la nostra competitività.”

Dora Dibenedetto

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