Trinitapoli, accuse di Di Feo all’Udc nazionale: «Noi esclusi dalla competizione elettorale, seggi tramandati per via ereditaria»

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Duro monito di Nicola di Feo che inizia la sua lettera parlando del comportamento di uomini di Partito che”per grazia ricevuta –scrive Di Feo-risiedono nelle stanze del Partito a Roma, che si negano alle chiamate e recitano la parte da sceneggiata napoletana”. La missiva continua con la ragione della sua esclusione dal meccanismo del Partito –continua Di Feo- e non sentirmi parte attiva nei ruoli e competenze, oggi non sappiamo cosa fare, non sappiamo la strada da percorrere , a noi spetta la candidatura certa, per dare visibilità nel nostro territorio e non possiamo lasciare spazio ad  Arcangelo Sannicandro (SEL).

Non va proprio giù a Nicola Di Feo l’esclusione dal meccanismo elettorale ed attacca ancora i propri vertici:”leggiamo sui giornali  che nell’ UDC per le liste esce il padre ed entra il figlio, tramandano il seggio per via ereditaria. De Mita mette il nipote Giuseppe e si parla di Ferrarese ex presidente della provincia di Brindisi perché amico di Casini. Perché si avvantaggiano i fuoriusciti dei Partiti collocandoli nel nostro sapendo che non resteranno fedeli alla nostra bandiera e al nostro raggruppamento ?

Conclude la sua lunga lettera di protesta Di Feo: “Credo che sia giunto il momento di parlare chiaro, il partito deve fare giuste valutazioni e regione per regione allocare persone titolate e qualificate,  persone che hanno rispettato,come noi,gli impegni e hanno fatto grandi battaglie.Le conclusioni sono semplici:chi crede di essere così forte, i voti tra le gente se li venisse a prendere”.

 

Michele Mininni

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