Andria, “Fare per Fermare il Declino” candida al Senato Pantaleo Di Vincenzo

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La presentazione pubblica dei candidati pugliesi,  con la presenza del leader nazionale del Movimento, prof. Oscar Giannino, si terrà il 2 febbraio alle ore 18,00 in Piazza San Ferdinando a Bari.

“La campagna elettorale di FARE per FERMARE il DECLINO, fortemente ostacolata dai grandi network televisivi e giornalistici nazionali, si riferisce a coloro che sono delusi dalle politiche attuate dal centro-destra in questi anni, a quelli convinti che la soluzione offerta dal centro-sinistra non sia quella adatta a far ripartire la crescita in Italia, a quelli che non vedono nella sola politica del “rigore” la soluzione ai problemi del nostro Paese e, soprattutto, a coloro che hanno una grande voglia di rinnovamento della nostra classe dirigente. A loro vogliamo spiegare i nostri principi nella convinzione che nel nostro programma e nella nostra coerenza risieda il vero voto utile. E non quello che tradizionalmente è espressione del compromesso!

C’è un programma concreto, pubblicato da mesi con tanto di schede di approfondimento e proposte da attuare nei primi 100 giorni, e di cui molti poi si sono appropriati: la riduzione del debito pubblico, la vendita del patrimonio dello Stato (a partire dai beni immobili) e la parallela riduzione del cuneo fiscale e dell’Irap, la riforma della macchina della giustizia cominciando dagli interventi per accorciarne i tempi, specializzare i giudici, modificare le norme sulla prescrizione e intervenire sulla indecorosa situazione delle carceri, la disciplina dei conflitti di interesse, ecc. L’elenco è molto dettagliato. Puntuale.

Ma quello che conta è che c’è un’idea di base di rinnovamento della classe politica e amministrativa. C’è la credibilità intellettuale e il rigore morale delle persone che hanno elaborato il progetto e che lo stanno propagandando in Italia. C’è soprattutto un’idea per porre fine alla stagnazione in cui versa il paese da troppo tempo: concorrenza, meritocrazia, liberalizzazioni non sono mere parole d’ordine di un iperliberismo accademico, ma strumenti per promuovere in Italia quella mobilità sociale che sola può portare a superare il crescente stato di emarginazione in cui vivono giovani, donne, precari”, si legge nella nota diffusa dal candidato dott. Divincenzo.

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