Canosa di Puglia, Consiglio comunale: su dimensionamento scolastico la maggioranza abbandona l’aula

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“Dopo aver incontrato più volte i genitori degli alunni e gli operatori della scuola – ha continuato Facciolongo – , compresi i loro rappresentanti sindacali, non si può interpretare l’abbandono dell’aula come disinteresse nei confronti di un tema che invece ha riscosso tutte le attenzioni da parte dell’Amministrazione comunale, sin da quando alcuni suoi componenti addirittura non appartenevano neanche alla Giunta.

Era logico e coerente, da parte degli attuali amministratori, pertanto, assumere gli atti consequenziali affinché un Piano di Dimensionamento scolastico non condiviso e né condivisibile (quello proposto con delibera n. 332 del 14.11.2011) non venisse applicato. Un Piano che, a detta degli allora amministratori, si sarebbe chiesto alla Regione di differire con apposita comunicazione del precedente Sindaco, mai pervenuta all’assessore regionale alle Politiche Scolastiche, Alba Sasso, e della quale nonostante esplicita e formale richiesta di un consigliere comunale, non è mai stata prodotta copia. E che la questione non fosse certamente di lana caprina è evidente, dato che tale comunicazione avrebbe prodotto per esplicita ammissione da parte dell’autorità regionale (confermata da quanto concesso ad altri Comuni che avevano fatto richiesta di differimento), una sospensione delle decisioni ed un loro rinvio all’anno in corso”.

Unicamente per questa ragione l’Amministrazione comunale aveva deliberato in data 12 luglio 2012 (delibera n. 32), di proporre alla Regione Puglia un nuovo “Piano Dimensionale” che tenesse conto delle criticità emerse a seguito della precedente decisione, favorendo un nuovo corso. “Tale delibera – ha aggiunto l’assessore Facciolongo – era frutto di incontri con tutte le componenti del mondo scolastico e, a differenza della precedente proposta, evitava lo scorporamento delle istituzioni scolastiche del territorio, che ne avrebbe inficiato il corretto funzionamento (come poi nettamente evidenziato nella applicazione pratica del Piano nel corrente anno scolastico). La delibera 32 intende sfruttare la sostanziale vacatio legislativa conseguente alla sentenza n. 147/2012 della Corte costituzionale, con la quale si dichiarava illegittimo il comma 4 del decreto Legge 98 del 2011, che sanciva l’obbligatorietà della formazione degli Istituti comprensivi, rappresentando contemporaneamente una precisa volontà politica da parte della stessa Amministrazione.

A questa proposta, inviata in data 8 agosto 2012 alla Regione Puglia, non è pervenuta alcuna risposta”.

Il 17 ottobre 2012 l’assessore Alba Sasso ha incontrato ad Andria gli assessori all’Istruzione dei Comuni del territorio provinciale (Bat), per esporre loro gli indirizzi della Regione riguardo al nuovo “Piano di dimensionamento”. A questo ha fatto seguito la pubblicazione delle linee regionali, avvenuta il 29 ottobre 2012, in cui si rappresentava l’esigenza di non modificare i Piani di dimensionamento laddove applicati. Per questa ragione, l’assessore comunale, Sabino Facciolongo, ha convocato nuovamente, il 12 novembre scorso, i rappresentanti di insegnanti e di genitori, sollecitando proposte circa un eventuale nuovo parere da sottoporre alla Regione.

“In quella sede è emersa la difficoltà di attuare un nuovo dimensionamento per l’anno scolastico 2013 – 2014. Difficoltà condivisa nello spirito della massima collaborazione attuata con gli utenti della scuola”, ha sottolineato l’assessore. Per questa ragione, nell’ulteriore incontro promosso dalla Provincia di Bat, che si è svolto a Barletta il 19 novembre 2012, l’assessore Facciolongo ha comunicato che “l’Amministrazione La Salvia intende obtorto collo mantenere il “Piano di dimensionamento” così come deliberato nella proposta della vecchia Giunta comunale, in quanto l’unica ad aver completato l’iter legislativo, rappresentando tuttavia le difficoltà emerse nell’applicazione del Piano. Si tratta pertanto non di una sconfessione del proprio operato o peggio delle proprie convinzioni, ma di genuino esercizio di democrazia, che confligge evidentemente con i metodi precedentemente utilizzati, e con la sordità alle istanze di parte del mondo della scuola di Canosa, resa evidente da come ha operato la precedente Giunta comunale”.

“Abbiamo appreso a suo tempo con sorpresa – ha concluso il sindaco Ernesto La Salvia – , che la comunicazione faxata ma mai ricevuta, è in possesso del presidente Ventola, custodita in una cartella considerata “privata”. Se non contiene richieste illecite o segreti di Stato, come può non essere resa pubblica, dato che riguarda il mondo della scuola?Ci faccia leggere la tanto discussa comunicazione.Magari è sinergica al nostro operato e nello spirito di collaborazione di cui tanto parla Ventola in consiglio comunale e che vorremmo fare nostro. Potrebbe darci ulteriore forza nelle future determinazioni. Non vorremmo che si trattasse di un segreto, pari a quello di Ustica, non rivelato e non rivelabile: povera scuola canosina!”.

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