Bisceglie, Valente: «Bassa affluenza alle primarie, spero meglio per il referendum sulla provincia»

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“All’indomani della diffusione dei dati sulle primarie della sinistra a Bisceglie, prendiamo atto che solo il 2,4% degli elettori biscegliesi si è recato alle urne, (percentuale più bassa in Puglia e una delle più basse in Italia). Il dato dimostra in maniera incontrovertibile che le primarie non hanno appassionato gli elettori biscegliesi e che, nonostante gli appelli di tutte le componenti del centro-sinistra locale, non vi sia stato un grande interesse per la disputa tra i 5 candidati premier.

Superando i temi della politica nazionale e concentrandoci su un tema dall’alto valore civico che interessa la nostra comunità, domenica prossima 9 dicembre i cittadini biscegliesi sono chiamati a votare per esprimere la propria opinione su un tema che riguarda direttamente il loro futuro: se Bisceglie deve aderire all’area metropolitana di Bari o alla provincia di Foggia. Auspico questa volta una partecipazione larga e convinta di tutta la popolazione biscegliese di qualunque idea e colore politico.

Il governo Monti continua sulla linea di tagli degli enti periferici come le prefetture e le questure in modo coerente con il programmato taglio delle province e quindi occorre che domenica 9 dicembre i biscegliesi abbiamo le idee molto chiare e non vi è modo più chiaro e diretto di acquisire la volontà di una comunità che attraverso un referendum. Non sarà un referendum inutile come quello che ci hanno propinato i partiti nazionali, si ricordi ad esempio quello per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, mai attuato, ma sarà un vero e proprio atto decisionale del popolo biscegliese atteso che il giorno dopo il referendum verrà convocato il Consiglio Comunale per recepire tout court la volontà del popolo biscegliese in un deliberato consiliare che verrà immediatamente trasmesso al governo regionale e nazionale per ogni eventuale decisione futura che riguardi la città di Bisceglie.

Il costo dell’intero referendum (al massimo circa 5 mila euro) e l’assoluta legittimità del procedimento consultivo referendario contribuiscono a dare un grande senso etico e civile alla partecipazione di ogni cittadino a questo storico primo referendum popolare biscegliese”.

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