Barletta, commenti sulle primarie. Per Mennea: «Pessima affluenza», per Caracciolo: «Elettori ci confermano fiducia»

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“Il dato politico da commentare a Barletta non è la scontata vittoria di Bersani, sostenuto praticamente dall’intera coalizione del centrosinistra, quanto la pessima affluenza degli elettori barlettani: 3.500 votanti sono meno della metà rispetto ai circa 8.000 che votarono per la premiership di Romano Prodi e ai circa 7.500 che votarono per Veltroni e all’epoca l’Ulivo e il Pd non avevano gli stessi dirigenti di ora e non c’erano neanche i bersaniani dell’ultim’ora. Per queste primarie era impegnata un’intera coalizione”.
Secondo Mennea, la gente si è tenuta lontana dai seggi perché sfiduciata:  “Abbiamo certamente pagato la poca credibilità dopo il disastro della caduta dell’amministrazione comunale provocata da esponenti di quegli stessi partiti che negli ultimi giorni erano impegnati per la campagna elettorale delle primarie. La gente non ne ha voluto sapere di recarsi alle urne e questo non può non essere considerato un campanello d’allarme anche in vista delle comunali del prossimo anno”.
“Il Partito Democratico e l’intero centrosinistra devono riconquistare la fiducia della gente, devono tornare ad essere credibili. Il Pd a Barletta ha la grande occasione di costruire un grande partito, libero, democratico, fatto di persone che vogliono contribuire a costruire un progetto di città. C’è bisogno di una nuova classe dirigente, da selezionare sulla base di tre requisiti essenziali: meritocrazia, onestà e competenza. Nuovi dirigenti che agiscano nel rispetto delle regole che disciplinano un partito e non da gruppi di potere”.
“Mi auguro che la lezione che i barlettani ci hanno dato domenica scorsa”, conclude Mennea, “possa aprire gli occhi anche a chi finora ha pensato che le regole siano buone solo quando bisogna farle rispettare ai nemici e non anche agli amici. Voltare pagina si deve e si può. Per questo invito i miei concittadini a recarsi in massa alle urne domenica prossima per votare Pierluigi Bersani. Sono certo che quello possa essere il modo migliore per ricominciare a credere nel Partito Democratico e nell’intero centrosinistra. Anche a Barletta”.
Di diverso tenore il commento dell’altro consigliere regionale del Pd, Filippo Caracciolo, che non sembra preoccupato dalla contrazione del dato numerico: “I tempi siano cambiato rispetto alle prime esperienze con le primarie. La gente è stanca, il vento dell’antipolitica soffia sempre più forte e quindi era assolutamente prevedibile un calo rispetto agli anni scorsi. Nonostante questo rispetto alle primarie per le regionali del 2010 tra Boccia e Vendola abbiamo riscontrato un incremento e questo non può che farci ben sperare per il futuro. Per questo ringrazio chi si è recato al voto e tutti coloro i quali hanno contribuito volontariamente alla buona riuscita di quello che rappresenta il più grande momento di democrazia e partecipazione del partito”.
Ciò che conta è la vittoria del candidato Bersani, interpretata anche come un segnale di rinnovata fiducia nella classe dirigente locale: “Abbiamo dimostrato di essere leali al nostro partito e al nostro segretario e soprattutto di credere fermamente nel suo progetto. Non possiamo che essere estremamente felici per il risultato raggiunto. Non è un buon momento per il Pd e per il centrosinistra a Barletta ma il risultato ottenuto domenica è un bel messaggio, soprattutto a chi ha tifato per l’insuccesso della nostra area a queste elezioni primarie. Invece gli elettori ci hanno confermato la fiducia, nonostante le vicissitudini amministrative degli ultimi tempi. Anzi, probabilmente hanno anche apprezzato il nostro coraggio e per questo ci hanno accordato fiducia”.
Per il ballottaggio Caracciolo invita a votare con maggiore compattezza per Bersani. “Non ubbidisco ad un ordine di scuderia”, precisa il consigliere del Pd, “ma sono fermamente convinto che Bersani sia l’uomo giusto al momento giusto. Può continuare la politica di rigore portata avanti dal governo Monti, ma al tempo stesso può fare quello dove Monti e gli altri professori hanno finora fallito, ovvero offrire all’Italia una prospettiva di crescita. Bersani è l’uomo più competente che il centrosinistra è oggi in grado di esprimere, lo è certamente più di tutti gli altri candidati alla premiership. Alla guida del Pd ha inoltre dimostrato di essere anche diventato un leader politico di notevole spessore. E’ una persona seria, umile, preparata: può confrontarsi senza timori con i maggiori leader europei ed è in grado di tenere unita una coalizione di governo. Sono fermamente convinto che possa dare speranza agli italiani”.

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