Canosa di Puglia, riforma province: Consiglio comunale chiede ampliamento della Bat

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A Canosa di Puglia, nel corso della seduta che si è svolta ieri sera, 1 ottobre, in aula consiliare, approvato all’unanimità dei presenti (22 consiglieri) il punto all’ordine del giorno “Riordino delle Province. Indirizzo politico” che impegna il sindaco Ernesto La Salvia a:

1. promuovere l’emanazione da parte del Governo di un provvedimento correttivo che, tenendo conto delle peculiarità sopra rappresentate del nostro territorio, giunga ad una revisione complessiva delle disposizioni legislative e in materia di Province e di Città Metropolitane, che possa rimediare alle criticità espresse dalla legge sulla spending review (Decreto Legge 95/2012);

2. ad attivarsi per la definizione di una circoscrizione territoriale comprendente i Comuni della attuale Provincia di Barletta – Andria – Trani, e quelli della Provincia di Bari, non aderenti alla istituenda Città Metropolitana.

Il Consiglio comunale ha inoltre stabilito di aderire al territorio della Città Metropolitana di Bari, pretendendo di partecipare da subito alla definizione degli atti statutari, qualora le procedure di cui ai sopracitati punti 1 e 2 non raggiungano l’obiettivo.

E’ questo, dunque, il documento che sarà trasmesso, tramite gli uffici competenti, alla Regione Puglia, comunicando così qual è l’orientamento del Comune di Canosa in merito alla questione del riordino delle Province.

La procedura di riordino delle Province – ha detto il sindaco Ernesto La Salviaè al momento poco definita nei contorni e nei contenuti, limitando fortemente la libertà decisionale dei singoli Comuni nel prospettare il proprio futuro di adesione territoriale sia ad una Provincia poco omogenea con la storia e la geografia di questa Città (Foggia, ndr), sia ad una Città Metropolitana dai contorni e dagli aspetti statutari tutti da definire e senza che al momento ci sia contiguità territoriale. Per questo motivo, pur consapevoli che in questo momento storico, caratterizzato dalla necessità di rientrare nella spesa della gestione della Cosa pubblica, le Province rappresentino, a fronte di limitate competenze, un costo importante, chiediamo fermamente che si faccia innanzitutto la dovuta chiarezza, affinché il nostro territorio possa autodeterminarsi, scegliere con cognizione di causa, oppure, che le cose vengano lasciate così come sono. Se non sarà possibile mantenere legalmente questa omogeneità territoriale, il Consiglio comunale si orienta verso la città Metropolitana di Bari che torna a guardare dopo un’assenza di soli tre anni”. 

 

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