Barletta, prime reazioni politiche alla caduta del Maffei bis. Rizzi (Pdac): «Adesso via tutti!»

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“La caduta del sindaco Maffei nasce da scontri interni alla maggioranza sulle postazioni che ogni centro di potere interno alla stessa doveva dividere con l’altro. Sposta una poltrona a destra ed una a sinistra e molti ne sono rimasti senza, altri addirittura sono finiti per terra. Chi non l’aveva (la presunta opposizione di centrodestra) ne cerca una adesso. Questo è il sunto della vicenda della caduta di Maffei e di tutta la sua corte celeste. Qui, non c’è niente di politico, ma solo una spartizione di posti di potere non andata a compimentoErano tutti assieme alle elezioni (Maffei e i congiurati), hanno proceduto per poco più di un anno e poi si sono accoltellati attraverso atto notarile!

Barletta vive una crisi economica capitalista senza precedenti, con padroni grandi e piccoli che dopo aver sfruttato territorio, soldi pubblici e lavoratori, si sono spostati in Albania, Romania e via dicendo dove possono sfruttare meglio la manodopera. La crisi ha ucciso il piccolo commercio, come la dignità di molti lavoratori (specie donne) costretti a lavorare a nero per pochi euro. Come allo stesso tempo, la speculazione edilizia, legata alla stessa classe politica governante, ha fruttato profitti per i palazzinari e debiti per i lavoratori.

Ma qui, “anche se vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”, come diceva una fantastica canzone di De Andrè. Non deve andare a casa Maffei e il suo regno, ma anche tutti coloro che l’hanno appoggiato prima e poi scaricato! 

Ma non solo perché si ritornerà alle urne, ma soprattutto per quanto di dannoso hanno fatto in questi anni ai lavoratori barlettani.

Per Alternativa comunista l’unica vera alternativa politica è quella di precari, lavoratori e studenti a quella che fa e disfa la politica barlettana da sempre!”.

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