Barletta, autocostruzione: Pastore “Grande soddisfazione per approvazione linee guida”

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“La mia grande soddisfazione – dice il consigliere – deriva dall’avere seguito il suo iter sin dal principio in veste di amministratore del comune di Barletta”.

“Quello che nel 2009 era solo un’idea oggi può divenire realtà, considerato, soprattutto, il fatto che nel piano di 167 nella città di Barletta, in veste di assessore all’Edilizia, con l’Ufficio riuscimmo a individuare anche un suolo da destinare all’Autocostruzione”.

Franco Pastore ha spiegato che “nel 2009, per contrastare il disagio abitativo e dare una opportunità anche a chi resta fuori dal mercato della casa così come lo conosciamo, in edilizia privata o convenzionata, sollecitato anche dall’associazione “Fraternità per il diritto alla casa”, col sindaco Maffei manifestammo come comune l’interesse ad attivare un cantiere sperimentale di autocostruzione. A fine 2009, una delibera di giunta comunale approvava uno schema di Protocollo d’Intesa tra Comune, Regione e Associazione”.

“La giunta regionale, a febbraio 2010 – continua il consigliere – approvava quello schema di protocollo, che di fatto candidava Barletta ad avviare un cantiere sperimentale. Con l’approvazione delle linee guida, oggi vengono individuati i soggetti coinvolti nell’autocostruzione, e definiti requisiti, compiti, ruoli e responsabilità di ciascuno. Sono indicate le fasi attuative per l’avvio e la gestione di un progetto in autocostruzione, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale”. ”

Ricordo che in tale progetto – continua Pastore – sono coinvolti anche l’Osservatorio regionale sulla condizione abitativa e l’Università di Bari. Ma le linee guida confermano anche quanto vado asserendo da tre anni e cioè che i soggetti candidabili a rientrare nella sperimentazione devono costituirsi in cooperativa e partecipare a un bando pubblico che sarà cura della pubblica amministrazione redigere ed emanare”.

Pastore ricorda che durante la fase di avvio della proposta “ho dovuto subire una campagna denigratoria, nonché strumentale, da parte di alcuni, solo per avere suggerito loro la retta via. Una associazione non può candidarsi a soggetto deputato all’autocostruzione. E questo si evince chiaramente dalle linee guida. Nella sostanza, i futuri proprietari, partecipano alla costruzione della loro casa con l’apporto del proprio lavoro, fino a un massimo del 70% del processo costruttivo con un ammontare di ore di lavoro prestate dal nucleo familiare per singolo alloggio di 1000 – 1200 ore. Gli auto costruttori lavorano sotto la guida di professionisti che nel corso dell’intero processo edificatorio garantiscono assistenza tecnica, architettonica, sostenibilità ambientale e rispetto delle norme di sicurezza.
La cooperativa deve essere iscritta nel Registro provinciale e la sua attività deve essere segnalata al l’Agenzia delle Entrate, aprendo una posizione fiscale”.

Dal punto di vista fiscale, il consigliere esprime “delle perplessità  per chi presta la propria opera, che sia disoccupato o che quelle ore vengano aggiunte al suo lavoro, dal punto di vista fiscale non è chiaro cosa accadrebbe, mancando in tal senso una normativa nazionale. Si tratta di uno degli aspetti di cui ci si dovrà occupare in commissione. Coì come pure di un altro aspetto. A coordinare l’attività delle cooperative di autocostruttori sarà un Ente di coordinamento – spiega Pastore – la regione vorrebbe affidare tale compito agli Istituti Autonomi per la Case Popolari (IACP), “considerata la loro esperienza in materia di programmazione e gestione di interventi di housing sociale”.

“Io ritengo invece che questo snaturerebbe il principio stesso di tale strumento che dovrebbe tendere a snellire procedimenti e sciogliere la burocrazia. Così tutto sarebbe appesantito. Ai comuni spetta invece, come già detto, individuare la fattibilità dell’intervento in autocostruzione nell’ambito della normativa urbanistica, e a Barletta l’abbiamo fatto, come pure destinare aree all’autocostruzione e, soprattutto, lo sottolineo ancora una volta, “individuare, attraverso bando ad evidenza pubblica, la cooperativa di abitanti o le famiglie che andranno a costituirsi in cooperativa responsabile dell’attuazione dell’intervento in autocostruzione”.

La Regione Puglia, con l’Osservatorio Regionale della Condizione Abitativa, si occupa della promozione e della divulgazione del progetto.

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