Canosa di Puglia, omicidio dell’anziana orafa: un fermo e due arresti

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Nella serata di mercoledì scorso, a Canosa di Puglia (BT), e nella mattinata di ieri, a Trani, la Polizia di Stato ha eseguito, rispettivamente, un decreto di fermo di indiziato di delitto disposto dalla Procura della Repubblica di Trani e un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di C.L. di anni 54, S.F. di anni 45 e C.G. di anni 20, tutti con precedenti di polizia, gravemente indiziati e ritenuti responsabili della rapina aggravata e dell’omicidio preterintenzionale della settantacinquenne MELZIADE Maria.

La sera del 17 novembre scorso, due soggetti con il volto travisato, dopo essersi introdotti nell’abitazione della donna, commerciante orafa in pensione,  l’hanno immobilizzata con del nastro adesivo da imballaggio e con delle fascette stringicavo e, per farsi consegnare la chiave della cassaforte, le hanno detto di aver rapito la figlia e l’hanno percossa violentemente utilizzando anche un taser, senza comunque riuscire nel loro intento.
I due rapinatori, avvisati dal complice con le funzioni di “palo” del sopraggiungere del marito della vittima, si sono poi allontanati portando via solo i monili indossati dalla donna, in particolare, un anello e degli orecchini di ingentissimo valore, un orologio tempestato di brillanti e la somma di 1.200 euro.

La donna, soccorsa dal marito, è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Andria, dove è deceduta dopo alcune ore  a seguito dei numerosi traumi riportati; in particolare “trauma cranio facciale, trauma toracico con infrazione di tre costole e contusione polmonare, ed ecchimosi da elettrolocuzione al volto” provocata presumibilmente dall’utilizzo del taser.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di P.S. di Canosa di Puglia, supportate da attività tecniche e dalla visione delle immagini di numerosissime telecamere, pubbliche e private, situate nella zona e nelle aree adiacenti l’abitazione della vittima, suffragate anche da ulteriori elementi oggettivi, hanno consentito di raccogliere elementi di responsabilità nei confronti dei destinatari del provvedimento di fermo e dell’ordinanza di custodia cautelare. C. e C. sono stati individuati come coloro che si sono introdotti nell’abitazione della donna e S. come colui che ha assolto il ruolo di “palo”.

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