Prenotazioni a pagamento in farmacia, Mennea: «Ennesimo salasso per i cittadini»

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Così il consigliere regionale del Partito Democratico Ruggiero Mennea dice no all’accordo tra Regione e sindacato dei farmacisti che prevede, a partire da martedì 2 settembre, il pagamento di 2 euro per le prenotazioni e le disdette di esami e visite specialistiche per ogni prestazione sanitaria. “E’ evidente che il servizio non può gravare sulla categoria dei farmacisti”, aggiunge Mennea, “soprattutto perché ha costi indiretti molto alti, porta via tempo e in alcune piccole realtà dove c’è una sola farmacia, il suo titolare è costretto ad occuparsi di tutto. E’ altrettanto evidente che a questo servizio non si può più rinunciare, specie in una regione in cui code e liste di attesa rappresentano un problema rilevante. Ecco perché ero rimasto favorevolmente colpito quando, pochi mesi fa, dopo la sospensione della possibilità di prenotare esami presso le farmacie della provincia di Barletta-Andia-Trani, la Direzione generale della Asl Bt propose un progetto di sperimentazione gestionale del servizio senza oneri per il cittadino e al costo di 1,50 euro a carico della Asl, per ogni prenotazione effettuata e fino a un tetto massimo di 250mila euro annui”.

“Un progetto analogo”, prosegue Mennea, “forse persino più efficace per i cittadini, è stato proposto dalla Federazione dei Medici di Famiglia e dal suo segretario provinciale, il dottor Dino Delvecchio, con il quale si permetterebbe ai cittadini di prenotare visite ed esami direttamente negli studi dei propri medici di famiglia. Un progetto, tra l’altro, sperimentato con successo nelle ultime settimane”.

“Non intendo rimanere in silenzio di fronte ad una situazione che, a partire dal 2 settembre, andrà a penalizzare pesantemente le tasche dei cittadini e in maniera più rilevante quelle di anziani e malati, ovvero coloro che più di ogni altro necessitano di visite ed esami medici”, conclude il consigliere regionale del Pd. “Pertanto, chiederò immediatamente l’intervento dell’Assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, affinché non si verifichi alcuna spesa aggiuntiva per chi usufruirà del Cup decentrato e, non per questo, la scomparsa di questo preziosissimo servizio”.

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