Elezioni Province, l’on. Pisicchio interroga il Ministro dell’Interno: «Rappresentanza non proporzionale»

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Il nuovo sistema abolisce l’elezione diretta da parte dei cittadini, rendendo le Province enti “di secondo livello”, i cui rappresentanti cioè sono eletti da componenti di altri enti locali, ovvero i consiglieri comunali, i sindaci e i consiglieri provinciali uscenti.  Alcuni aspetti della normativa, secondo l’onorevole Pino Pisicchio, sarebbero fonte di sproporzione nella rappresentanza, motivo per cui il deputato ha presentato in data 4 agosto un’interrogazione a risposta scrittaal Ministro dell’Interno. Il caso riguarderebbe, tra gli altri, il comune di Andria.

Si legge nell’interrogazione:

“Premesso che:

– com’è noto la legge 7 aprile 2014, n.ro 56, recante ” Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”,  ha profondamente innovato l’ordinamento degli Enti locali, stabilendo, tra gli altri, il principio della rappresentanza non elettiva per la città metropolitane e per le nuove province;

– la determinazione delle rappresentanze spettanti ad ogni Comune nell’ambito delle province e delle città metropolitane, viene definita attraverso un meccanismo di ponderazione dettagliatamente considerato nell’allegato A della legge, tenendo conto delle fasce demografiche di appartenenza. In questo modo viene attribuito valore diseguale ad ogni consigliere comunale,  che compone la platea degli elettori chiamati ad esprimere gli organi di rappresentanza, in una misura che vuole approssimarsi il più possibile ad una equa proporzione;

– tuttavia permangono elementi di disproporzionalita’ legati a due fattori: la larghezza delle “fasce” che include classi demografiche dai 30 ai 100.000 abitanti, generando pesi ponderati assai differenti  nel caso di città con numero di abitanti molto vicino, e la diversa numerosità della platea degli elettori,  legata al momento della celebrazione delle ultime elezioni comunali, se prima o dopo la riduzione della rappresentanza operata con la l.148/2011;

– tale circostanza  ricorre in diversi importanti comuni italiani, come Mantova, Macerata, Andria, Vibo Valentia, Matera, Sassari, Bolzano ed altri ancora, andati alle urne nel marzo 2010 e dotati di rappresentanza consiliare paradossalmente superiore  a comuni  di eguale o superiore ampiezza demografica, ma andati al voto dopo il 2011, quando, cioè, è entrata in vigore la drastica riduzione della rappresentanza consiliare per la spending review;

tutto ciò premesso si chiede di sapere quali urgenti interventi il Ministro intenda assumere per rimuovere gli elementi di disproporzionalita’ consentiti dalle nuove norme sull’elezione indiretta dei Consigli  provinciali, prima che vengano avviate le previste procedure elettorali entro il mese di agosto”.

 

 

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