Casa Divina Provvidenza, Caracciolo: «Regione Puglia e Asl Bt subentrino nella gestione»

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“La Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza e, in particolare la struttura biscegliese, pur con i limiti legati alle gestioni poco trasparenti che si sono succedute negli scorsi anni – sottolinea Filippo Caracciolo – costituisce un presidio sanitario ed assistenziale essenziale per l’intero territorio della provincia di Barletta-Andria-Trani. Nella stessa struttura ubicata nella BAT, peraltro, lavorano centinaia di addetti ‘reduci’ dalle devastanti procedure di licenziamento collettivo che negli anni hanno contribuito ad aggravare la crisi sociale del territorio”.

Come drammaticamente noto, l’ente Ecclesiastico Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza (che opera in regime di convenzionamento col servizio sanitario pubblico) versa in un gravissimo stato di crisi e, a seguito della verifica del suo stato di insolvenza, con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 dicembre 2013, è stato ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria (ai sensi della c.d. Legge Marzano).

Con lo stesso decreto, il Ministero dello Sviluppo Economico ha nominato quale Commissario Straordinario l’avv. Bartolomeo Cozzoli che, nell’ambito delle proprie competenze, in data 25 luglio 2014 ha pubblicato un avviso finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse all’acquisto delle strutture sanitarie dell’Ente in amministrazione straordinaria. Il termine per presentare le manifestazioni di interesse scade il prossimo 25 agosto 2014.

“Ritengo – continua il consigliere regionale Filippo Caracciolo – di grande interesse collettivo la possibilità che la Regione Puglia, attraverso la ASL BT, rappresenti al Commissario Straordinario, entro il termine previsto dall’Avviso al pubblico, la manifestazione di interesse, seppur in forma non vincolante, a subentrare con modalità finanziarie ed economiche da definirsi nella proprietà e gestione della struttura biscegliese dell’Ente in amministrazione straordinaria”.

“Sono convinto che un tale intervento pubblico, senza aumento di costi per la Regione (rispetto a quelli già sopportati) garantirebbe le esigenze di tutela dei pazienti, di mantenimento degli standard assistenziali e delle strutture sanitarie, di salvaguardia dei livelli occupazionali e di trasparenza gestionale”.

“Rivolgo – conclude Filippo Caracciolo – pertanto un accorato invito ad attivarvi tempestivamente per cogliere l’opportunità offerta e far nascere a Bisceglie, senza ulteriori costi per il servizio sanitario regionale, una grande ‘Cittadella della Salute’ pubblica”.

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