Bisceglie Casa Divina Provvidenza, Mennea interroga Pentassuglia: «Subentri la Regione Puglia»

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Così il consigliere regionale del Pd, Ruggiero Mennea, argomenta l’interrogazione che ha presentato all’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, “per conoscere quali iniziative intende intraprendere per definire le problematiche pendenti con riferimento, in particolar modo, all’Istituto Ortofrenico, e per consentire il percorso di riconversione dell’Opera fondata da Don Pasquale Uva”.

Nella interrogazione, Mennea chiede inoltre a Pentassuglia se “intende valutare la possibilità che, nell’ambito delle attività poste in essere dall’Amministrazione Straordinaria, le attività assistenziali svolte dall’Opera Don Uva possano essere condotte direttamente dal servizio sanitario regionale (tramite la competente ASL BT), attraverso il subentro nel patrimonio immobiliare sanitario della Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza, anche al fine di utilizzare le strutture ospedaliere per una migliore razionalizzazione dell’offerta sanitaria”, e “consentire una ottimizzazione dei costi generali dell’azienda”.

“Siamo oramai – prosegue Mennea – nella fase di conclusione della procedura di amministrazione straordinaria. Perciò ho ritenuto opportuno interrogare l’assessore regionale alla Sanità, sulla necessità di codificare e rideterminare le tariffe per gli ortofrenici, e di considerare la possibilità di subentrare nel patrimonio immobiliare sanitario della Casa Divina Provvidenza a costo zero, considerando la possibilità di poter compensare il debito tributario con l’erario e altri Enti pubblici, con il valore del patrimonio immobiliare.

“Questo – per Mennea – non solo consentirebbe di offrire una vasta gamma di servizi sanitari e socio-sanitari a un costo sostenibile e adeguato per i cittadini, ma potrebbe ripagare il nostro territorio dello scippo perpetrato negli anni, degli oltre duecento posti letto che mancano all’appello insieme alle ingenti risorse finanziarie di cui il nostro territorio è privato ormai da anni. Insomma, con questa iniziativa anche il governo nazionale dovrà assumersi la responsabilità di intervenire, magari nella prossima legge di stabilità, per risolvere la vicenda debitoria nei confronti dello Stato, restituendo al territorio pugliese e a quello della Bat una struttura d’eccellenza che è stata ideata e costruita, con tanti sacrifici, sin dal 1922″.

“Non si tratta – conclude Mennea – di scegliere tra la pubblicizzazione della struttura o meno, ma di individuare un criterio di ragionevolezza e buon senso, che dia la possibilità alla Regione di avere nuovo spazi sanitari sufficienti a rispondere alle esigenze dei pazienti del mio territorio, e ai dipendenti di continuare a lavorare”.

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