Imprese della Bat prime in Puglia per puntualità nei pagamenti: i dati dello studio

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Dall’analisi del trend si osserva un peggioramento del 23,2% dei pagamenti puntuali rispetto al 2010. Ma il dato allarmante riguarda i ritardi superiori ai 30 giorni, aumentati del 207% in quattro anni. Inoltre nel primo trimestre del 2014 la Puglia esibisce performance di pagamento inferiori alla media nazionale (38,8% di imprese puntuali, 16,1% di ritardi oltre i 30 giorni) ma migliore alla macroarea di appartenenza, dove i pagamenti regolari sono fermi al 25,1%

È quanto si evince dallo Studio Pagamenti 2014 realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese pugliesi.

ABITUDINI DI PAGAMENTO PER CLASSI DI RITARDO, PUGLIA 1Q 2014

FONTE: CRIBIS D&B

Le imprese della Provincia di Barletta-Andria-Trani risultano le più virtuose della regione con il 31,3% di imprese puntuali (un anno fa erano però il 44,3%), seguite da Bari (29,3% contro il 42,4% di marzo 2013), Foggia, (27,7%/39,9% del 2013) Lecce, (25,7%/43,7%), Taranto (24,7%/39,6%). Chiude Brindisi con il 24%, una percentuale decisamente inferiore rispetto al 43,3% di un anno prima.

ABITUDINI DI PAGAMENTO PER CLASSI DI RITARDO, DETTAGLIO PROVINCE, 1Q 2014

FONTE: CRIBIS D&B

Il dettaglio della dimensione aziendale della regione Puglia dimostra un andamento simile a quello individuato a livello nazionale. Le piccole realtà risultano quelle più puntuali (27,7%), mentre le impresemedie registrano una percentuale del 23,7% di pagamenti virtuosi. Performance negativa anche per le grandiimprese con il 23,9% del totale in corrispondenza della classe alla scadenza. Per quanto riguarda i pagamenti oltre i 30 giorni le micro realtà sono quelle più in difficoltà, con una quota del 27,7%.

A livello settoriale, il Commercio al dettaglio mostra la maggior criticità con il 36% in corrispondenza dei ritardi oltre i 30 giorni medi e una puntualità nei pagamenti pari solo al 18,9%. Situazione opposta per il comparto dei servizi finanziari (58,9% di imprese virtuose e 13,8% di ritardi gravi) e dell’agricoltura, foreste, caccia e pesca con il 44,5% di pagamenti alla scadenza.

ABITUDINI DI PAGAMENTO PER CLASSI DI RITARDO, DETTAGLIO SETTORI 1Q 2014

 

 FONTE: CRIBIS D&B

“Nel nostro Studio abbiamo registrato delle dinamiche che in questi ultimi anni hanno caratterizzato in modo significativo la vita delle imprese – commenta Marco Preti,Amministratore Delegato di CRIBIS D&B -. Prima di tutto continua il processo di istituzionalizzazione dei ritardi nei pagamenti commerciali, cioè la trasformazione dei ritardi in termini contrattuali: le imprese non vogliono perdere clienti e fatturato e quindi concedono qualcosa nei termini di pagamento. Secondariamente alcune imprese non riescono più a stare sul mercato e ritardano oltre modo il saldo delle fatture. Basti pensare all’andamento dei fallimenti, che hanno raggiunto quota 3.823 nel primo trimestre del 2014, con una media di 58 chiusure al giorno, due ogni ora.Nonostante alcuni segnali di timido miglioramento non bisogna però abbassare la guardia in quanto rimane ancora rilevante il numero di imprese che non onorano gli impegni entro i termini contrattuali”.

“Negli ultimi anni, però, le imprese italiane hanno messo sempre più la gestione dei pagamenti al centro della propria gestione finanziaria – conclude Preti – e hanno investito in strumenti come quelli messi a disposizione da CRIBIS D&B, che consentono di intercettare tempestivamente i segnali deboli di deterioramento dell’affidabilità dei propri partner, di mantenere sotto controllo la capacità del proprio portafoglio clienti di generare ricavi, di intervenire in modo efficace con azioni di prevenzione e limitazione del rischio e, soprattutto, di fare previsioni sui propri flussi di cassa. Un’operazione, questa, non a costo zero ma che riteniamo potrà portare benefici concreti anche dopo la fine della crisi”.

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