Ospedale Canosa di Puglia, incontro con l’assessora Gentile. B619: «116 posti letto sono un giusto compromesso»

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“Nutrita la partecipazione popolare, seppur con qualche problema: nonostante gli interventi programmati proprio per rispettare l’ordine formale in tale occasione di rito, alcuni cittadini hanno voluto esprimere i loro disagi facendosi portavoce di una Canosa che, in realtà, non rappresentano appieno, sia per mancata conoscenza di argomenti, sia per questioni prettamente personali atte nella sede a costituire polemica degenerativa e fin troppo disinvolta. Comportamento, questo di tre – quattro singoli in particolare e da cui il Comitato B619 si dissocia, che ha rischiato di danneggiare il confronto e ha mostrato una Canosa più gretta davanti alla Pubblica Amministrazione”, dichiarano i rappresentanti del Comitato nato in difesa del locale nosocomio.

“Chiusa la doverosa parentesi, in perfetto orario, il direttore generale della ASL BAT, Giovanni Gorgoni, ha illustrato la ripartizione della struttura ospedaliera, che comunque rimarrà accorpata al “Bonomo” di Andria a cui farà capo, riconoscendo altresì la posizione strategica del nostro territorio. Di fatto sono state confermate le garanzie proposte che hanno permesso a suo tempo, come si evince dai precedenti comunicati stampa, la fine dell’occupazione dell’ospedale da parte del comitato che si ebbe a cavallo degli scorsi mesi di gennaio e febbraio per 18 giorni. A dispetto dei numeri contrari e dei soliti soloni (usando un termine più dialettale, i “capiscitori”), mai presenti alle riunioni, ai banchetti informativi o nella Casa comunale, Canosa conserverà comunque una struttura ospedaliera funzionale.

Nello specifico, medicina sarà composta da 24 posti letto, già disponibili fra “qualche settimana”, stando alle comunicazioni. Rimarranno 15 letti per geriatria. Per i lungodegenti ci saranno 12 posti, 10 per la riabilitazione cardiologica (entrambi i reparti in attesa di accreditamento regionale). Altri 10 posti letto saranno destinati, dopo la preparazione, la discussione e l’accettazione della relativa istanza, alla riabilitazione funzionale. Fra 15 giorni, invece, si potrà ovviare all’ortogeriatria tramite 3 posti tecnici. Ma le vere novità saranno costituite dai 45 posti letto del “Centro Risvegli” (che, a causa dei lavori a rilento per non disturbare i pazienti e il lavoro del personale, verranno consegnati fra circa due anni ed occuperanno parte del 3° e l’intero 4° piano dell’ex “Caduti in Guerra”), nonché dai servizi Day Surgery e Day Service che saranno fra 15 giorni già a disposizione del nosocomio (di fatto è la possibilità di operare casi urgenti in tempi rapidi).

Sfortunatamente, per le politiche nazionali e di ridistribuzione, con nostro enorme rammarico il moderno reparto di Ostetricia e Ginecologia del 2009 sarà definitivamente smantellato. Gorgoni e l’Assessore Gentile, plaudendo alla caparbietà di un paese generalmente presente, si sono dimostrati dispiaciuti per non poter far fronte a tutte le richieste, sostenendo che hanno dovuto sottostare ai tagli voluti dai recenti governi. Anche il dott. Belpiede, già primario dell’ospedale canosino, ha dovuto spiegare che la mancanza di “numero legale” di nascite previste ha impedito il mantenimento del reparto, costringendo il trasferimento del personale nei vicini ambulatori.

Dopo i dovuti chiarimenti, e con la promessa di fronte alla città rappresentata dal sindaco Ernesto La Salvia, presente in Municipio con l’intera Giunta, i 116 posti parziali stanziati per l’Ospedale sono comunque un giusto compromesso per la sua sopravvivenza. Replicando al consigliere comunale e Presidente provinciale Francesco Ventola (anch’egli presente in qualità di esponente dell’opposizione), il nosocomio continuerà a sopravvivere: non nella stessa suddivisione precedente, ovviamente, ma è evidente quanto questa situazione non sia dovuta unicamente a dinamiche prescindenti dal solo locale. Forse, intervenendo prima del 2012, si sarebbe potuto fare di più. Tuttavia, ora è troppo tardi per parlare di “se” e “ma”. A tale proposito, infatti, l’Assessore Gentile ha precisato come, in paragone al rapporto con il numero di abitanti, ospedali di realtà più grandi di quella canosina e maggiormente sotto la lente di ingrandimento, in quanto presenti in località turistiche (come Manfredonia o Trani), abbiano visto il proprio sito di primo soccorso mutilato o addirittura rimosso, al pari di tribunali o scuole

Il comitato B619, comunque, continuerà a tenere alta la guardia. Innanzitutto supervisionerà se e come le promesse garantite verranno mantenute appieno e nei tempi previsti. E, soprattutto, informerà quanto prima la popolazione tramite un pubblico incontro, nel quale si parlerà dei risultati ottenuti lungo il percorso. Vi è anche ottimismo sui costi e le modalità dell’operazione (per rimanere in tema): circa un milione di Euro è stato stanziato per il rifacimento del 3° piano, mentre restano solo pochi strumenti per completare il reparto di riabilitazione cardiologica a dimostrazione che i lavori sono partiti già da qualche giorno. Fiduciosi, ora, dopo tante parole, si attendono i fatti”, conclude la nota.

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