Barletta, 70° Resistenza. Il Presidente del Senato Grasso: «Qui si celebra la libertà che questi martiri ci hanno donato»

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Presenti tutti i Sindaci della sesta provincia, il Presidente del Senato della Repubblica,  il senatore Pietro Grasso, l’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania Reinhard Schäfers che ha detto :” Mi inchino oggi alle vittime di Barletta”, il Ministro della Difesa il Prof. Mario Mauro, il Dott. Antonino Intelisano Procuratore Generale Militare, il Presidente della Provincia BAT Francesco Ventola, e il primo cittadino il Dott. Pasquale Cascella che è riuscito in maniera eccelsa a commemorare i Caduti suscitando con la celebrazione sentimenti di rabbia, orgoglio, emozione che ognuno ha interpretato in maniera soggettiva.

Ad aprire la cerimonia, proprio il padrone di casa il Sindaco, che dopo i convenevoli ha detto :” La Nazione è oggi qui, a rendere il commosso riconoscimento a chi nel buio seppe da che parte stare, siamo qui per onorare il sacrificio di 12 vigili urbani e netturbini trucidati dalle truppe naziste, siamo qui a inchinarci dinanzi alle vittime civili, donne e anziani soprattutto e siamo qui per consegnare quelle testimonianze di riscatto dall’avventura totalitaria a una Memoria nostra, cittadina, del Mezzogiorno e Nazionale che colpì i valori democratici. E siamo qui per amore della verità e della coscienza.” Questo il discorso del Sindaco Cascella, e continuando:” Non c’è episodio per quanto cruento e controverso possa essere che giustifichi l’infamia già consumatasi con l’assalto alla città e la rappresaglia orrenda contro vigili e netturbini che avevano deposto le armi, rastrellati a casaccio, un numero spropositato, senza giudizio nè condanna, stracciando ogni regola del diritto umano. La tragedia di 70 anni fa non divide più i popoli anzi come ci ha ricordato nel suo messaggio il Presidente del Parlamento Europeo, deve motivare la partecipazione attiva alla più grande costruzione dell’Europa Unita. E siamo qui anche a raccogliere il richiamo per in un espressione analoga che il compianto Sindaco Francesco Salerno rivolse a una città dimostratasi grande disse in quella tragica vicenda, ma che grande deve mostrarsi di essere giorno per giorno, per la città di Barletta – ha concluso – è una sfida che vale sempre.”

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A seguire c’è stato l’intervento del responsabile dell’Archivio storico della Memoria e della Resistenza di Barletta, Luigi Dicuonzo e del Presidente della Provincia Ventola, poi l’intervento del Presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna che ha ricordato la Resistenza pugliese durante la Grande Guerra e il Colonnello Francesco Grasso con il sacrificio e le torture subite dai 12 Martiri di Barletta:” Nel settembre pugliese ci sono stati tutti i segni della scelta di riconquistare la libertà e la democrazia e di ricostruire l’Unità Nazionale. Nella memoria storica ci sono le radici delle ragioni di un popolo coltivarla è fondamentale come ci ha ricordato il nostro Presidente, senza il quale tutto è a rischio e noi celebriamo il contributo di Barletta. In Puglia è nata la nuova Unità d’Italia. Abbiamo il dovere di fare della storia quello spirito di lotta e sacrificio, di trasferirlo nei nostri giovani, la crisi economia- ha concluso Introna- ci richiede lo stesso coraggio e la stessa condivisione”.

A precedere l’intervento dell’Ambasciatore della Repubblica Federale Tedesca, il moderatore dell’evento, il giornalista Costantino Foschini che ha ricordato che il primo ad occuparsi di questo eccidio è stato uno storico tedesco, che ha studiato approfonditamente, che ha scoperto e ha parlato dell’eccidio e ha avuto anche un’onorificenza a Barletta. ” Oggi mi inchino di fronte ai morti di Barletta- ha detto l’Ambasciatore- 12 padri, figli, fratelli e mariti, commemoriamo anche tutte le altre persone che nei 2 anni successivi persero la vita in altre località italiane, vittime di rappresaglia nazista”.

Emozionante la lettura delle lettere di  Mons. Salvatore Santeramo che l’attore pugliese Pino Micol ha fatto quasi proprie. A seguire il Ministro Mario Mauro che ha detto :” Abbiamo saputo ricostruire l’Unità, e abbiamo saputo sostituire alla parola strage e odio la passione civile per l’Europa Unita, l’Italia di oggi, la Puglia di oggi e Barletta oggi che qui rende onore ai Caduti di 70 anni fa. La scintilla dell’onore ritrovato, all’indomani dell’8 settembre del’43, contagiò il cuore di molti Italiani, soldati e cittadini che si opposero all’invasore, come qui a Barletta, dove il comandante del Presidio il Colonello Francesco Grasso, coordinò e diede inizio alla Resistenza Armata di militari e cittadini uniti nella lotta alle truppe di occupazione.”

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Il Presidente Pietro Grasso infine, è intervenuto con un discorso in cui l’incipit ricorda l’articolo 11 della Costituzione Italiana :”L’Italia ripudia la guerra. Sono passati 70 lunghi anni, da quel tragico 12 settembre 1943, da una delle più sanguinarie stragi naziste compiute nel nostro Paese, un gesto di violenza, di follia, che per voi barlettani e per tutti noi Italiani ha segnato indelebilmente la storia del nostro Paese. L’episodio di Barletta fu il primo eccidio per rappresaglia che i tedeschi misero in atto in Italia, fucilando senza pietà i vigili urbani e i netturbini. La nostra presenza qui è doverosa, per trasmettere alle nuove generazioni il valore, l’importanza della democrazia è di fondamentale importanza la memoria. Oggi si celebra la libertà che questi Martiri Civili ci hanno donato e che rimane un bene supremo, un valore fondamentale del nostro Ordinamento Costituzionale. L’Italia ripudia la guerra, rifiuta e ripudia anche la guerra come risoluzione dei vari conflitti. In quei drammatici anni tanti scelsero di resistere attraverso la via della Contestazione e della Disobbedienza Civile nel momento in cui i poteri pubblici violavano le libertà fondamentali e i diritti dell’uomo. La Resistenza è stata non solo lotta armata contro le truppe fasciste ma un movimento culturale, che con la sua tattica innovatrice ha posto le basi di una nuova società, la nostra attuale società. E’ stato il modo con cui il nostro popolo ha riconquistato dignità onore e rispetto. Uomini e donne, militari e civili, giovani e anziani decisero di prendere le armi per liberare l’Italia da quel regime. La Resistenza ebbe il carattere morale di rivolta contro il fascismo, il nazismo. La Resistenza divenne fenomeno di massa, animato da quegli ideali e principi posto a fondamento della vita collettiva. La memoria deve attraversare il tempo e tutti noi abbiamo il dovere di trasmetterla alle nuove generazioni. Onoriamo tutti coloro che scelsero di mettere al rischio la propria vita, per donare all’Italia, a quest’Italia democrazia, libertà verità e giustizia, siamo ancora oggi debitori del loro coraggio e del loro sacrificio“.

Al termine  sono stati premiati i giovani studenti con la borsa di studio intitolata a Maria Grasso-Tarantino, figlia del col. Francesco Grasso che guidò la Resistenza ai nazisti all’indomani dell’Armistizio dell’ 8 settembre 1943. A termine della celebrazione tutte le Autorità politiche e militari si sono trasferite sul luogo dell’eccidio Piazza Caduti presso il Palazzo delle ex poste, sede all’epoca del Comando dei vigili urbani, dove sono state poste delle due corone, una al monumento per i caduti in guerra e una al muro dell’ex palazzo delle Poste ed è stata scoperta una targa commemorativa presso palazzo Picardi (via G. De Nittis/angolo via R. Coletta).

Alessandra Bissanti

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