La Gazzetta del Mezzogiorno, chiude la redazione Bat? Solidarietà ai giornalisti contro attacco all’informazione

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Il Comitato di Redazione della Gazzetta del Mezzogiorno (organismo sindacale dei giornalisti) ha dichiarato “irricevibile” questo progetto aziendale,con tutta una serie di motivazioni ma principalmente per impedire che il territorio si veda privato, specie in questi tempi di crisi, del principale punto di riferimento giornalistico a difesa della democrazia e della libertà di espressione.

Chi scrive è stato corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno da Barletta dal 1973 al 1997, ed ha personalmente partecipato con il collega decano Giuliano Rotunno alla lenta ma inesorabile ascesa della Testata nelle città dove operavano Amici e Colleghi come noi, animati testardamente dalla passione e dalla visione di uno scenario giornalistico tutto da inventare.

Io bancario, Rotunno professore, altri come noi in prestito dalla società civile al lavoro di corrispondente della Gazzetta, con il futuro riconoscimento professionale di Giornalista Pubblicista che, per gente come noi, è sempre rimasto l’unico “distintivo” che ancora brilla nel nostro cuore e nella coscienza. Due vite vissute insieme, in parallelo, nell’esistenza umana di persone normali ma impegnate “a dare la notizia”, facendo concorrenza solo a se stessi visto che di concorrenti fino ad un certo tempo non ce ne sono mai stati…

Ora è tutto cambiato, ma vale la pena di ricordare come ci siamo arrivati. Grazie all’impegno ed al sacrificio di gente come noi, la Gazzetta del Mezzogiorno è passata dall’unica pagina “In Terra di Bari” per i 49 Comuni della Provincia alla pagina dei quattro maggiori centri (Barletta, Andria, Molfetta, Trani) voluta fortemente negli anni Ottanta dal compianto Direttore Giorgio Giacovazzo, pagina che a sua volta è stata il trampolino di lancio negli anni Novanta per la pagina dedicata esclusivamente alla città di Barletta e che a sua volta è diventata l’edizione articolata, complessa e ricca di appuntamenti giornalistici, con una copertura a spettro totale, de LA GAZZETTA DEL NORD BARESE in sinergia alla neonata Provincia di Barletta-Andria-Trani.

In questo quarto di secolo, potrei indugiare sui particolari romantici per le più giovani generazioni. I pezzi dettati a braccio per telefono agli stenografi o dimafonisti di Bari. Le nottate trascorse a seguire i Consigli comunali nell’attesa del nuovo sindaco o del bilancio. La cronaca nera spesso raccontata in diretta stenografica andando fisicamente sul posto dell’omicidio o del gravissimo incidente stradale con morti e feriti. E poi le ferie saltate per la sostituzione del collega tizio e caio, la famiglia che ti perdona (ma fino ad un certo punto) per il tempo libero sottratto, le scarne gratificazioni economiche, la speranza di tempi migliori…

Ora è venuto il momento di difendere tutto questo patrimonio, ora è venuto il momento di scrivere “in prima persona” contro gli attacchi alla libera informazione del nostro Territorio. La storia del nostro lavoro nella carta stampata della Gazzetta del Mezzogiorno è la storia di una generazione che ha creduto di lasciare un’eredità professionale a chi oggi vive il dramma dei tagli e delle chiusure, ma che oggi sa bene di non doversi sottrarre alla lotta, anzi piuttosto di condividerla e di scrivere, informare, vivere l’attualità contro ogni forma di attacco. Ne andiamo di mezzo tutti nessuno escluso: non più solo come giornalisti ma da CITTADINI.

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