Rischio canale Ciappetta Camaggio, consiglieri regionali Pastore e Mennea in V Commissione Ambiente e Territorio

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“Solo un progetto e un intervento organico potranno essere risolutivi delle criticità causate dal Ciappetta Camaggio. Continuare, ciascun soggetto, a operare per proprio conto, attingendo a bandi regionali distinti, serve solo ad accaparrarsi fondi, ma non a risolvere i problemi. Tale logica non solo è inefficace ma comporta solo sprechi. I soldi pubblici bisogna invece investirli a beneficio dei cittadini”. Lo ha detto stamani in V Commissione, il consigliere regionale Franco Pastore, nel corso delle audizioni sugli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico del canale Ciappetta Camaggio, che dalla Murgia attraversa Andria per sfociare lungo la costa a Barletta sud.

“Occorre portare avanti – ha aggiunto – una battaglia finalizzata a inserire risorse congrue nel bilancio regionale per la risoluzione definitiva del problema, ma deve essere la Regione a coordinare i vari soggetti coinvolti: Provincia Bat, consorzio di Bonifica, Autorità di Bacino, Anas, Comuni. Lungo il percorso di quel canale ci sono la ferrovia Bari Nord, la statale 16 bis, la statale 170 e presto sarà realizzato un sottovia, a Barletta, sostitutivo del passaggio a livello di via Andria. Direi che è tempo di smetterla con interventi spiccioli e cominciare a operare in maniera strutturale, prevedendo, magari, anche una semplificazione delle procedure amministrative. Esiste un progetto del consorzio di bonifica, complesso, che risale al 2010 ed è fermo ai blocchi di partenza da allora”.

Il finanziamento regionale attualmente previsto per il Ciappetta Camaggio, 743.000 euro, servirà a piccoli interventi di manutenzione, un piccolo tratto ma quello più critico, a Barletta, nella zona della intersezione con la SS170. La delibera è del 16 gennaio 2013, il soggetto attuatore è la provincia di Barletta – Andria – trani. Il disciplinare prevede che l’ente entro 30 mesi completi l’opera. Ora si è ancora nella fase della progettazione preliminare. Ma la Provincia si è impegnata a rispettare i tempi totali.

“Si tratta di un intervento indispensabile, col quale rimuovere i rifiuti che ostacolano gli scarichi, il ripristino del rivestimento in cemento la dove manchi. Ma non basta, – conclude Pastore – si deve cominciare a pensare in una prospettiva più ampia e organica se davvero si vuole risolvere il problema”.

Anche il consigliere regionale Ruggiero Mennea (Pd) ha ripercorso nel suo intervento le tappe salienti dei provvedimenti che hanno ad oggetto la risoluzione dell’annosa questione dell’attivazione della procedura di manutenzione e messa in sicurezza del canale Ciappetta-Camaggio, già destinatario di un finanziamento regionale di € 743.697,93.

Con D.G.R. n. 16 del 16.01.2013 la Regione ha individuato nella Provincia di Barletta – Andria – Trani il soggetto attuatore dell’ intervento ed ha approvato il relativo disciplinare.

L’intervento oggetto di finanziamento consiste nella manutenzione del canale nel tratto compreso tra la strada comunale Citogna e il ponte della ferrovia nordbarese, e ha la finalità di assicurarne l’officiosità idraulica attraverso la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica dei rifiuti, della vegetazione e del terreno presenti nell’alveo, con conseguente puntuale ripristino del mantello cementizio di rivestimento

“Non dimentichiamo che già in passato il canale Ciappetta-Camaggio esondando ha danneggiato numerosissime strutture esistenti nella zona fra le quali opifici e cantinati di fabbricati residenzialiAttualmente il più grosso rischio riguarda le villette appena terminate nella zona 167 di Barletta, a ridosso della ferrovia nordbarese, che accolgono centinaia di abitanti”, ha dichiarato Mennea.

La causa primaria, ma non esclusiva, dei danni è certamente ascrivibile alle piogge abbondanti e violente che aumentano la portata di acqua del canale facendo innalzare il suo livello medio.

Come ben noto, il rischio di esondazione del canale ha collocato Barletta tra le zone ad elevato rischio idrogeologico.

E tale rischio idrogeologico discende da due cause: l’una geomorfologica, dovuta ad un repentino cambio di direzione del corso d’acqua, e l’altra antropica, legata alla canalizzazione e alla mancata manutenzione.

“E’ proprio la mancata manutenzione che in passato ha provocato i più gravi fenomeni alluvionali, per l’effetto diga causato dai rifiuti che si ammassano all’interno del canale.

La presenza nello stesso canale di rifiuti di vario genere, trovando facilità di galleggiamento, vengono trascinati dalla corrente che, passando al di sotto delle c.d. “travi” della strada statale 170/DIR (che collega Barletta ad Andria), trovano impedimento al libero scorrimento verso il mare. Dette “travi” furono collocate al momento della realizzazione dell’ampliamento a doppia carreggiata della citata S.S. 170/dir. A vista, recandosi sul posto, si può notare come le “travi” risultano letteralmente “calate” nel canale, generando una riduzione dello spazio di galleggiamento (foto).

All’uopo, giova evidenziare che il canale, per sua stessa natura, in realtà non avrebbe tutta quella portata tale da esondare. Le criticità sono costituite essenzialmente dalla mancata manutenzione e dalla presenza dello sbarramento costituito dalle “travi”. L’esondazione infatti non si è mai verificata prima della realizzazione del ponte “calato” sulla S.S. 170/dir., ma solo successivamente.

Si consideri, ai nostri fini, che l’Autorità di Bacino ha vincolato una vasta area (che si estende fino alla litoranea di levante – cartiera), interessata dal canale Ciappetta Camaggio.

Il vincolo è di tipo di inedificabilità per tutte le aree perimetrate. Dall’anno 2005, tali aree sono state ampliate ed indicate come Aree a Pericolosità Idraulica (con suddivisione in Aree ad Alta Probabilità di Inondazione ed Aree a Bassa Probabilità di Inondazione) ed Aree a Rischio (con Aree a Rischio Molto Elevato).

Si rileva che, nell’ultima conferenza di servizi risalente al novembre 2012, preso atto che il problema era costituito dallo sbarramento delle “travi” calate nel canale, emerse che, per determinare il costo dell’opera di rialzo del sovrappasso era necessaria una progettazione, seppur di massima, da realizzarsi a cura dell’Anas.

Tuttavia, l’Anas rendeva noto alla conferenza, a mezzo dei suoi tecnici intervenuti, di non disporre dei fondi necessari che per effettuare una progettazione di massima.

Sono passati molti mesi ma la soluzione al problema resta in un orizzonte al momento irraggiungibile.

Occorre accelerare sulle procedure di intervento, prima di ritrovarsi dinanzi a una tragedia irrimediabile, preservando la sicurezza e l’incolumità pubblica, per le proprietà immobiliari abitative e le aziende presenti in quell’area, e tutelando i numerosi posti di lavoro, letteralmente minacciati da questa bomba ecologica.

Alla luce di quanto affermato, appare perciò indispensabile una progettazione con relativo computo estimativo delle opere da realizzare e quindi una procedura di sollecito presso gli enti competenti.

E’ necessario scrivere la parola fine a margine di questo annoso problema, che peraltro vincola anche la realizzazione di due sottopassi ferroviari, opere necessarie e non più procrastinabili per lo sviluppo di Barletta”, conclude Mennea.

“Pertanto, si formulano a codesta Commissione i seguenti quesiti:

in via preliminare, fermo restando l’intervento di periodica manutenzione, individuare le modalità tecniche di intervento per la messa in sicurezza definitiva del canale Ciappetta Camaggio;

quali sono gli enti interessati e competenti ad effettuare la messa in sicurezza;

previa quantificazione dei costi stimati per l’intervento, nell’ottica di una celere definizione del problema, conoscere se in caso di necessità siano disponibili fondi regionali da destinare alla realizzazione delle opere”.

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