Ricerche petrolifere in Adriatico, “No petrolio”: «No alla svendita dell’Italia per un pugno di barili»

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Negli ultimi tre anni, infatti, sono stati decine di migliaia i cittadini pugliesi che in diverse piazze e circostanze, hanno manifestato un “no” assoluto e definitivo a ogni imposizione statale sull’installazione di piattaforme petrolifere off-shore nell’Adriatico e nello Ionio. Il Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”, lo scorso novembre, ha ribadito queste ragioni anche a Venezia, alla “Conferenza Internazionale delle Regioni Adriatiche e Ioniche” organizzata dai Presidenti del Consiglio di Veneto e Puglia, alla quale hanno preso parte rappresentanti dei Paesi transfrontalieri.

Un “no” basato sulla valorizzazione e tutela del territorio quale fonte primaria dell’economia. Un “no” rafforzato dalle scelte energetiche avviate da molte Regioni, sempre più orientate alle fonti rinnovabili e al superamento del modello di sviluppo anacronistico di sfruttamento delle fonti fossili.

L’eccezionale sinergia e il rapporto di fiducia creatosi in Puglia tra società civile, il governatore Vendola, il Presidente Introna e l’intero Consiglio Regionale ha permesso che le diverse voci provenienti da tutto il Paese si fondessero in un unico coro, che con forza sollecita una moratoria di ogni forma di ricerca ed estrazione di idrocarburi e il rilancio di una economia ecosostenibile.

Allo stesso modo, dai territori coinvolti, è nata una crescente sensibilità dei rappresentanti politici di ogni schieramento -deputati, senatori ed europarlamentari- che hanno dato vita a decine di interrogazioni, risoluzioni, proposte di legge nazionali nella stessa direzione.

Si tratta di un’onda montante che, dalle Regioni Abruzzo, Puglia e Sicilia, sta coinvolgendo tutte le Regioni adriatiche e ioniche e, via via, l’intero territorio nazionale. Un’onda che attende con impazienza una risposta politica adeguata da parte del Governo.

Fonte: comunicato stampa

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