Barletta, 100 anni dalla nascita del campione di marcia Cosimo Puttilli: il ricordo del giornalista Nino Vinella

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Puttilli conquistò due volte il campionato italiano di marcia. Sulla distanza dei 50 chilometri da Milano a Como, il 9 ottobre 1938, il primo titolo tricolore, la vittoria che avrebbe fatto conoscere in tutta Italia il nome di Barletta sportiva: “Io correvo pensando solo al paese, vincendo con Barletta negli occhi e nel cuore” mi dichiarò per un servizio sulla Gazzetta in occasione delle sue “nozze d’oro” con quel successo, cinquant’anni dopo.

Solo in quell’occasione a Cosimino fu reso omaggio da parte dell’amministrazione comunale (sindaco Nicola Larosa) con una cerimonia pubblica e la consegna di una medaglia d’oro, nella scia aperta dalla sua impresa in cui si riconosceva come atleta ancor più eroico il barlettanissimo Pietro Mennea che a lui si rivolgeva chiamandolo “campione” perfino nei frequenti momenti di familiarità e di confidenza, perfino dopo la conquista del record mondiale sui 200 e l’oro olimpionico.

Fra i due c’era un rapporto di reciproco affetto e di ammirazione, quasi una staffetta di sentimenti e di emozioni miste al richiamo della barlettanità.

Puttilli è stato il riferimento di partenza per Mennea come alfiere contro il dilagare del doping nello sport, l’esempio umano di una purezza ideale (e pratica) dello sport come valore da praticare anche nella vita di tutti i giorni.

E Cosimino Puttilli, da giovane carpentiere e poi panettiere, negli anni ruggenti sotto il fascismo arruolato nella milizia ferroviaria, fu definito “un atleta di regime”: appellativo che gli costò parecchio dopo la caduta e la fine della seconda guerra mondiale.

Puttilli seppe lottare e volle riemergere da quel periodo buio sempre e solo grazie allo sport e alla dura disciplina podistica: conquistando il secondo titolo di campione italiano il 21 settembre 1947, sulle strade tra Barletta, Andria e Trani, sempre sulla distanza dei 50 chilometri ma percorsi allora sulla terra di casa.

Una carriera lunga ben diciotto anni, con l’unica amarezza della mancata partecipazione alle Olimpiadi del 1948 a Londra: esclusione dovuta, secondo alcune voci mai confermate ufficialmente, alla provenienza “meridionale” di Puttilli…

Da questo punto di vista, il parallelo con la biografia di Mennea, freccia del sud e vincente assoluto a dispetto di tutti, trova nella vita di Cosimino Puttilli un accostamento tanto più esatto se si considera che i due campioni, insieme, hanno sempre impegnato se stessi per battaglie di civiltà come la costruzione di nuove piste per l’atletica, il miglioramento dell’impiantistica nelle scuole, l’educazione della gioventù allo sport.

Puttilli si è spento nel 1994, ad 81 anni, lasciandosi dietro un ricordo incancellabile: “Sono stato il primo cittadino barlettano di tutti i tempi a dare alla mia città l’onore sportivo del titolo italiano”. Il Comune gli ha dedicato il nuovo Stadio comunale di via Vittorio Veneto.

L’unica pubblicazione è stata scritta da Carlo Ettore Borgia col titolo: “Cosimo Puttilli, il Bartali del podismo italiano”: aneddoti di vita vissuta, ritagli di giornale, foto dell’album sportivo e di famiglia, le memorie…

Grazie, Cosimino!

Nino Vinella

 

1 COMMENTO

  1. Volevo semplicemente dirLe grazie per il gentile pensiero che ha avuto nei confronti di mio padre.
    Non spesso accade che qualcuno se ne ricordi.

    TITTI PUTTILLI

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