Trinitapoli, intervista esclusiva al sindaco Di Feo: «Si può amministrare senza compromessi se i consiglieri sono liberi»

0
4911

1) D: Sindaco di Feo, aveva promesso un cambiamento radicale della Città, una Trinitapoli ecologica, solidale, può fare il punto della situazione?

Cambiare dopo decenni di amministrazioni che hanno sedimentato nel tempo certe tendenze, non è semplice e realizzabile in un batter d’occhio o con uno schiocco di dita. Processi di cambiamento, sia all’interno della P.A. che fuori dal Palazzo cioè nella comunità cittadina, sono cominciati. Seppur a fatica, i rapporti con l’apparato burocratico migliorano di giorno in giorno consentendo di attuare quelle politiche di cambiamento che permettono ad una comunità di rinascere. Questi 20 mesi sono stati caratterizzati da una serie di azioni amministrative mirate a riaprire un dialogo, un filo diretto, tra i cittadini e gli amministratori: un riavvicinamento delle istituzioni al quotidiano del cittadino.

Tant’è vero che è stato particolarmente apprezzato dai cittadini rivedere Sindaco, assessori e consigliere ripercorrere le vie cittadine per stare con la gente ed occuparsi dei loro problemi. Infatti, se consideriamo l’ambiente, il decoro della città, la sua pulizia, va detto che abbiamo trovato un paese sporco, disordinato nella gestione delle problematiche, privo di controlli su quei temi caldi che impongono all’Ente il diritto-dovere di esercitare la propria autorità di controllore. Oggi abbiamo un paese che è migliorato moltissimo, ma abbiamo la consapevolezza di dover fare ancora molta strada, infatti vorremmo che la periferia cittadina fosse ordinata e pulita come le vie del centro, vorremmo che la nostra zona umida venisse trattata come ognuno di noi tratta il proprio giardino e non come discarica a cielo aperto, è un bene della comunità cittadina e dobbiamo tutti averne più cura. La città è pulita se i suoi cittadini la vivono come la propria casa. Sul versante della solidarietà nei confronti dei cittadini più bisognosi, l’impegno di questa amministrazione è stato tangibile da subito e mi riferisco alla politica dei voucher, attraverso la quale abbiamo ridato dignità alle persone in un momento internazionale di grande difficoltà e che si aggiunge agli interventi ordinari posti in essere dai Servizi Sociali. La coesione sociale è stata garantita anche grazie alla collaborazione disinteressata ed indefessa delle parrocchie e delle varie associazioni di volontariato della nostra città, le quali hanno assistito ed assistono tutti coloro che bussano alla porta per ottenere l’aiuto necessario a sopportare le asperità di questo momento difficile. Sul piano logistico siamo riusciti a realizzare lo spostamento del mercato settimanale dopo decenni di immobilismo ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Sul versante infrastrutturale abbiamo avviato la riqualificazione del quartiere UNRRA CASAS, altrettanto dicasi per P.zza S. Stefano, abbiamo predisposto il progetto esecutivo per il campo di gioco a 5 finanziato dal ministero degli Interni (PON – IO GIOCO LEGALE), abbiamo completato la costruzione della Palestra presso la scuola S. Pietro, abbiamo ottenuto un finanziamento per riqualificare la pineta di via Libertà. Abbiamo predisposto bando di gara per la ristrutturazione dell’area mercatale di via Pisa. Abbiamo avviato la procedura per ottenere energia pulita dall’uso dei tetti degli immobili comunali. Abbiamo avviato il programma per il risparmio energetico sia per la pubblica illuminazione che per gli immobili comunali, con un risparmio previsto del 35%. Abbiamo portato a conclusione il bando per la ristrutturazione di masseria Scarola ed inserirla, così, in un percorso turistico. Stiamo completando le infrastrutture della Zona industriale e della zona PIP.

Sono iniziati i lavori per le strutture di accoglienza disabili (progetto CAMELOT ).Abbiamo obbligato ad abbattere immobili pericolanti in zona centrale, che oltre al rischio di cedimento, arrecavano problematiche igienico-sanitarie. Stesso discorso per la recinzione di via Vittorio Veneto. Abbiamo ripristinato la piena viabilità di via mare, rimuovendo la staccionata e quanto di intralcio ad un regolare scorrimento del traffico su una arteria stradale che in estate è snodo cruciale per il raggiungimento del mare. Abbiamo implementato il verde pubblico ottenendo dal Corpo forestale dello Stato oltre 400 alberi, di cui la metà già piantumati. L’orologio biologico di cui parlavo in campagna elettorale è stato attivato, dobbiamo proseguire, con maggior lena e tenacia, sulla strada della rinascita della nostra comunità cittadina.

Vi è un pericolo, però, che proviene da chi vuole restaurare il passato e che è disposto a passare sulla testa dei cittadini pur di salire, ancora una volta, le scale dell’agognato Comune. Perché ciò avvenga è necessario che vi siano persone disposte a tradire il mandato elettorale e consegnarsi nelle mani del vecchio.

Il Sindaco Di Feo non tollererà azioni vigliacche o tradimenti e stigmatizzerà tutti i comportamenti non consoni al programma elettorale sottoposto alla volontà del popolo.

Il Sindaco Di Feo in questi venti mesi ha incarnato appieno il ruolo di “Primo Cittadino” e questo è riconosciuto da tutti, ad ogni livello, istituzionale, sociale, culturale, morale e popolare, dentro e fuori la città, e la sua azione è così chiara limpida ed incisiva, da rappresentare un pericolo per chi si è laureato come “gran manovratore”. Quanto scoperto nel lascito del passato e quanto si è iniziato a contrastare preoccupa chi non vuole il rinnovamento, chi non vuole il cambiamento, chi non vuole la rinascita della città, ma auspica solo e soltanto, la restaurazione per il perseguimento di un potere solo e soltanto personale.

2) D: Sicurezza e Legalità sono questioni prioritarie per un amministratore comunale, come intende intervenire per garantire la sicurezza dei suoi cittadini?

Nel rispondere a questa domanda occorre richiamare l’attenzione sul fatto che viviamo in una città c.d. cerniera tra due province, che idealmente possiamo tratteggiare da Cerignola ad Andria. Due città della Puglia, e quindi del meridione, che portano con sé tutti i limiti e le problematiche afferenti il territorio del Mezzogiorno. Non è un caso che nel mio programma amministrativo vi fosse una sezione dedicata proprio al tema “Sicurezza e Legalità”. Ma la legalità va misurata su diversi indicatori: l’illegalità diffusa che attiene al cittadino che non paga le tasse, che non rispetta le norme del codice della strada, che non rispetta le norme ambientali (vedi l’inquinamento delle nostre grandi aree verdi, vedi la sporcizia nelle periferie estreme, vedi l’abbandono di rifiuti speciali quali copertoni di ogni grandezza) e quelle edilizie.

Poi c’è l’illegalità criminosa, fatta di furti, attentati dinamitardi, estorsioni, spaccio di stupefacenti e quant’altro.Questi fenomeni di illegalità, sia i primi che i secondi, hanno una matrice comune ed è quella culturale ed in qualche caso legata anche alla situazione socio-economica. A ciò si aggiunga la mancanza della certezza della pena che finisce per alimentare l’omertà, unico grande humus della delinquenza. L’Amministrazione comunale in questi 20 mesi ha raggiunto risultati straordinari, come mai in passato. Nel controllo a tappeto avutosi l’inverno scorso sono stati portati alla luce fatti c.d. notori, ma mai combattuti.

L’incidenza di questa amministrazione, su alcuni abusivismi, è stata straordinaria, basti guardare a quanto accaduto sia nel centro urbano che in periferia. La città di Trinitapoli è stata attenzionata dall’interessamento dell’intera provincia e della Prefettura che hanno come conseguenza, finalmente, la volontà di non parlare più e soltanto di alcune vicende, ma di affrontarle con il giusto piglio e la giusta determinazione.Questa prima fase è stata dedicata a creare un vero e proprio deterrente all’illegalità, precostituendo una task force, tra le forze dell’ordine presenti sul territorio e ottenendo due finanziamenti. Mi riferisco al PON Sicurezza (Fondi comunitari gestiti dal Ministero dell’Interno) il cui progetto assegna risorse al Comune di Trinitapoli per realizzare una rete di telecamere disseminate per la città finalizzate al controllo del territorio.Di natura sociale il secondo progetto finanziato dal PON Sicurezza “IO GIOCO LEGALE”, finalizzato a recuperare livelli di sicurezza nelle periferie accettabili, attraverso nuovi campi di calcio a 5. Entrambe i progetti indicano l’attenzione da parte di questa Amministrazione al tema della sicurezza.

La voglia e la forza di combattere l’illegalità, non ha fermato questa Amministrazione, anche quando ciò ha comportato l’esposizione in prima persona alle conseguenze di quanto intrapreso.

Sottolinerei, poi, l’incidenza che ha la crisi economica sul fenomeno sicurezza determinando due ordini di problemi: da un lato la formazione di manovalanza utile alla criminalità, dall’altro impedisce allo Stato di utilizzare delle risorse per assumere personale, per formarlo e per dotarlo di strumenti idonei a contrastare l’illegalità.

Il Comune di Trinitapoli ha un esiguo numero di Vigili Urbani e pertanto necessita dell’ausilio della Vigilanza Notturna, della Guardia Campestre, del Corpo Forestale dello Stato, dei Carabinieri, della P.S. e quant’altro. Quello che mi preoccupa maggiormente è la delinquenza, il c.d. bullismo. Infatti alcuni adolescenti e giovani sempre più spesso pongono in essere vere e proprie aggressioni ai beni del Patrimonio Pubblico tanto da ridurre la Città e suoi cittadini ad essere prigionieri della depravazione. Anche qui l’Amministrazione sta ponendo in essere, attraverso l’associazione ex carabinieri e i Vigili Urbani azioni di controllo e di prevenzione. In questa fotografia della nostra società locale determinante importanza assume la scuola, le famiglie, le Parrocchie e le Associazioni nell’essere parti attive nel processo educativo e di crescita delle nuove generazioni, che deve accompagnare questi ultimi ad essere cittadini responsabili della propria comunità.

3) D: Qual è il suo commento sulle misure della Spending Review varate dal governo e sulle ripercussioni che queste misure avranno sui servizi alla comunità?

Partiamo da alcuni dati. Nel primo semestre del 2011 il Governo ha disposto tagli per gli Enti Locali per 9 miliardi di euro in due anni. Nel 2012, ancora tagli agli EE.LL per 500 milioni di euro per il 2012, 2 miliardi di euro per il 2013 e per il 2014 e 2,1 miliardi di euro per il 2015 (cfr. D.l.95/2012 conv. In L. 135/2012). Ovviamente non voglio annoiarla con i dati ante 2011, poiché la situazione è già disastrosa di suo.Alla luce di ciò, porrei due domande. La prima: nell’ambito della spesa corrente nazionale, qual è la percentuale di riduzione della spesa subita dai ministeri e dalla burocrazia istituzionale rispetto ai tagli subiti dagli EE.LL? La verità è che siamo l’anello debole della catena istituzionale statuale e godiamo di un basso potere contrattuale e scarso peso politico, sebbene siamo il fulcro nell’erogazione dei servizi ai cittadini.La seconda: con quali risorse oggi un Comune deve pagare i servizi per i suoi cittadini? È un tema che mi pongo molto seriamente alla luce del fatto che comunque devo garantire dei servizi che debbo poter pagare e mi riferisco alla gestione e manutenzione delle scuole i cui immobili sono di proprietà pubblica, mi riferisco alla gestione e manutenzione del tribunale, penso alla manutenzione e all’igiene della rete stradale comunale, penso ai servizi necessari alle famiglie in difficoltà, agli anziani soli, ai bambini e ai disabili. È su questo che l’azione amministrativa del Sindaco di Feo e della sua amministrazione si cimenta ogni giorno, a volte gli obiettivi si centrano, altre volte no, perché le risorse disponibili non bastano per tutto, a differenza del passato.

Malgrado lo scenario sia negativo, siamo riusciti a preservare una serie di servizi a convenzione attraverso una mediazione sui costi dei medesimi ottenendo il mantenimento del servizio a prezzi molto più contenuti, per esempio la convenzione con l’istituto di vigilanza notturna che da 90.000 euro è passata a 35.000, oppure il servizio navetta per i bambini delle elementari che vivono fuori dal centro abitato. Abbiamo allietato l’estate dei trinitapolesi impiegando pochissime risorse, abbiamo eliminato immobili locati per uso di uffici pubblici, palesemente in contrasto con il patrimonio immobiliare comunale libero, e potrei continuare.

L’amministrazione ha fatto anche una scelta di etica e di responsabilità riducendosi le indennità del 15%, eliminando una delle due auto comunali, eliminando le missioni con spese a carico dell’Ente.

4) D: Qual è secondo lei la verità sull’Unione dei Comuni; di chi è la responsabilità del fallimento di questo ente creato dal centrosinistra?

Ritengo che non esista una sola verità sull’Unione dei Comuni, di sicuro da quando mi sono insediato ho cercato in ogni modo di rilanciare l’ente sovra comunale con pieno spirito collaborativo verso i Comuni partners nell’Unione. Di questa verità è intriso ogni atto che è stato emanato sotto al mia presidenza. È indubitabile che l’Unione dei Comuni da me trovata, versava in uno stato comatoso, non tanto e non solo da un punto di vista finanziario, ma soprattutto da un punto di vista politico-amministrativo. L’Ente che ho ereditato era una sorta di parcheggio della consolazione dove venivano dirottati gli scontenti delle singole amministrazioni locali.

Non solo. I bilanci dell’Unione erano destinati ad essere gli ammortizzatori dei bilanci comunali sì da creare una doppia situazione debitoria, contemporaneamente per l’Unione e per i Comuni, con aggravio di spese e responsabilità. L’ente diveniva anche teatro di battaglie politiche dove l’obiettivo non era il rilancio e la salvaguardia dell’Unione bensì rendere appalesare il fallimento del presidente di turno, affinché vi fosse la consequenziale ricaduta politica all’interno della corrispondente amministrazione comunale. In sintesi, il sentimento dominante era di gioire, non del proprio successo, bensì dell’insuccesso altrui. Tutto ciò con conseguenze nefaste su quei pochi servizi che i Comuni avevano trasferito, in particolar modo la Polizia Municipale ed il Randagismo. La sorte peggiore è stata riservata a tutti coloro che hanno fornito beni o servizi all’Ente sovracomunali, che oggi si ritrovano nella condizione di creditori insoddisfatti.

Non posso sottacere il fatto che i Comuni limitrofi, sia pur per ragioni diverse, hanno giocato un ruolo decisivo nel decretare il de profundis dell’Unione.

Il Comune di Margherita di Savoia non è riuscito mai ad abbandonare quel forte senso municipalistico e campanilistico, al punto da ostacolare la nascita di un unico distretto della Polizia Municipale. Lo stesso dicasi per San Ferdinando di Puglia, il quale sebbene per ragioni diverse, ha deliberato l’uscita dall’Unione in due momenti successivi, soffocando, così, l’ultimo anelito di speranza riguardo all’Unione. Il Comune di San Ferdinando, altresì, è uscito anche dal Piano Sociale di Zona e dal Patto Territoriale, perseguendo logiche individualistiche e contrarie allo sviluppo dei territori, logiche che oggi sono anacronistiche. Ciò ha fatto vincere i conservatori e i detrattori dell’Ente sovracomunale che sin dalla sua costituzione hanno remato contro la storia e pregiudicato il futuro dei nostri territori.

Ma in tutta quest’annosa vicenda, le dinamiche culturali sono quelle che più pesantemente hanno condizionato la vita dell’Unione. Se solo considerassimo che geograficamente la distanza tra i nostri tre comuni potrebbe paragonarsi, approssimativamente, alla distanza tra due quartieri di Bari (Murat e Carrassi), comprenderemmo che questi nostri territori sono caratterizzati da fattori che li rendono sinergici l’uno all’altro; il mare, il territorio, l’agro di Trinitapoli enorme rispetto ai nostri partners, le risorse storico-archeologiche, eppure le distanze culturali delle tre comunità sono così ampie da impedire lo sviluppo di strumenti, come L’Unione di Comuni, che uniscono in modo sinergico le peculiarità territoriali di ciascuno per amplificarne effetti e risultati e giungere ad essere una realtà economica, sociale e politica altamente significativa.

Questo è stato il vero limite e forse il veleno mortale dell’Unione dei Comuni Tavoliere Meridionale.

5) D: Quali sono le richieste che arrivano ogni giorno sulla scrivania del Sindaco?

Le richieste principali che giungono dalla gente riguardano, principalmente, il lavoro e interventi di carattere assistenziale per indigenza, le quali sono certamente frutto di un bisogno, ma anche il retaggio di un comportamento consolidatosi negli anni che ha visto le amministrazioni comunali, trasformarsi in una sorta di sportello di collocamento. Questa amministrazione ha prodotto una sicura inversione di tendenza riducendo le contribuzioni tout court e predisponendo degli strumenti – i Voucher – ad hoc, capaci di ridare dignità alle persone e tali da educare i cittadini ad un nuovo modo di rapportarsi alla P.A.

Abbiamo, altresì ricevuto richieste per nuovi insediamenti produttivi che gli uffici competenti stanno istruendo e che ci auguriamo possano davvero apportare quell’ampliamento della base occupazionale di cui tanto necessita il nostro territorio.

Non mancano richieste di manutenzione della rete stradale, di individuazione di punti luce e soprattutto di regolamentazione della segnaletica stradale orizzontale e verticale.

Altre richieste rientrano nel novero dei bisogni propri della città, delle associazioni, delle parrocchie e del mondo della cultura, che chiede sempre più spazio, visibilità e partecipazione, ma che comprendendo il momento di crisi finanziaria che ha investito l’intero territorio nazionale.

6) D: Ultima domanda. Si può fare il Sindaco restando fuori da certe logiche senza scendere a compromessi?

Assolutamente sì, ma con la consapevolezza di essere costantemente in bilico, rigettando la logica di chi pretende di poter condizionare un’Amministrazione dalla propria scrivania, esponendoti al rischio dello stallo o dello scioglimento del Consiglio Comunale. Il Sindaco può sopravvivere a questa degenerazione della politica, se i propri consiglieri sono liberi ed estranei da qualsiasi condizionamento. Il presente parla per il passato e chi conosce il passato può prevenire il futuro. La storia delle Amministrazioni locali Trinitapolese è lastricata di notti dei lunghi coltelli che poi sono la vera patologia del nostro paese. Come dicevo a proposito dell’Unione dei Comuni, la soddisfazione che si prova nell’annichilire l’avversario politico e maggiore della gioia che si può provare per i propri successi o per il bene che si può procurare alla comunità cittadina che si governa.

Mi hanno raccontato che viveva un professionista che amava disegnare sulla toponomastica della nostra città dei cerchi colorati (zona rossa – zona gialla – zona pip, etc.) e da ciò faceva discendere il destino, sia dell’amministrazione in carica, sia di alcuni cittadini. Le c.d. Mani sulla Città. D’altronde se una tal figura esistesse ancora, o volesse rinascere, troverebbe in me un suo forte oppositore, fino all’estrema ratio, poiché personalmente non sono incline né ad essere condizionato, né ad accettare compromessi disdicevoli.

L’idea guida che ispira la mia azione è quella di fare il proprio dovere fino al massimo sacrificio, sottolineando che, dal mio punto di vista, per compromesso deve intendersi la ricerca finalizzata ad individuare tutti gli equilibri tra istanze divergenti comunque dirette al perseguimento del bene comune; in tal caso la capacità di mediare e fare sintesi diventa strumento a me congeniale per incanalare tutte le energie verso l’unico obiettivo che è il bene comune.

Michele Mininni

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here