Canosa di Puglia, futuro dell’ospedale: sospesa delibera 160, si cercano nuove soluzioni

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Da quanto dichiarato, non sembra tuttavia che possa tirarsi un sospiro di sollievo definitivo sul futuro dell’ospedale, poiché l’efficacia della delibera n. 160 è stata per ora solo sospesa. La sensazione tra i cittadini è che si stia prendendo tempo per non rischiare di alterare i delicati equilibri in gioco a giorni, in occasione della tornata elettorale politica. Congettura smentita dagli amministratori: “Abbiamo inteso convocare i giornalisti – ha detto Basile -, dispiaciuti per quanti avevano fino ad oggi sostenuto che la questione dell’ospedale non avesse colore politico, ma che, di fronte alla scadenza elettorale, non abbiano perso occasione per trasformarla in qualcosa che questa Amministrazione non ha mai fatto, ovvero, strumentalizzare l’argomento a fini politici. Ribadisco che l’Amministrazione La Salvia sta portando avanti una battaglia nell’esclusivo interesse dei cittadini, manifestando anche contro le decisioni della Regione, quando queste non rispettano le attese della nostra città”.

La delibera n. 160 attestava la chiusura del reparto di Chirurgia e Pediatria e l’attivazione di un servizio di Cardiologia, di un reparto di Ortogeriatria protesica (4 posti letto), e la permanenza dei servizi di Patologia clinica, Radiodiagnostica, Anestesia e Rianimazione, Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza, Farmacia Ospedaliera, nonché la Direzione Medica del presidio, che tuttavia, pur rimanendo attivi e funzionanti nell’ospedale di Canosa, sarebbero diventati a tutti gli effetti articolazioni delle rispettive Unità Ospedaliere del presidio di Andria. Inoltre, la delibera prevedeva il rinvio dell’attivazione delle Unità Ospedaliere di Recupero e Riabilitazione funzionale e di Lungodegenza, successivo agli interventi di ristrutturazione edilizia e rifunzionalizzazione necessari.

La direzione generale della Asl Batha dichiarato Di Fazio con delibera numero 237 del 21 febbraio 2013 ha deciso di sospendere l’esecutività delle delibere n. 160 del 14 febbraio 2013 e n.130 del 28 gennaio 2013, aventi come oggetto le modalità attuative del Piano regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera. La delibera di sospensione dell’attuazione del Piano di riordino ospedaliero deriva da una pressante azione di sensibilizzazione, esercitata dalla Amministrazione La Salvia, nei confronti dell’Assessorato regionale delle Politiche di Programmazione sanitaria, e lascia ampi spazi per poter ipotizzare nuove formule di riorganizzazione dell’offerta sanitaria nella Asl Bat e, in particolare,nell’ospedale di Canosa. Più volte, tra l’altro, il sindaco La Salvia ha sottolineato la mancanza di una “exit strategy” che, attraverso l’identificazione di percorsi dedicati all’emergenza, garantisse sicurezza al paziente acuto chirurgico o pediatrico o cardiologico. E la dichiarata necessità di prendere tempo va proprio in questa direzione.

È opportuno in tal senso ipotizzare di dare forza alla presenza dell’Ospedale unico Andria-Canosa, attraverso la ripartizione dell’offerta sanitaria e dei posti letto  tra i presidi di Andria e Canosa, consentendo ricoveri in entrambi i presidi, i cui report amministrativi (SDO) riporteranno l’unico codice identificativo del nosocomio Andria-Canosa, senza dover ricorrere a sub codici, consentendo così di preservare le possibilità di ricovero nell’Ospedale di Canosa di  pazienti bisognevoli di trattamenti ortogeriatrici e cardiopatici. Esiste inoltre con questa impostazione tecnica,  la possibilità di confermare posti letto per la ginecologia e l’ostetricia. Si riaffaccia nei fatti, un unico ospedale Andria-Canosa, strutturalmente su due stabilimenti, che in pratica diventano “calmiere” l’uno dell’altro. Un passo avanti verso la realizzazione del nuovo nosocomio e finalmente con l’ indicazione precisa sul “dove” realizzarlo.

Quanto sin qui enunciato ha naturalmente senso e possibilità di attuazione, solo se ci sarà la possibilità di operare con adeguate risorse umane. Questo perché è necessario garantire la sussistenza dell’Ospedale di Canosa, garantendo gli standard di sicurezza operativa.

L’Amministrazione La Salvia persevererà nei confronti della Regione Puglia con l’azione di sensibilizzazione e di monitoraggio della programmazione dell’offerta sanitaria nel nostro territorio, invitando le forze politiche e le associazioni a non perseverare in inutili azioni di strumentalizzazione di questo particolare e difficile momento storico.

L’Amministrazione La Salvia invita inoltre le altre Amministrazioni dell’intero territorio della Asl Bat e, in particolare, la Presidenza della Provincia di Barletta-Andria-Trani, a porre in essere azioni progettuali che consentano, nell’ambito dei vincoli normativamente previsti, di procedere con l’azione di salvaguardia della risposta al bisogno di salute dell’intero territorio provinciale.

Inoltre, ci sembra opportuno sottolineare che non è accettabile immaginare una risposta al bisogno di salute della gente del territorio della Bat, con un indice di posti letto che è la metà circa di quello previsto dagli standard nazionali. Ci rammarica constatare che la precedente Amministrazione, guidata dall’attuale presidente della Provincia di Bat, Francesco Ventola, nelle Conferenze dei Sindaci degli scorsi anni, non abbia mai sottolineato tecnicamente il problema della incongruità dell’offerta sanitaria nel territorio.

In merito alla forma di protesta decisa dal Comitato B619, che chiede ai cittadini di verbalizzare il “non voto” alle prossime elezioni politiche, “riteniamo, infine – ha concluso Di Fazio – , che non abbia alcun senso immaginare azioni di protesta che prevedano la diserzione del voto, perché riteniamo fermamente che le problematiche che le popolazioni vivono nel quotidiano, siano superabili attraverso il dialogo tra le istituzioni, liberamente strutturate dai cittadini attraverso il voto”. 

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