Amministrative Barletta, appello società civile per Maria Campese sindaco

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“Un invito ad aprire gli occhi e provare a immaginare il futuro della nostra città senza condizionamenti e assalti alla diligenza. Un invito a non farsi risucchiare nelle sabbie mobili di una politica muscolare tagliata sulle lobby. Un invito a riportare la questione morale e i temi dei diritti, del lavoro, dello sviluppo, dell’uguaglianza sociale ed economica, della parità uomo-donna non solo al centro del dibattito politico ma nelle case, tra la gente, nei luoghi dove la vita prende forma e ne declina i bisogni reali”, scrivono i firmatari.

Segue poi un’analisi del difficile momento che la città attraversa, politicamente ed economicamente, superabile attraverso il riconoscimento di un’identità storica e di un patrimonio culturale e valoriale che va recuperato: “E’, questo, un momento storico cruciale. Il vento del populismo oggi spira forte anche a Barletta, dove gli inciuci tra destra e parte del centrosinistra attorno al piano regolatore e in favore del partito del mattone sono stati la causa della caduta dell’amministrazione comunale.

Il trasformismo, vera piaga italiana. Ma l’antipolitica non può essere la risposta ai problemi della città, primo fra i quali l’incapacità a leggere i nuovi fenomeni politico-sociali e indicare un orizzonte comune di idee.

La memoria della nostra città ha l’anima e la coscienza critica di Giulini, Cafiero, De Nittis, Girondi…; l’umanità di padre Raffaele di Bari; il rigore di giuristi illustri e magistrati coraggiosi. Ma Barletta è anche la città che corre nel mondo con il cuore e l’immagine cristallina di Pietro Mennea; dei distretti produttivi delle calzature e della maglieria che negli Anni ’80 e ‘90 hanno rappresentato la direttrice di mutamenti sociali ed economici epocali; dello sport che fa comunità e dell’arte che la rigenera”.

Da ultimo, le motivazioni per le quali la candidatura di Maria Campese dovrebbe incontrare il favore dei cittadini: “Il sindaco a cui vorremmo fossero affidate le chiavi della città deve restituire fiducia ai commercianti taglieggiati dalla criminalità; speranza alle piccole e medie imprese del Tac ostaggio della crisi; pieno valore alle aziende agricole; prospettive reali ai giovani. Dovrà – in nome dei diritti, non per carità pelosa – togliere le catene della solitudine agli anziani indigenti, sostenere chi non riesce più a governare il quotidiano, guardare negli occhi i disabili e farli sentire cittadini.

Semplicemente, dovrà far parlare il suo cuore. Andando oltre la mannaia dello spread, i vincoli del patto di stabilità dettato dall’Europa, le imposizioni del federalismo fiscale targato Lega, i nuovi balzelli appena piovuti dal governo. Non è impossibile.

I bilanci delle pubbliche amministrazioni sono la sintesi della cultura politica e dell’onestà intellettuale di chi li scrive; rappresentano lo spartiacque tra i diversi modelli di società cui ispirarsi.

Noi abbiamo chiaro chi può davvero riscrivere l’agenda politica di Barletta e per i barlettani con sensibilità e rigore etico, con la forza dell’esperienza e onestà intellettuale, avendo come orizzonte culturale l’Europa.

E’ Maria, Maria Campese, 54 anni, già assessore ai Lavori pubblici nell’amministrazione Salerno e assessore regionale.

Chiediamo la candidatura di Maria perché, dopo tanto strumentale parlare di quote rosa, è tempo che il governo della città sia affidato a una donna. Una donna in carne ossa, con una vita fatta di impegno politico e sociale da rappresentare. Una donna, Maria, che– come tante a Barletta – si è fatta da sé, con la sola forza dell’intelligenza e tanta, tanta caparbietà: si è laureata all’Università di Bologna in anni in cui la facoltà di Ingegneria era una caserma e l’indipendenza delle donne era lotta quotidiana per l’auto-affermazione e l’auto-determinazione.

Chiediamo la candidatura di Maria perché – convinti che il primo dovere di un sindaco sia quello della responsabilità – contiamo sulla sua onestà ed esperienza di governo locale e regionale nella giunta Vendola per costruire una vera politica egualitaria che si ispiri ai principi della Costituzione.

Chiediamo la candidatura di Maria perché il futuro si regge sulle gambe del passato ma dovrà correre con la spinta genuina e innovativa dei giovani. E lei, i giovani e i loro problemi, li conosce bene: i suoi studenti; i suoi compagni di tante battaglie contro i pregiudizi e le ingiustizie sociali; i suoi due figli.

Chiediamo la candidatura di Maria perché gli operai, qui a Barletta, hanno storia antica e presente incerto. Chi meglio di lei -padre operaio – può capire il dramma di una fabbrica che chiude, combattere sfruttamento e illegalità, cancellare la piaga del lavoro nero nelle fabbriche e nei campi.

Chiediamo la candidatura di Maria perché la sua storia di amministratore ci parla di missioni impossibili giocate e vinte sia a Bruxelles che a Roma per ottenere fondi straordinari da investire sul territorio e far viaggiare i progetti. La sua visione del mercato globale è a garanzia del sistema locale, il cui tessuto produttivo va sostenuto e reso competitivo sfruttando tutti i canali per l’accesso al credito, nazionali ed europei.

Chiediamo la candidatura di Maria perché cultura, turismo e sport (settori direttamente collegati alla qualità della vita delle città) sono leve fondamentali per sviluppare nuove economie e ricchezze, specie se – come è accaduto in Regione – gli assessorati interagiscono tra di loro e gli enti pubblici e privati, insieme al vasto mondo dell’associazionismo, sono parte attiva e propositiva nell’analisi dei problemi e nell’indicazione delle soluzioni.

Chiediamo la candidatura di Maria perché con lei non ci saranno cittadini di serie A e di serie B, primi e ultimi. La legge regionale sullo sport è stata proprio da lei riscritta con l’obiettivo di eliminare ogni più piccola forma di discriminazione nei confronti degli atleti disabili. E’ un intervento storico, un modello da estendere a tutti i servizi, pubblici e privati.

Infine, chiediamo la candidatura di Maria perché la questione morale è, ancora oggi, la vera palla al piede dello sviluppo eco-sostenibile e della competitività. Lei rappresenta la pulizia e la trasparenza che ogni politico dovrebbe avere e, in virtù di ciò, la sola persona che possa riscrivere – senza condizionamenti – le nuove regole del gioco: con i partiti, insieme alla società civile. E ai tanti barlettani che hanno trovato altrove la loro consacrazione professionale e che oggi sono pronti a lanciare e sostenere questa grande sfida”.

Per aderire all’iniziativa, tutti coloro che si riconoscono nei valori espressi e ne condividono il percorso possono prendere visione del sito web “Un voto per Maria”.

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