Osservatorio Mercato del Lavoro nella Bat: i dati Istat 2010, dinamismo incoraggiante

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Il  tasso di attività, riferito alla fascia di età dai 15 ai 64 anni conta, a livello Italia, il 62,2%, nel Mezzogiorno il 51%, mentre la Puglia presenta un valore del 40,9%. Il  tasso di occupazione risulta essere, a livello Italia pari al 56,9%, nel Mezzogiorno al 44% ed in Puglia al 44,8%. Ed infine, il tasso di disoccupazione che rileva in Italia l’8,4%, nel Mezzogiorno il 13,6% ed in Puglia il 13,1%, più basso di quello del Mezzogiorno. Pur non dimostrando una completa e positiva situazione, si può dire che il territorio regionale ha meglio retto ai colpi della crisi, rispetto ad altre regioni d’Italia.

Relativamente alla BAT, i dati ISTAT disponibili si riferiscono al 2010; emerge un tasso di disoccupazione pari all’11,7 %, un tasso di occupazione pari al 45,8% ed un tasso di attività, pari al 42,0%. A livello provinciale, il Sistema SINTESI ha fornito i seguenti dati su disoccupati, inoccupati e sospesi: 52.202 unità risultano essere catalogate come Disoccupati, 11.325 come Inoccupati e 73.096 come Sospesi, per un totale di 136.623 unità.

In relazione agli avviamenti al lavoro per età, le fasce maggiormente interessate sono quelle comprese tra i 30 ed i 44 anni. Nell’analisi degli avviamenti per sesso, nella BAT gli avviamenti sono rappresentati dagli uomini, nel 70,5% e per le donne, nel 29,5%, differenza dovuta soprattutto alla vocazione territoriale che è caratterizzata dall’agricoltura, silvicoltura e pesca, dal commercio all’ingrosso, dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli, da attività manifatturiere, costruzioni,  settori in cui necessità l’assunzione di personale maschile. In merito agli avviamenti per settore di attività, risulta che i settori delle costruzioni 5,8%, dell’istruzione 6,8%, attività manifatturiere 7,9%, attività di servizio di alloggio e ristorazione 8,1%, commercio ingrosso e dettaglio 11,6, rappresentano quelli prevalenti.

L’agricoltura, silvicoltura e pesca rappresentano e confermano essere i maggiori e più importanti settori, con il 45,3%. E’ stato valutato anche il “Coefficiente di Turn Over” che rappresenta il rapporto tra il numero di avviamenti ed i contratti cessati al netto del rapporto tra i soggetti avviati e quelli cessati. Nella BAT abbiamo un coefficiente pari a 0,78 che denota un “sistema in delicato equilibrio”. Lo studio sullIndice di Flessibilizzazione”, dato dal rapporto tra gli Avviamenti e gli Avviati, rivela nella nostra provincia un valore finale pari a 16,20. Il valore è sicuramente elevato e si desume pertanto che in generale le modalità di accesso al mercato del lavoro in provincia sia basato sulla flessibilità ma anche sulla precarietà.

Risulta evidente, inoltre, che il ricorso all’apprendistato, che doveva essere lo strumento principe per l’introduzione nel mercato del lavoro giovanile, sia invece uno strumento davvero poco utilizzato, con soli 871 avviamenti. Sono stati anche analizzati i fabbisogni formativi/occupazionali nel settore del Commercio, Turismo e Servizi con un’indagine su 2.500 aziende del territorio provinciale.

L’indagine si è quindi rivolta alle imprese per conoscere quale fossero le loro maggiori esigenze ed è risultato che sono maggiormente richieste “formazioni” che tendono e fanno emergere palesemente la volontà di “attirare” e fidelizzare quanti più clienti possibile ed allo stesso tempo rispondere al meglio alle esigenze degli stessi. Nell’ambito della concorrenza, “sapersi differenziare” risulta la scelta obbligata. Accurato è stato anche lo studio sull’utilizzo della Cassa Integrazione da parte di aziende in momentanea difficoltà che, con questo strumento, si sgravano  dei costi della manodopera temporaneamente non utilizzata.

Si è anche analizzata la condizione delle imprese presenti nella provincia. Le imprese attive sono pari a 35.677. I settori maggiormente interessati sono il commercio (10.817), l’Agricoltura, silvicoltura e pesca (9.656), le attività manifatturiere (4.076). I settori interessati dalle cessazioni sono sempre il commercio (911), l’Agricoltura, silvicoltura e pesca (785), le attività manifatturiere (362) e le costruzioni (284). Le iscrizioni totali sono 2.417 ed i settori maggiormente in evoluzione sono quelli del commercio (668 imprese), dell’Agricoltura, silvicoltura e pesca (284 imprese), le costruzioni (141).

Anche l’analisi sulle Imprese “Donna” nella BAT, ha rivelato che sono 7.849, cioè il 22% rispetto al totale delle imprese attive presenti. In conclusione, i tassi di attività, occupazione e disoccupazione riferiti alla Puglia, fanno registrare una performance positiva della Regione. La Provincia, dai dati riferiti all’anno 2010, propone risultanze altrettanto positive. Tuttavia, l’assessore Pompeo Camero sottolinea che “Vi è la necessità di uscire dalla crisi, attraverso non aiuti “a pioggia”, ma con interventi mirati a far emergere da ogni singola realtà il meglio di sé. Vale a dire, non solo aiuti economici finalizzati alla crescita del sistema o, elemento importantissimo, lo sblocco del rapporto creditizio oramai paralizzato ed ingessato che lega le banche alle imprese, ma implementazioni di nuovi sistemi e processi produttivi e non, quali ad esempio quelli formativi. Innovazione, quindi, attraverso la formazione e la conoscenza, che può risultare uno strumento operativo su cui poter indirizzare una più oculata programmazione delle risorse pubbliche nell’ambito della formazione e del mercato del lavoro, ambiti che non possono, soprattutto oggi, prescindere l’uno dall’altro”.

Michele Noviello

 

 

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