Barletta, crollo in via Roma: conclusa l’inchiesta, 15 indagati. Chiesta archiviazione per Savio Cinquepalmi

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Un uomo distrutto dal dolore e inoltre additato come corresponsabile della sciagura per l’inidoneità dei locali in cui si svolgeva l’attività e per la mancata regolarità contrattuale delle sue dipendenti. Invece, per i magistrati tranesi, Savio Cinquepalmi esce da questa inchiesta: il “lavoro nero” non è stata la concausa della morte delle giovani donne, che sotto quelle macerie avrebbero perso la vita comunque, anche se avessero goduto di ogni diritto. Da 17 dunque gli indagati scendono a 15, poiché oltre a Cinquepalmi la Procura ha ritenuto insussistenti anche le responsabilità del vigile del fuoco Emanuele Sterlicchio, presente al sopralluogo del 30 settembre 2011, a poche ore di distanza dalla sciagura.

A sancire la loro uscita di scena dal processo sarà comunque la decisione del  giudice per le indagini preliminari, Angela Schiralli, sulla richiesta d’archiviazione formulata dal magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Gisueppe Maralfa, e dal procuratore Carlo Maria Capristo.

Ai 15 indagati è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Adesso gli indagati hanno 20 giorni per produrre al pm documenti e note difensive, chiedere un supplemento d’indagini o di esser interrogati. Trascorsi i quali si giungerà alle richieste di rinvio a giudizio.

L’ipotesi accusatoria della Procura contesta ai presunti responsabili la non corretta esecuzione dei lavori in corso  nel terreno adiacente la palazzina crollata. Le accuse principali sono di  omicidio colposo plurimo e lesioni personali, poiché il crollo provocò anche 11 feriti; inoltre,  falso, omissione d’atti d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio e violazioni della normativa edilizia.

 

 

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