Margherita di Savoia, presentata bonifica ex Saibi e risultati analisi del suolo

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Decidono di saltare il pranzo per ascoltarla e nutrirsi così di notizie sulla questione pochissimi cittadini, alcuni esponenti delle locali associazioni (Artemia Salina, Legambiente), l’aula infatti è semideserta.

Relazionano i tecnici presenti al tavolo, insieme al sindaco Carlucci, ovvero gli ingegneri Bonomo e Zolla e il professor Di Molfetta. Le autorità  non sono in gran numero ma non mancano: il vicesindaco Sarcina, il Presidente del Consiglio Giacomantonio, l’avv. Dino Di Benedetto (consigliere di minoranza) e  l’assessore all’Ambiente Ricco (accompagnato da un responsabile tecnico, il sig. Gianni Milano, della Teorema SPA, la ditta che si occuperà dei lavori).

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I relatori raccontano sinteticamente la travagliata storia di questa bonifica, facendo riferimento al blocco dei lavori del 2009, causato, a detta degli stessi, dalla volontà dell’ARPA di procedere ad ulteriori accertamenti ed analisi. Il progetto, che viene esposto oggi, è fondamentalmente lo stesso del 2009, infatti sia per ragioni economiche (costo elevato) che ambientali (spostamento di tonnellate di terreno in discariche) non è possibile effettuare una vera e propria bonifica dell’area, ma solo una messa in sicurezza della stessa con piccoli nuovi accorgimenti, dovuti a più recenti analisi.

Tale messa in sicurezza verrà, burocrazia permettendo, effettuata nell’arco di un anno; essa prevede l’abbattimento dei restanti edifici (tranne la ciminiera che resterà simbolicamente in piedi) e l’incapsulamento della zona sotterranea contaminata (fino a 10 m di profondità) che appunto sarà rivestita da muri molto spessi in cemento e betonite.

Sulla “capsula” sarà creata una stratificazione di terriccio-ghiaia-telo impermeabile-argilla. Infine si creerà sul sito una sorta di grosso dosso in modo che l’acqua piovana venga convogliata fuori dall’area messa in sicurezza. Su questo dosso artificiale nulla potrà essere costruito, al contrario al di fuori di esso potrà sorgere la “Casa delle Farfalle” da sempre nei progetti del sindaco Carlucci.

Nello stesso incontro vengono finalmente resi pubblici i tanto attesi risultati della caratterizzazione del suolo effettuata con carotaggi sia sotto la zona SAIBI, sia in alcuni punti del centro abitato.

I dati ci confermano che esiste una zona contaminata dalla presenza di mercurio (l’unico che supera i limiti concessi), arsenico, cadmio, piombo e vari metalli pesanti sotto la SAIBI.

La contaminazione però circoscritta a causa dalla natura stessa del terreno argilloso-limoso e perciò impermeabile, inoltre non tocca falde acquifere di alcuna natura, se non una piccola falda pseudo-acquifera (sacca).

Dunque tutto il discorso sull’argomento sembra filare  liscio, convincere e rassicurare perlomeno fino al momento in cui dal pubblico interviene un ex dipendente SAIBI, il quale fa notare che, in base alle analisi condotte, la presenza di bromuro di metile che, in passato, fu la causa della chiusura della fabbrica, non è registrata: “come mai?” “la caratterizzazione è stata fatta nei punti giusti?” Lo stesso inoltre ricorda ai presenti che son stati compiuti per molti anni sversamenti di bromuro come residuo della lavorazione nei bacini circostanti lo stabilimento e si chiede se di questi sversamenti  ci sia ancora traccia nel sottosuolo limitrofo.

La risposta arriva pronta dal prof. DiMolfetta, ma si tratta di una “non risposta” che ci lascia la mente cosparsa di domande e dubbi: egli afferma infatti che analisi di questo tipo sulle aree circostanti la SAIBI non sono state effettuate. Una “non risposta” è pure l’affermazione, sempre dello stesso professore,  che non essendo mai stato istituito un registro delle neoplasie a Margherita, non è nemmeno possibile individuare correlazioni con i numerosi casi di tumori registrati in passato nel paese.

Forse a queste domande nessuno darà una Risposta certa e quindi resta un po’ di amarezza e senso di impotenza verso ciò che è stato e che per fortuna delle prossime generazioni non sarà.

C. Rita DiGaetano

 

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