Alga tossica nel mare della Bat: opuscolo informativo, la Procura di Trani presenta primi risultati inchiesta

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Niente allarmismi, ma di sicuro vi sono alcune criticità con le quali dobbiamo fare i conti e abituarci a convivere. Tra queste, l’arcinota alga tossica, presente nelle nostre acque, oltre a fattori  inquinanti come sali di fosforo e azoto. Secondo Capitaneria di Porto e  Guardia di Finanza,  la causa della loro proliferazione sarebbe negli scarichi a mare abusivi, svariati nella zona di Boccadoro tra Barletta e Trani, e nel cattivo funzionamento dei depuratori lungo la costa.

Per affrontare al meglio le emergenze e consentire ai cittadini di disporre di un necessario supporto informativo, nelle prossime ore verrà distribuito  in tutti i pronto soccorso degli ospedali della zona  un opuscolo con i consigli per chi dovesse accusare  problemi dovuti al contatto con le tossine, come impetigine o herpes sulla pelle.

Secondo lo studio affidato al dermatologo Giuseppe Carrieri, consulente nominato dal magistrato Antonio Savasta, “dal punto di vista sanitario la rilevanza del fenomeno risiede nella capacità di alcune microalghe di produrre tossine che possono accumularsi in molluschi e altri prodotti ittici abitualmente consumati dall’uomo”. Pertanto, sarebbero due le  modalità di intossicazione per l’uomo: per via alimentare o per via aerea. Nel primo caso l’intossicazione avviene mediante consumo di molluschi, crostacei o pesci contaminati: sintomi tipici sono vomito, diarrea, dolori agli arti, spasmi muscolari e difficoltà respiratorie. La seconda modalità di intossicazione è l’inalazione di frammenti di cellule di alghe marine o tossine.

Spiega il professor Carrieri che “i sintomi, che in genere si presentano a distanza di 2-6 ore dall’esposizione, sono febbre alta, oltre i 38 gradi, mal di gola, tosse, dispnea, cefalea, nausea, rinorrea, congiuntivite e lacrimazione, vomito e dermatite”. La reazione può scatenarsi alcuni minuti o qualche ora dopo l’uscita dall’acqua, e il trattamento consiste nel lavaggio  con acqua e sapone, seguito da strofinamento con alcool per massaggi e dall’applicazione di lozione di idrocortisone 1% due volte al giorno. I sintomi in genere scompaiono entro un paio di giorni.

Secondo lo studio commissionato dalla Procura al professor Carrieri, “nel caso si sospetti la presenza di alghe tossiche è bene allontanarsi dalla riva, evitare di fare il bagno, rispettare (se presenti) i divieti di balneazione”.

Per individuare la probabile presenza di alga tossica, basta osservare alcune caratteristiche: opalescenza dell’acqua, formazione di schiuma in superficie, presenza di materiale  gelatinoso in sospensione sott’acqua, formazione di una pellicola bruna dall’aspetto membranoso sugli scogli.

 

Martina Damiani

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