Ricerche petrolifere in Adriatico, il Movimento Ambientalista Bat: «No secco della Puglia!»

0
583

Le acque del mar Adriatico della Regione Puglia sono attualmente interessate da almeno due ISTANZE DI PERMESSO DI PROSPEZIONE IN MARE per la ricerca di idrocarburi: il primo permesso, codice “d 1 F.P-.SP“, richiesto dalla Spectrum Geo Limited, interessa una superficie di mare di 16.300 chilometri quadrati, che va dal Gargano fino a sud di Lecce (come dimostra la mappa ricavata dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico, alla voce “Visualizza in Google Maps”, di cui al seguente link: http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=405 ); il relativo iter amministrativo è stato avviato in data 21/02/2012 presso il Ministero dell’ Ambiente con la trasmissione della documentazione per  VIA e VAS.

Il secondo permesso, codice “d 2 F.P-.PG“, richiesto dalla “Petroleum Geo Service Asia Pacific“, interessa una superficie di mare di 14280 Kmq chilometri quadrati, anch’esso dal Gargano fino a sud di Lecce (la mappa è ricavata dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico, alla voce “Visualizza in Google Maps”, di cui al seguente link:

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=414)

In questo caso l’iter amministrativo prende il via  in data 24/01/2012, sempre presso il Ministero dell’ Ambiente.

Queste  ISTANZE DI PERMESSO DI PROSPEZIONE IN MARE vengono citate anche nel Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse del 31 maggio 2012, a pagina 31, al seguente link:

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/buig/56-5/56-5.pdf

Si tratta di ricerche con effetti potenzialmente devastanti sull’ecosistema marino, come denuncia il Movimento Ambientalista BAT, costituito dai tre soggetti Associazione Folgore – Trani – (presidente Nunzio Di Lauro), Associazione Demetra – Trani – (presidente Roberto Caressa) e Associazione Ambiente e/è Vita BAT – Bisceglie – (presidente Daniele Felice Sasso): “Non dimentichiamo che le prospezioni geofisiche a mezzo tecnica 3D con airgun rivolti verso i fondali marini provocano effetti devastanti ai mammiferi marini, specialmente a quelli appartenenti all’ordine degli Odontoceti, orche, capodogli e delfini, il cui sensibile udito viene danneggiato dalle violenti esplosioni d’aria prodotte dagli airgun anche a lunga distanza dalla sorgente.

Il senso più importante e straordinario dei cetacei è l’ecolocalizzazione, ed una volta danneggiato porta al conseguente spiaggiamento.

La responsabile del Centro di Coordinamento per la raccolta dei dati sugli spiaggiamenti di mammiferi marini, Elisabezza Bernuzzi, ha dichiarato apertamente che “l’air-gun è una delle cause di morte dei cetacei”.

Nell’ultimo anno le coste pugliesi sono state, infatti, interessate da episodi di spiaggiamento di cetacei (vedi i casi di Barletta e Trani nella Bat): “Anche il Ministero dell’Ambiente, rispondendo ad una interrogazione dell’Onorevole Pierfelice Zazzera, in riferimento allo spiaggiamento di almeno cinque cetacei  ritrovati davanti alle coste di Corfù e Crotone a fine novembre del 2011, ha ammesso che gli spiaggiamenti possono essere stati causati dall’uso di sonar militari e di airguns utilizzati nelle prospezioni geosismiche per la ricerca di petrolio.

Nei giorni successivi a fine novembre 2011 si sono verificati numerosi spiaggiamenti, anche in concomitanza con la presenza di navi che hanno effettuato a lungo le prospezioni geofisiche 3D con airgun nell’Adriatico di fronte alla coste tra le province di Bari, Brindisi e Lecce (spingendosi fino alla BAT).

Queste tre navi rappresentavano la “famosa” flotta inviata dalla società petrolifera Northern Petroleum, composta dalla Princess, dalla Thor Guardian e dalla Thor Server”.

Per quanto appena evidenziato, “le tre Associazioni Ambientaliste della BAT manifestano apertamente la loro contrarietà ai competenti Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, che con una certa facilità elargiscono autorizzazioni alle Compagnie Petrolifere pur consapevoli che le loro attività di prospezione in mare influenzano con effetti devastanti il comportamento e l’attività vitale della flora e della fauna presenti nelle zone di mare interessate.

Inoltre i suddetti Ministeri non tengono conto delle manifestazioni ed osservazioni contrarie espresse sia da parte della Regione Puglia, del governatore Nichi Vendola, della Giunta regionale, del presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, dell’Assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro e sia da parte delle Associazioni e Movimenti e della popolazione pugliese tutta, la quale si è mobilitata anche a Monopoli il 21 gennaio 2012 per manifestare contro le prospezioni geosismiche finalizzate alla ricerca e successiva coltivazione di idrocarburi nel Mar Adriatico. La Puglia ha espresso palesemente il proprio NO SECCO!!!”.

Pagina Facebook http://it-it.facebook.com/movimento.ambientalistabat

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here