Canosa di Puglia, No alla chiusura del reparto di Ostetricia: 2 mila persone in corteo. Foto

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Il corteo, partito dal Comune di Canosa con in testa il sindaco, Ernesto La Salvia, è giunto al presidio ospedaliero di Canosa, per poi fermarsi nella centralissima piazza Vittorio Veneto. Al corteo si è unito anche il sindaco di Minervino, Rino Superbo, il Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Francesco Ventola, e alcuni rappresentanti del Comune di Spinazzola in rappresentanza del sindaco.

L’attuale reparto rinnovato e inaugurato dal presidente della Regione, Nichi Vendola nel 2009, è una struttura altamente specializza e all’avanguardia. Questa divisione ha un numero di parti all’anno superiore a 500. Secondo quanto previsto dalle linee guida del Ministero, la Regione ha deciso di chiudere i punti nascita con meno di 500 parti all’anno, ad eccezione di Scorrano che ha pochi parti al di sotto di questa cifra ma che resta attivo perché serve un territorio che ne ha necessità, e Canosa, che al contrario insiste in una Asl con molti punti nascita al di sopra della cifra indicata dal Ministero”. Pur avendo un numero superiore di nascite, dunque, il reparto di ginecologia di Canosa è costretto a chiudere, perché nella Provincia ci sono anche i punti nascita di Andria, Barletta e Bisceglie.

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Non si può pensare di parlare di riordino ospedaliero attraverso la chiusura e non l’accorpamento dei reparti– ha detto il primo cittadino La Salvia nel corso della manifestazione di protesta -. Né tantomeno si possono accettare decisioni prese dall’alto che ricadano così pesantemente sulla vita e sulla salute dei cittadini di un territorio. E voglio sottolineare che si tratta di un territorio che comprende anche i comuni limitrofi di Minervino e Spinazzola. I cittadini di queste città hanno già vissuto il dramma della chiusura dei loro nosocomi, e ora più che mai si rivolgono in caso di necessità all’ospedale di Canosa. La Regione avrebbe dovuto interpellare i cittadini prima di deliberare una simile decisione. Prima del denaro e dei tagli ci sono le persone che con i loro doveri verso lo Stato hanno anche i loro diritti che meritano di essere salvaguardati. In primis il diritto alla salute. L’Amministrazione comunale ha chiesto, a tal proposito, un incontro urgente con il presidente della Regione e con l’assessore alla Sanità. Se questo non dovesse bastare perseguiremo tutte le strade legalmente perseguibili, ricorrendo se necessario ai Tribunali”.

 

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