Barletta, sulla litoranea di levante non si respira solo iodio ma anche Pm10: i dati Arpa

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La segnalazione ci perviene da Daniele Cascella, da sempre attivo per far luce sulle problematiche relative alla qualità dell’aria che respiriamo.Il regista Cascella, a tal proposito ha segnalato più volte sia all’ ARPA, Agenzia Regionale per la Protezione e Prevenzione dell’Ambiente, sia agli organi amministrativi competenti, i vari sforamenti registrati dalla centralina mobile, situata in Via del mare.

I superamenti di Pm10, ovvero di “l’insieme di sostanze liquide e solide con diametro inferiore a 10 micron, che derivano da emissioni di autoveicoli, processi industriali ed emissioni naturali, nel mese di aprile,  in particolare nei giorni 20 e 21,  hanno toccato i 99 e 89 µg/m³. Si rammenta che il valore limite consentito dalla legge è di 50µg/m³.

Inoltre, dall’inizio del monitoraggio del PM10 in via del Mare, avviato il 9 aprile 2012, i superamenti di PM 10 dei limiti di legge sono avvenuti già  5 volte. Come sottolinea Cascella, ciò avviene in un luogo, la litoranea di levante, che si sta riempiendo sempre di più di bagnanti di ogni età in cerca di refrigerio e di benessere.

A questo punto, su sollecitazione di Cascella, il Direttore scientifico Arpa, Massimo Blonda, il Direttore generale, Giorgio Assennato, il Dirigente responsabile del Centro Regionale Aria, Roberto Giua, hanno informato l’Assessorato Regionale alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro, il Presidente della Provincia Bat Francesco Ventola e il Sindaco di Barletta Nicola Maffei che ” E’ stata effettuata un’analisi dei dati registrati dalla rete regionale in tali giorni, oltre che nei giorni precedenti e succesivi, e si sono effettuati dei sopralluoghi ispettivi nei due stabilimenti Buzzi Unicem e Timac, collacati nelle vicinanze della centralina. Dai sopralluoghi- si continua a leggere nella comunicazione ARPA – è stato messa in evidenza la presenza, in entrambi gli stabilimenti, di aree di stoccaggio di materiale pulverulento, possibili sorgenti emissivi di polveri diffuse. L’analisi dei dati rilevati ha messo in evidenza: – valori di PM10 elevati solo per la centralina mobile situata in via del Mare, e solo nei due giorni 20 e 21 aprile (i valori sono di molto inferiori nei giorni precedenti e successivi, in modo da rientrare nel limite di 50 nanogrammi per metro cubo; – valori sostanzialmente costanti e molto inferiori ai rispettivi limiti per altri inquinanti (NO2 e SO2); – velocità del vento non elevata ea sostanzialmente invariata nei giorni in questione e nei periodi immediatamente precedenti e successivi; – direzione del vento dominante, nei due giorni 20 e 21 aprile, da Ovest- Nord – Ovest, tale direzione indica una provenienza del particolato aerodisperso dallo stesso stabilimento TIMAC, che si trova a poche decine di metri dalla stazione mobile di monitoraggio.

In considerazione di quanto sopra, si ritiene che il fenomeno di superamento del limite giornaliero di PM10, registrato dalla centralina mobile di Barletta nei giorni 20 e 21 aprile 2012 , sia stato legato ad un non meglio definibile fenomeno transitorio di emissioni diffuse di polveri provenienti dallo stabilimento TIMAC.”

Questa è la conclusione scientifica a cui è giunta l’Arpa , una conferma di quanto denunciano già da anni i residenti della zona e non solo. Ora si attendono provvedimenti da parte dell’amministrazione in merito, oltre alla questione TIMAC, anche all’inquinamento da traffico che in quella zona e in questo periodo è altamente pericoloso e dannoso per la salute pubblica.

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