Lettere al direttore: “Il colore degli alberi”

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“Conosci la terra dei limoni in fiore,/ dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure,/ dal cielo azzurro spira un mite vento,/quieto sta il mirto e l’alloro è eccelso, la conosci forse?” chiedeva estasiato Wolfgang Goethe. No, quell’Italia lì non la conosciamo più, rispondono gli autori de “La colata”.

Quando rivedremo le immagini su un quadretto, in un vecchio film o in una cartolina sbiadita, rivivremo una parte di noi…o vedremo solo le immagini di un mondo a cui hanno tolto l’anima, il tempo e la voglia di reagire? Immagini.

Non ci resta che il simulacro della trasgressione, il viola, il gran ballo dei quattrini privati (ai pochi che contano) andati in onda nel corso degli ultimi venti anni ed una terra spogliata, diserbata e senza colore e poi ragazzi , senza lavoro da tirare fuori dalle sale giochi. Ci siamo persi qualcosa?

Vorrei e come me altri, pensare in positivo, cominciare a dire, provare: le cose possono cambiare. La realtà è un po’ più complicata, sono ancora impressi quei commenti della “società civile”:”…storie, il verde non è fatto per la città, crea problemi, in città si sta in città e poi fuori è la campagna”. I desideri: una casa con le strisce per le macchine.

Sono andate perse le pinete, le fila degli alberi, le essenze e i loro profumi, i giardini a frutteto, e hanno sempre e solo cittadinanza le scuse, gli interessi (anche legittimi) e le frustrazioni.

Dal marciapiede alla crepa nel muro, dalla cisterna, al nido degli animali, dalla manutenzione alla potatura, sono sempre al lavoro le giustificazioni, le scuse ed i fastidi. I fastidi, la nuova categoria della distrazione umana , dove la pertinenza, il limite, il senso della misura sono un problema, roba vecchia, da eliminare per il presente e per il futuro. Fastidi, ne basta uno di albero, vecchio, storto e malandato, affinché la mancanza di speranza si abbatta su tutti quelli che lo circondano.

Ma a chi ci regala l’aria che respiriamo chi ci pensa, cosa viene restituito ciò che è stato preso? Distrazioni.

Dalla 2^ spiaggia salendo per Via Ricasoli…non l’ombra, il cemento.

Politica. Ricordo un dibattito, quelli con i distinguo, le differenze con l’ottimo che qualche volta è nemico del bene, con il verde che più verde non si può, finché il mio interlocutore proruppe e sbottò:”…Mentre qui stiamo a discutere , a non metterci d’accordo su niente, a raccontarci le storie, quelli hanno già spianato.”.

Dissi che non ero d’accordo, ma questa cosa mi è rimasta ed anche la sua parte di verità.

Allora, se la conoscenza non è una scelta al servizio di una visione, di un’altra idea di mondo o della comunità, che altro rimane, se non il riflesso allo specchio di una natura morta?”.

Vorrei poter pensare che in futuro ci sarà una generazione diversa. Penso ai nuovi nati. A quanti lo chiederanno si deve far conoscere quale sia l’albero della loro vita. C’è una legge, la 14 gennaio 2013, n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi urbani”, tra qualche giorno compirà un anno. E per ogni nato sussiste l’obbligo di porre a dimora un albero, per ogni neonato e per ogni figlio adottato. Si dovrà poi provvedere a censire e classificare gli alberi piantati nell’ambito del rispettivo territorio, in aree urbane di proprietà pubblica. Sarà una straordinaria occasione di legalità, di sensibilità e di lavoro. Purché ci si ricordi di tirarla fuori dal cassetto, di farla conoscere non solo agli addetti ai lavori.

Perché è una questione di burocrazia o di popolo?

Comincerei a chiedere cosa sarà fatto per porre rimedio al debito nei confronti delle giovani generazioni. Come sarà ridato valore economico, sociale, politico al lavoro? Che ne sarà degli alberi?

Non si può dar luogo a qualsivoglia progettazione, a dare un senso ad aggregazioni con finalità sociali o politiche, se vi è una non volontà o incapacità di dare risposte alle domande di fondo. Poche domande, ma essenziali.

L’istituzione da parte della Repubblica Italiana della “Giornata nazionale degli alberi” fissata per il 21 novembre non può essere intesa come una celebrazione ma come un’azione costitutiva del nostro agire : “…al fine di perseguire, attraverso la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l’attuazione del protocollo di Kyoto…e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell’aria , la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani”.

Non a caso Aristotele, ad una domanda di cosa fosse la natura rispose: “La natura non fa nulla invano”.

Ridisegnare la città del futuro è dare valore agli esseri viventi e alle cose invisibili.

Se Piazzetta San Francesco non perderà i suoi alberi è anche grazie a questa legge. Se d’estate ci sarà ancora la possibilità di sostare negli spazi di verde che saremo stati ancora capaci di difendere e di creare, sarà per quei colori per sempre impressi nella nostra mente e nel nostro agire.

E’ dunque uno spartiacque, un patrimonio di identità, chi sta con chi.

Non si intendano le parole circoscritte alla sensibilizzazione didattica o ad un esercizio filosofico che dura il tempo di una lettura seppur fugace.

Nella legge n. 10/2013 ci sono puntuali riferimenti a meccanismi di monitoraggio e di verifica, misure da prevedersi nell’ambito degli strumenti urbanistici attuativi, promozione di iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, risparmio ed efficienza energetica, assorbimento delle polveri sottili e riduzione delle isole di calore estive, norme in materia di raccolta di acque piovane, misure contro l’abbattimento e il danneggiamento degli alberi.

L’unico modo per contrastarla è non conoscerla e non farla conoscere.

Come le favole, la memoria, gli alberi, i ragazzi, il futuro.

 

(Luigi Carlo Rocco, Bisceglie)

1 COMMENTO

  1. al direttore siamo una associazione culturale -clu red moon regina – in provincia di cosenza abbiamo seguito la presentazione del IV centenario di INNOCENZO XII ANTONIO PIGNATELLI . vogliamo portare a conoscienza che come associazione culturale da un po di tempo ci siamo impegnati nella ricostruzione storica del nostro piccolo paese – REGINA comune di Lattarico cs. anticamente ERINUM.fontato circa nel 1700ac. dalla arcata eotre. nella nostra parrocchia ben custoditi vi sono i registri battesimale dal 1500 .e in uno risulta battezato Antonio Pignatelli nel 1623 con ana annotazione fu papa 1690 ne vorremmo sapere di piu’ se vi sono archivi dell’epoca sulla famiglia Pignatelli. in attesa di un vostra curiosita’ tanti saluti buon lavoro , a presto

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