Barletta, anniversario crollo via Roma: tra lavoro nero e malaedilizia, lo strabismo della classe politica

0
277

E mentre nella giornata di oggi, 3 ottobre 2012, anniversario della sciagura, l’Amministrazione comunale si dedica alla commemorazione delle cinque vittime con la firma di un protocollo d’intesa contro il lavoro nero tra Cgil, Filctem e il consorzio dei terzisti manifatturieri “Cinque Stelle”, alla presenza del Presidente Nichi Vendola, il consigliere dell’Ordine degli Ingegneri Bat torna a rivolgere lo sguardo altrove, verso responsabilità che nulla hanno a che fare con la precarietà lavorativa, concausa della tragedia ma non causa principale,  puntando il dito nei confronti della classe politica locale che non ha saputo reagire con azioni efficaci al dramma vissuto dai cittadini un anno fa. «E’ triste ricordare l’angoscia di quei giorni e l’emozione che ci ha visto partecipare tutti sgomenti e commossi. E’ altrettanto triste, però, constatare che nulla è cambiato in questo primo anno, trascorso da quel tragico evento. Mentre la giustizia compie il suo lento corso (sono 17 gli indagati a vario titolo per i reati di crollo di costruzioni, omicidio colposo,  lesioni colpose, falso, omissione d’atti d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio, violazioni della normativa edilizia, ndr),  non è cambiata l’indifferenza dei Comuni al tema della sicurezza strutturale delle nostre case», denuncia l’ingegner Carpagnano.

«Gran parte del patrimonio edilizio privato cittadino – prosegue – è stato costruito negli anni che vanno dal 1950 al 1970. Queste costruzioni son già vecchie di 40-60 anni e necessitano di verifiche e controlli. Anche i materiali da costruzione invecchiano con il tempo. In quegli anni sono state realizzate costruzioni in cemento armato, sopraelevazioni di vecchie strutture in muratura senza che ci fossero leggi adeguate che ne controllassero la sicurezza strutturale».

«In tutto questo le nostre amministrazioni comunali non hanno saputo far altro che consentire nuove costruzioni, consumo di territorio e speculazione edilizia. Nessun amministratore si è posto il problema del controllo e del risanamento delle costruzioni realizzate negli anni 50, 60 e 70 che, in gran parte, oggi costituiscono un pericolo per l’incolumità. Leggi statali e regionali da tempo consentono di intervenire al risanamento, al recupero ed alla rigenerazione delle costruzioni esistenti».

La questione è, evidentemente, politica: «Bisogna sollecitare i politici locali, richiamarli al loro dovere ed obbligarli a dare un impulso deciso e veloce alla redazione dei nuovi piani regolatori, oggi chiamati Piano urbanistico generale, dove prevedere non più nuove costruzioni e ulteriore consumo di territorio, ma recupero dell’esistente utilizzando incentivi, defiscalizzazione e significative premialità volumetriche. Rigenerazione urbana utilizzando la perequazione urbanistica ed il trasferimento di volumetrie».

Quanti sanno, per esempio, scrive Carpagnano, «che la Regione Puglia finanzia fino 20.000 euro a fondo perduto ciascun proprietario di casa che intende mettere in sicurezza il proprio edificio? Il bando per accedere a questo finanziamento scade il 15 novembre prossimo: il comune dovrebbe fornire adeguata informazione e mettere a disposizione uffici per l’informazione e l’assistenza. Questa classe politica non può continuare a frenare la ripresa economica che, al contrario, va decisamente attivata con adeguati programmi di sviluppo ed un modo corretto di concepire l’edilizia e l’urbanistica».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here