Barletta, “Difendere la Provincia Bat per il futuro del territorio”: la Politica riaffermi il suo primato

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Presenti i sindaci, gli amministratori provinciali, consiglieri regionali espressione del territorio e il parlamentare del Pdl, on. Benedetto Fucci.

Sul palco si avvicendano gli interventi, sintetici ed incisivi, di amministratori locali che si dichiarano pronti a difendere con ogni mezzo l’autonomia amministrativa conquistata dopo decenni di lotte di cui, come ricordano, proprio la città di Barletta è stata protagonista principale.

La contrapposizione tra “tecnici” e “politici” è uno dei fili conduttori dei loro discorsi: come può un Governo tecnico non legittimato dal voto popolare permettersi di scardinare l’assetto istituzionale sancito dalla Costituzione inserendo due articoli in un decreto legge? Perché il “riordino” delle province sarebbe solo il primo passo verso la loro totale abolizione o comunque svuotamento di poteri. Qual è la reale entità del risparmio in termini di spesa pubblica che si otterrà con l’accorpamento? Strano ma vero, manca nel decreto l’allegato relativo al calcolo. E quali scenari futuri propone questo Governo come alternativa alla soppressione degli enti locali intermedi? Domande che restano sospese nell’aria, perché al momento prive di risposte.

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“I professori della Bocconi pensano di comandare il mondo facendo i conti, 2 più 2, anche se a discapito della gente. Ma l’autonomia dei Comuni nel decidere del proprio futuro è sancita dalla Costituzione: il loro sogno ragionieristico non si avvererà!”, tuona il consigliere regionale Franco Pastore. Che va oltre e adombra un disinteresse per la questione in sede regionale, attribuendolo alla “casta” pugliese.

Taglio ai costi o taglio alla democrazia? La faccenda non è marginale, anzi. “E’ chiaro che in un periodo di grave crisi economica sia facile fare presa sui cittadini parlando di sprechi della politica. Dopo il caso Lazio, se chiedessimo alla gente se vuole abolire le Regioni, tutti sarebbero d’accordo”, evidenzia il presidente della Provincia Francesco Ventola. “Come si decide quali enti servono e quali no? se le Province sono inutili allora vanno abolite tutte, non solo alcune, tanto al cittadino interessa che i servizi vengano comunque erogati, qualunque sia la fonte”, prosegue Ventola- La sensazione piuttosto è un’altra: che si vogliano abolire istituzioni democraticamente elette per sostituirle con Commissari nominati. L’obiettivo finale dei “tecnici” è l’abolizione dello scenario politico”.

Stessa linea quella espressa dal sindaco di Trinitapoli, Francesco Di Feo: “Siamo vittime di comportamenti vigliacchi, perché per una riforma di tale portata si utilizza il decreto e non il regolare procedimento costituzionale. Senza mezzi termini, è un colpo di Stato, perpetrato dopo aver individuato l’anello debole della catena, le province”.

Intanto bisogna attendere il 6 novembre prossimo, data in cui la Corte Costituzionale si esprimerà sui ricorsi presentati dagli enti locali coinvolti nel riordino territoriale. Ma se il Governo tecnico si è potuto spingere fino a questo punto, la politica non può esimersi dal fare autocritica. “Dove sono oggi i parlamentari del nostro territorio?”, è la domanda retorica dei sindaci di Barletta e Trani, Nicola Maffei e Luigi Riserbato, il quale prosegue: “Se negli ultimi anni fossimo stati capaci di inglobare nella nostra neonata realtà provinciale altri territori che dimostravano interesse e con i quali vi sono stati contatti, poi interrotti, oggi non saremmo qui, costretti a difenderci”.

Il tema della imprescindibilità della volontà politica, che si esprime attraverso il voto popolare, torna nella riflessione del consigliere regionale del Pd Ruggiero Mennea: “La battaglia deve partire dai Comuni. Le loro delibere devono essere presentate alla Regione che politicamente potrebbe incidere, proponendo al Governo un diverso modello di aggregazione con i comuni che non vorranno aderire all’Area Metropolitana barese. C’è bisogno di una Cabina di regia istituzionale che si muova a tutti i livelli. Il nostro territorio si vuole riorganizzare in una provincia ancora più grande.”

Unanime la volontà emersa di “restare uniti”: “E’ finito il tempo dei campanilismi. Le 10 città lo stanno dimostrando sottoscrivendo la medesima delibera. Basta con la diffidenza, l’autodeterminazione del nord barese va difesa a denti stretti- dichiara l’on. Benedetto Fucci– La provincia Bat è nata nel 2004 da un Governo legittimato dal voto e non può essere abolita da uno che non lo è. Il ministro Patroni Griffi non deve offenderci definendoci “un pasticcio”. Anzi, la provincia ci ha svincolati da province “matrigne” che ci consideravano periferia estrema, tranne in periodi elettorali”.

C’era una volta il principio di sussidarietà, aggiungiamo concludendo. Potrebbe iniziare così questa fiaba che i “tecnici” vorrebbero senza lieto fine: il diritto internazionale ci aveva insegnato che tutte le funzioni di governo di una comunità dovessero essere esercitate dai livelli amministrativi inferiori, e che i livelli superiori dovessero intervenire solo in caso di impossibilità, in via sussidiaria appunto. Un principio che riconosce enorme dignità agli enti locali, quelli “a portata di cittadino”. Poi venne il tempo dei “tecnici”, che con un colpo di mano o di spugna che dir si voglia, decisero fosse giunta l’ora di ridurre invece il numero degli enti democraticamente eletti sul territorio: chissà perché tali tagli non riguardano invece gli oltre 8 mila enti di derivazione regionale con altrettanti consigli di amministrazione retribuiti ma non eletti. L’auspicio è che almeno i “giuristi”, in primis la Consulta, abbiano la buona volontà di districare questa matassa e dare risposte certe a domande che, i “professori” preferiscono glissare.

1 COMMENTO

  1. questione provincia si, provincia no-abolizione o non abolizione-, dopo le regioni indagate dalla guardia di finanza, le regioni: CAMPANIA, BASILICATA, CALABRIA E SICILIA, si continua con la regione : LAZIO, SARDEGNA, si procede con le regioni del nord italia padane: PIEMONTE E EMILIA ROMAGNA, uso illecito di fondi pubblici. Regione PUGLIA e in regola con il conti pubblici? Le provincie pugliesi, tra cui quella della BAT

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