Barletta, Mennea su Cantina Sperimentale: «Appello per scongiurarne la chiusura»

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 “Istituita nel 1879 con decreto Ministeriale, per più di 135 lunghi anni, la Regia Cantina Sperimentale di Barletta si è distinta per l’efficienza e i risultati che della stessa ne hanno fatto un’ indiscutibile punta di eccellenza del nostro territorio- scrive Mennea.- Già nel 1968 (con Decreto Legge n.1318 del 23/11) la regia Cantina sperimentale di Barletta confluì come Sezione Operativa Periferica di Barletta nell’Istituto Sperimentale per l’Enologia. Nel 1999(con Decreto Legislativo del 29/10) fu prevista l’istituzione del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA) nel quale confluirono tutti gli Istituti Sperimentali. Successivamente, nell’agosto 2007, con la ristrutturazione del CRA, la Sezione Operativa Periferica di Barletta dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia subì un ulteriore “ridimensionamento”, cessando di esistere come struttura autonoma in seguito all’annessione, quale Cantina Sperimentale, all’Unità di Ricerca per l’uva da tavola e la vitivinicoltura in ambiente mediterraneo di Turi.

Oggi, la mancata applicazione del “turn over” ne può seriamente decretare la fine e a pagarne le conseguenze potrà essere il territorio tutto. Efficienza, prestigio, tradizione, innovazione e avanguardia: le parole che meglio descrivono la storia della Cantina Sperimentale di Barletta. Efficienza, per i risultati sempre ottenuti grazie al lavoro costante e di aggiornamento di chi ci ha messo quella dedizione intrisa di amore per la propria terra che, spesso, solo gli uomini del Sud sono in grado di mostrare; prestigio, per i notevoli progressi raggiunti in Puglia nella fabbricazione dei vini grazie, appunto, all’azione della Cantina Sperimentale e che si sono rivelati determinanti per la riuscita del commercio con l’America, dove i nostri vini hanno saputo fare notevole concorrenza a quelli francesi, spagnoli e portoghesi; tradizione, perché nella Cantina si “respiravano” per accudirle, migliorarle e di poi esportarle all’estero quelle radici, fra le altre, caratterizzanti il nostro territorio e legate all’enologia; innovazione ed avanguardia, perché la migliore fermentazione, serbevolezza, limpidezza, fabbricazione e invecchiamento di molti vini, unitamente alla distillazione degli stessi e all’uso di buone macchine vinicole, sono state in buona parte il risultato delle esperienze fatte nella Cantina Sperimentale di Barletta.

Una storia con un tracciato così autenticamente positivo non può subire una così umiliante agonìa che ne comporterebbe la chiusura definitiva. Da parte mia, ogni più serio e sincero impegno al fine di tutelare una storia che racconta e descrive un Sud dalle schiene curve e dalle mani callose, contorte come i sacri vigneti che hanno dato lavoro, dignità e lustro a questo amato e bistrattato Territorio e ai suoi abitanti che, anche grazie alla presenza di cantine come quella Sperimentale della Città di Barletta, riescono ancora a serbare in sé le virtù della terra.

Un patrimonio di natura valoriale, prima ancora che culturale ed economica – per le ragioni fin qui esposte – che richiede alle massime Istituzioni pugliesi, per il tramite di questo mio appello, le attenzioni e le sensibilità necessarie per cercare di tracciare insieme, mediante una cultura basata sulla consapevolezza di ciò che abbiamo, una traiettoria che alla soppressione possa preferire la risoluzione delle criticità e di ogni relativa problematica. Nella più ferma convinzione che la tutela di tutto ciò sia più che mai doverosa in un momento storico, come quello attuale, già caratterizzato da enormi contrasti derivanti da percezioni differenti della tutela delle eccellenze, della valorizzazione del territorio e della visione del futuro. Perché anche il futuro ha radici lontane”, conclude il consigliere del Pd.

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