A Barletta “Stati Generali della Scuola”, l’ass. Sasso: «Dirigenti accettano iscritti oltre la capienza delle aule»

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Agli “Stati generali” sono intervenuti docenti, dirigenti scolastici, rappresentanze studentesche e le sigle sindacali (Cgli, Uil) afferenti al mondo della scuola .

Oltre ad essere stato già più volte proposto (ieri l’ha ribadito anche la presidente del consiglio comunale, Carmela Peschechera)  un consiglio comunale monotematico, il sindaco ieri, durante l’incontro,  ha precisato che:  “ Il compito dell’istituzione scolastica è quello di formare le coscienze e di diffondere le conoscenze, portare all’assunzione di responsabilità;  ci troviamo qui  per compiere una sorta di rendiconto della situazione e per cercare di invertire la tendenza. Credo  – ha proseguito Cascella – che questo costituisca un momento di partecipazione non solo per individuare i problemi ma anche per trovare soluzioni adeguate attraverso un confronto libero e aperto: questi esempi, seppur frammentati, non mancano nella nostra città. Dobbiamo quindi ricomporre questo puzzle in modo tale da adeguare all’immagine della città che vogliamo dare, una città capace di crescere, di migliorarsi e di garantire a ogni livello una scuola di qualità, ad ogni ordine e grado. Cosi come è stato in  occasione del progetto rivolte alle scuole barlettane, che ha portato alla consegna di alcune  borse di studio intitolate alle memoria di Maria Grasso Tarantino, per ricordare il  71°anniversario della liberazione di Barletta dalla truppe tedesche.”

“Non abbiamo bisogno di nuove scuole ma di rivedere la nostra edilizia scolastica sfruttando soprattutto i locali della nuova 167, laddove si concentra un notevole numero di famiglie – ha poi aggiunto l’assessore comunale alle  Politiche dell’innovazione e della Competitivitá, Antonio Divincenzo.

Un plauso arriva anche dal presidente della provincia Francesco Ventola: “Una lodevole iniziativa che il sindaco ha posto in essere in tempi non sospetti; un confronto serrato su questo tema credo sia importante, e importante è oggi anche la presenza dell’assessore regionale all’istruzione e alla formazione, Alba Sasso,  per discutere di dimensionamento scolastico.”

“Meno sovvenzioni per gli enti locali, che per attenersi ai patti di stabilità portano inevitabilmente meno fondi anche per le scuole-  ha sottolineato Franco Dambra segretario  generale della Flc (federazione lavoratori della conoscenza) Cgil Bat – pertanto la scuola torna ad essere un privilegio e non più un diritto pe tutti.”

E’ intervenuto anche il preside della Scuola Secondaria di Primo Grado “Giuseppe De Nittis, Alfredo Basile  lamentando che : “Il nostro bacino di utenza si sta sempre più restringendo per via dell’espandersi della nuova 167. Abbiamo 603 iscritti quindi questo potrebbe compromettere la nostra autonomia scolastica, così come lo stesso problema si pone per la Baldacchini e la Moro e tutte le scuole medie di Barletta.  Nel giro di due anni la scuola che rappresento avrà circa  300 alunni, quindi chiedo alle istituzioni e alla politica che si proceda per un serio piano di dimensionamento scolastico”.

Problema inverso si pone per il liceo Scientifico Carlo Cafiero, per l’occasione rappresentato dal prof. Montenero, che ha chiesto “aule più grandi, abbiamo 1392 alunni e solo 44 aule, per ora ci siamo “inventati” una rotazione che francamente non garantisce una buona didattica, ma per l’anno prossimo non abbiamo soluzioni.”

“In questi anni la Scuola ha subito una notevole riduzione di fondi – ha sottolineato l’assessore regionale  all’istruzione e alla formazione Alba Sasso–  ma la Scuola ha sofferto anche e soprattutto per una sorta di  disaffezione sociale nei suoi confronti. Un paese non cresce se non si investe nell’istruzione, oggi inizia un percorso in cui tutti gli attori devono svolgere sinergicamente il proprio ruolo. Nonostante la legge 23 del 1996 con la quale si è smesso di costruire per l’edilizia scolastica, la Regione ha comunque posto in essere interventi di ristrutturazione.  Il nostro piano di dimensionamento scolastico è stato fatto si in un ottica di risparmio ma allo stesso tempo cercando di dare un ottima offerta formativa, e dunque non si può pagare un dirigente che gestisce un plesso scolastico di soli 400 alunni. Ci siamo attenuti alla legge Gelmini per quel che concerne i “comprensivi” e sono favorevole a quest’ultimi laddove ci possa essere continuità “didattica”. Ora il patto di stabilità ci impedisce di spendere ma nella prossima programmazione regionale sono già stati previsti progetti di alternanza scuola- lavoro.  Dunque , bella l’idea di oggi, del sindaco Cascella – ha proseguito Sasso- la Regione ha sempre cercato di collaborare con le Regioni e le Province, pur litigando fra noi abbiamo il dovere di garantire una “buona scuola” e la scuola è di tutti quelli che pagano le tasse! Ma c’è anche da evidenziare – ha chiosato l’assessore-  che il problema delle aule si pone laddove ci sono dei dirigenti che accettano iscrizioni non tenendo conto della capienza delle proprie aule.”

Dora Dibenedetto

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