Barletta, su elezioni Provincia Bat il consigliere comunale Doronzo: «Non partecipo, è una truffa!»

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Le cosiddette “elezioni” provinciali che si svolgeranno il prossimo 12 ottobre sono una vera e propria truffa ai danni dei cittadini italiani, e quelle della provincia BAT non sono da meno.

Quelle che tutti stanno spacciando per vere elezioni sono, infatti, delle “elezioni-farsa”. Un ceto politico composto da poche persone ha deciso di autoselezionarsi, autoproclamarsi ed autoeleggere Presidente e consiglieri provinciali, senza che a sceglierli e votarli siano i cittadini della provincia stessa. Insomma, la casta da un lato critica pubblicamente se stessa ogni qual volta c’è da raccattare consenso e poi, nelle segrete stanze, decide di difendersi e di tutelare solo e unicamente se stessa, di stare con la casta e per la casta.

La legge Del Rio proposta dal governo Renzi, infatti, diversamente da quello che si vuol far credere, non abolisce le province, che invece manterranno le proprie competenze; ad essere abolito è l’unico strumento di scelta democratica da parte dei cittadini: il voto. Il prossimo Presidente della provincia e i prossimi consiglieri provinciali saranno infatti eletti dai consiglieri comunali dei 10 comuni della nostra provincia che sceglieranno tra i sindaci, i consiglieri provinciali uscenti e quelli comunali in carica.

I cittadini, in buona sostanza, non avranno nessuna possibilità di indicare col proprio voto le persone che riterranno più idonee a ricoprire la carica di Presidente e di consigliere provinciale, né tanto meno quella di giudicare positivamente o negativamente l’operato dell’amministrazione provinciale uscente.

Sarebbe evidente persino all’elettore più sprovveduto che quello a cui, di fatto, andiamo incontro è una grave e irragionevole limitazione della sovranità popolare, in evidente spregio di quanto sancito dall’art. 1 della nostra Costituzione. E invece, con l’attuale Governo, tutto verrà deciso da un accordo segreto tra segreterie politiche e gruppi consiliari, tra ricatti e veti incrociati.

Si tratta di uno scenario preoccupante per la nostra democrazia, che a breve coinvolgerà anche l’elezione del Senato, sottratta anch’essa alla scelta democratica dei cittadini.

Per questo serve una risposta netta, che coinvolga tutte le forze sane espresse dai territori, forze che cercano ogni giorno di rappresentare al meglio la volontà dei propri elettori che devono tornare ad essere unici giudici dell’operato della politica.

E invece questa nuova fase politica, che secondo le speranze della gente avrebbe dovuto profumare di cambiamento, puzza già di vecchio. In un contesto sociale disperato, con la disoccupazione alle stelle, con i servizi pubblici ridotti all’osso, il Governo invece di creare posti di lavoro, invece di finanziare la scuola, l’università e la ricerca, invece di ripristinare i trasferimenti agli enti locali, si affanna a controllare la rabbia e la frustrazione popolare riducendo la democrazia e, quindi, il potere di giudizio nei confronti della politica.

Dunque, è lecito domandarsi dove siano finite le grandi e piccole opposizioni, quelle che avrebbero dovuto prima di tutto animare il dibattito e dare un giudizio sui cinque anni di amministrazione del centro destra appena trascorsi e proporre una visione alternativa di territorio e di Provincia. E invece, non si assiste a nulla di tutto questo! È lecito, dunque, domandarsi cosa si possa fare per lanciare segnali di insubordinazione, per affermare senza se e senza ma: noi non ci stiamo!

Per questo ho deciso di rappresentare il disagio della cittadinanza con un’azione di “disobbedienza istituzionale”: non parteciperò alle “elezioni” provinciali! Se i cittadini non possono scegliere, se è tolta loro la possibilità di indicare i propri rappresentanti e di eleggerli, io non posso partecipare! Lascio la celebrazione di queste farsa a chi si ricorda di loro solo quando c’è da elemosinare un voto.

Spero che il mio non resti un gesto isolato. Spero che incontri i gesti di altri consiglieri “insubordinati”, soprattutto tra quelli che predicano un cambiamento reale e che hanno il dovere di rappresentarlo, a prescindere dallo schieramento politico. A loro chiedo, con me, di boicottare questo ennesimo furto alla democrazia e riaprire un dibattito pubblico per valorizzare una provincia nata dal sudore di chi ha creduto veramente nella nostra terra e al suo futuro guardava con speranza. Al prossimo Presidente della Provincia (la cui identità è già nota perché frutto di un “inciucio” politico) faccio gli auguri anticipati. Io lo aspetterò nelle sedi istituzionali regolarmente elette o nelle piazze con i cittadini, dove sarò con loro a lottare in prima linea per il futuro del nostro territorio e della democrazia violata”.

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