Barletta, parrocchia S. Nicola e caso sordomuti: la versione di don Giorgio Delvecchio

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In un servizio televisivo si è detto: “Un altro caso che sicuramente continuerà a far discutere riguarda l’associazione dei sordomuti. Erano ospitati in due locali nei sotterranei di San Nicola vicino a via Foggia, grazie alla sensibilità del parroco don Vito Carpentiere che, purtroppo tra pianti e rimpianti dei fedeli, ha deciso di andare missionario in Africa. Il nuovo parroco, don Giuseppe Cavaliere, ha deciso di mettere i sordomuti alla porta senza tante spiegazioni: sembrerebbe perché intenderebbe incrementare il numero dei catechisti; magnanimamente gli ha dato tempo per sloggiare sino al primo ottobre. Il vescovo Pichierri, interpellato dall’Associazione, di fatto si è stretto nelle spalle dicendo che va rispettata la volontà del parroco …”

Don Giorgio contesta e si dissocia da quanto affermato: “In primo luogo perché sin dall’inizio, chiamato in causa dalla stessa associazione – che non si è servita di alcun interprete professionale per rendere comprensibile la comunicazione verbale – per mediare e moderare i colloqui con l’amministratore parrocchiale di San Nicola in Barletta, don Giuseppe Cavaliere. Questi, in un primo colloquio personale col medesimo e in un secondo colloquio alla presenza dei sordi, ha espresso con serenità e rammarico la sua costernazione per la richiesta fatta ai sordi di lasciare i locali parrocchiali, locali finalizzati all’uso pastorale per facilitare le attività catechistiche con bambini, giovani e adulti. Dal colloquio di circa un’ora il sacerdote ha rilevato il disagio della comunità ad affrontare le quotidiane dinamiche pastorali in spazi ridotti e mal distribuiti. Don Giuseppe ha altresì aggiunto la sua disponibilità ad offrire un altro spazio la domenica sera, quando le attività sono sospese, per favorire il ritrovo e la comunicazione tra i sordi, oltre all’eventualità che fra qualche anno si possano meglio distribuire le risorse e le attività per garantire nuova accoglienza ai sordi e ad altre associazioni bisognose di sedi sociali.

In second’ordine perché, sentito personalmente l’Arcivescovo, alla presenza del presidente dell’Associazione, il sig. Silvano Visalli e il fiduciario Avv. Davide Dimatteo (unica volta in cui l’associazione ha interloquito con l’Arcivescovo, sempre senza interprete), il presule ha invitato i presenti ad avere un incontro chiarificatore con don Giuseppe per raggiungere insieme una possibile soluzione. Nel frattempo lo stesso Vicario Generale si interessava a indicare ai sordi altri luoghi indipendenti per poter trovare dignitosa accoglienza.

Non depone bene alla verità dei fatti e al rispetto della dignità di ogni persona un giornalismo gridato ed “espresso” con giudizi sommari e frettolosi, per il quale il bene è tutto da una parte e il male tutto dall’altra, con conseguente incapacità di immergersi nella complessità delle situazioni e di interpretarle e leggerle in pienezza”, conclude la nota.

 

 

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