Canosa di Puglia fuori dal Patto Nord Barese Ofantino: le ragioni di La Salvia

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Successivamente all’approvazione del provvedimento, il sindaco Ernesto La Salvia ha scritto al Presidente del Patto, Pasquale Maria Musci, anche in risposta alla comunicazione da questi inviata agli organi di stampa qualche giorno fa.

“Egregio Presidente Musci – scrive il primo cittadino –, a conclusione di un iter che vede ormai sancita dal Consiglio Comunale l’uscita del Comune di Canosa dal Patto Territoriale Nord Barese Ofantino, posso finalmente rispondere a quanto poco usualmente comunicatomi da Lei  qualche tempo fa attraverso alcuni organi di stampa”.

“Devo ammettere – prosegue il Sindaco La Salvia – che ci solletica non poco leggere su alcuni portali di informazione delle Sue perplessità relative alle dichiarazioni dello scrivente circa l’uscita del Comune di Canosa dal Patto Territoriale. Riteniamo ridondante tale forma di comunicazione, soprattutto alla luce del fatto che, accettando la Sua richiesta di incontro, ci siamo visti personalmente in questa casa comunale – e non eravamo soli! –, al fine di discutere e chiarire le ragioni di tale decisione. Ci aspettavamo perciò, semmai, una risposta ufficiale, soprattutto nei toni, piuttosto che una fuga in avanti mediatica che sa di baruffa chiozzotta, poco adatta al ruolo istituzionale che io e Lei in qualche maniera, ed in modo diverso, rivestiamo.
Ma cerchiamo di arrivare al dunque: si diceva qualche anno fa che “quel che non fecero i Barbari fecero i Barberini”. Ora, attribuiamo pure alla classe politica sicuramente il ruolo dei Barberini in quanto, soprattutto negli ultimi anni, come Lei sa bene, non si è riusciti a produrre veramente poco nel Patto. E se questa considerazione fosse basata solo su una mia osservazione, al limite potrebbe essere una notizia non condivisibile da qualcuno. Tuttavia non può considerarsi affermazione totalmente infondata poiché basata su quanto riportato dai Revisori dei Conti in una comunicazione ufficiale datata 14 giugno 2013, nella quale a pagina 2 si dice che l’attività effettivamente esercitata dalla società nel corso dell’anno 2012 ha riguardato ben poche cose. Infatti, oltre che occuparsi negli ultimi anni esclusivamente del contenzioso e del mandare ragazzi a studiare all’estero, praticamente i 24 dipendenti non si sono occupati di altro. A parte, ovviamente, indirizzare il governo politico (in carica fino a circa 1 anno fa, prima del Suo insediamento quale Presidente) a reperire i denari per pagare, appunto, i propri stipendi.

Lei sa che una Legge dello Stato ha impedito alle funzioni politiche di assumere incarichi dirigenziali in simili Enti, obbligando gli stessi, responsabili del Consiglio di Amministrazione, a nominare degli alter ego. E non se La prenda se La considero tale ma entrambi sappiamo  che la ragione della Sua nomina riside proprio in questa norma. Lei ha il coraggio, che si riconosce a poche persone per bene (e Lei è decisamente tra queste), di voler rappresentare un organismo che, in camera caritatis, è stato dichiarato fallimentare già da molti Sindaci, e che ha visto attribuirsi il titolo di carrozzone non già dal Sindaco che adesso Le scrive ma da uno degli ultimi direttori politici della struttura stessa; probabilmente lo stesso che ha caldeggiato la Sua nomina.

Ora, il 18 luglio scorso, nonostante quello che dice la normativa generale relativa al nuovo settennio dei finanziamenti europei 2014/2020, il SIL (il nocciolo operativo da Lei diretto) stabilisce con un notaio, in accordo con quasi tutti i Sindaci, che dal Patto Territoriale Nord Barese debbano fuoriuscire i privati; ad onta del fatto che la presenza dei privati nel Patto è garanzia di maggiori possibilità di intercettare finanziamenti che dovranno poi ritornare sul territorio: un territorio che, fra l’altro, mantiene la struttura da Lei diretta con una quota associativa elevatissima per le proprie possibilità. A fronte della predetta quota ai Comuni, soci del Patto, viene richiesto il pagamento di un ulteriore corrispettivo per qualunque impegno e qualunque progetto elaborato e attuato.

Mi spiego meglio: se chiediamo, ad esempio, di partecipare alle fiere del turismo, non è certo da quegli oltre 60 mila euro di contributo versato annualmente che viene ricavata la quota di partecipazione alle stesse. Si chiede invece ai Comuni di contribuire per la partecipazione medesima! Se dovessimo chiedere una VAS o l’interessamento di un’agenzia del Patto Territoriale per la fornitura di servizi, questo costerebbe, a fronte di un’unità lavorativa impiegata, circa 40 mila euro all’anno, che si sommerebbero agli oltre 60 mila che il Comune già sborsa per mantenere in piedi il SIL. A questo punto bisogna riconoscere che costerebbe meno rivolgersi a strutture private che si occupano della stessa cosa. Non è d’accordo? Quando poi, come accaduto negli ultimi anni, queste agenzie si occupano di molto poco, dovendo io rappresentare l’interesse dell’intera cittadinanza canosina, ho l’obbligo di chiedermi: non è che i 60.250 euro versati servano esclusivamente per pagare i 24 stipendi, visto il venir meno della nobile funzione che Lei rappresenta adesso e quindi servano soltanto a mantenere un opificio al servizio di interessi non sempre corrispondenti o coincidenti con la promessa di convogliare denaro sul territorio. È proprio il caso di dirlo: povero Francesco Salerno! che quando pensò il Patto lo aveva visto in maniera diversa, non immaginando la necessità di dover pagare affitti faraonici o di poter compensare contenziosi infinti da parte di persone che certamente Lei non rappresenta e che probabilmente ha sostituito, ma che altrettanto certamente non hanno saputo dare a questa nobile aggregazione di Comuni (almeno questo era nelle intenzioni oltre 10 anni fa) la spinta necessaria a contrastare la peggiore delle politichette, spesso coincidente con l’assunzione di gregari. Se vuole Le ricordo, magari anche per iscritto, quante persone siano state assunte attraverso la sentenza di un giudice del lavoro, perché forse qualcuno si era distratto dal congedare i borsisti. Se vuole, Le ricordo quante persone (come è stato dichiarato nello stesso Consiglio di Amministrazione) lavorano per il Patto e, avendo un titolo di studio non proporzionato alle necessità “non possono che fare fotocopie”, mentre dobbiamo continuare a pagarle per organizzare, non si comprende cosa, a servizio dei Comuni”.

“Abbiamo detto più volte: – conclude il Sindaco – riorganizziamo tutto, trasformiamolo, ma diamo un segnale forte; risparmiamo, tagliamo i costi e Lei, invece, continua a chiedermi, dopo averLa inserita nel SIL e aver taciuto sulle dimissioni di Michele Marcovecchio, una sede per Puglia Imperiale, un’agenzia che continua a chiedere denaro per andare alle fiere e la cui funzione può per giunta accadere che poi venga scippata da qualche altro Organismo come successo di recente. Ricorda l’ultima BIT?

Presidente, Le riconosco una grande onestà mentale, ma, La prego, prima di dichiarare certe cose stia attento a non prestarsi ad un gioco che, coinvolgendoLa direttamente, non può che vedere ritorcersi contro l’Ente che dirige le accuse che rivolge al sottoscritto. Con reverente stima La saluto e Le auguro un buon lavoro senza la partecipazione del Comune di Canosa”.

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