Canosa di Puglia, Basile: «Ecco tutti i vantaggi del PUG»

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Su un giornale di nuova tiratura – scrive Pietro Basile – , qualche giorno fa è apparso un articolo a firma di un tecnico operante nella nostra città, che si chiedeva quali grossi vantaggi avesse portato il nuovo strumento urbanistico, il Piano Urbanistico Generale (Pug) alla città dalla vocazione prettamente agricola, ad un territorio gravato da tanti vincoli naturali, ai canosini che vogliono costruire una casa, sfruttare un proprio suolo.

Dopo una breve disamina degli obiettivi del Piano, il tecnico evidenziava come gli stessi risultavano essere elementi di grande criticità per il settore dell’edilizia, in particolare in questo momento di crisi perdurante del settore.

Come se tutti i problemi legati al settore edile a Canosa trovassero nel Pug una causa! Come se le premesse programmatiche del Pug fossero di ostacolo al costruire! Come se il Pug avesse potuto, per converso, con un colpo di bacchetta magica, svuotare il nostro territorio da quel meraviglioso, ma gravoso, patrimonio archeologico, che ci rende un unicum, o ancora rendesse possibili costruzioni e soprelevazioni, in barba alle buone norme del costruire, soprattutto nella zona sismica nella quale viviamo ed operiamo!

Il Pug e coloro che, come questa Amministrazione e la Regione, lo hanno adottato, condiviso ed approvato, non hanno certo tali erronee ambizioni, né poteva averle.

Riteniamo sia quindi necessario un chiarimento, per sgombrare il campo da false illusioni e semplicistiche interpretazioni”.

L’obiettivo che il Pug di Canosa si è dato, sin dal suo formarsi, è stato quello di confermare le impostazioni generali del precedente Piano Regolatore Generale (Prg), rendendolo però più flessibile e maggiormente capace di rispondente alle esigenze dei cittadini e del territorio.

E questo obiettivo, considerate le prescrizioni regionali improntate al risparmio di territorio, che si traduce col taglio delle cubature, i tecnici dovrebbero tenerlo a mente dinanzi alla propria committenza, evidenziando che la conferma dei diritti acquisiti – in termini pratici delle cubature edificabili – è stata un elemento di confronto/scontro importante, in sede di conferenza di servizi.

Con il Pug di Canosa non si è verificato nessun taglio generalizzato: siamo riusciti a conservare i diritti edificatori coniugandoli con le esigenze di risparmio di suolo, di attenzione alle risorse naturali, storiche, ambientali, archeologiche; alla valorizzazione di un territorio che costituisce un palinsesto unico, al quale hanno lavorato i canosini di tutti i tempi, e di cui oggi siamo custodi temporanei, che dobbiamo consegnare ai canosini di domani, migliorato e non depauperato!

Gli obiettivi di sostenibilità ambientale, di riqualificazione, di riduzione del consumo di suolo sono non più derogabili: per troppo anni abbiamo pensato alle nostre città ed ai nostri territori in progressiva espansione. Oggi l’espansione fine a se stessa, solo per costruire nuove case, è inutile e troppo costosa in termini ambientali, in relazione alle urbanizzazioni, al traffico veicolare, al reperimento di standard urbanistici, alla perdita di identità dei luoghi nodali della città, che invece, va ripensata in termini di qualità e non di quantità. E su tale priorità che i tecnici sono chiamati a fornire il loro supporto e la propria professionalità.

È vero, come dice l’ingegnere, che se provo ad eseguire uno scavo arriva la Soprintendenza ai Beni Archeologici e blocca i lavori.

È altrettanto vero – ma questo dato viene trascurato – che col Pug, non vi è più l’obbligo per la committenza, prima sancito nelle norme tecniche del Prg, di eseguire costose indagini di scavo prima del rilascio del permesso di costruire.

Oggi col Pug, abbiamo una procedura più snella ma abbiamo, soprattutto, la certezza di un diritto edificatorio scritto a chiare lettere nel Permesso di Costruire: ciò significa che sarà più facile per il proprietario vedere riconosciuto tale diritto, o un egual ristoro volumetrico qualora, a causa di ritrovamenti di notevole interesse (che sono una costante nel nostro territorio) il suolo venga vincolato e, di fatto reso inedificabile.

Anzi a ben ricordare, la Regione, in sede di Conferenza di Servizi, richiedeva un momento di riflessione finalizzato alla maggiore tutela per le aree archeologiche e per le aree perimetrali di cuscinetto ed evidenziava l’assenza del parere della Soprintendenza ai Beni Archeologici sul Pug. Con forza l’Amministrazione La Salvia ha evidenziato che durante il procedimento di approvazione, la Direzione Regionale e le Soprintendenze sempre coinvolte ed invitate ad esprimersi sul Piano, sono risultate inspiegabilmente assenti.

Analoghi problemi legati alle Soprintendenze vengono segnalati nell’articolo, in riferimento agli Uffici del Genio Civile che non autorizza le soprelevazioni, spesso proposte per strutture obsolete o comunque non rispondenti alle attuali leggi in materia di edilizia sismica. Anche in questo caso va evidenziato, in primo luogo che vengono confuse competenze proprie del Comune con quelle di altri Enti sovraordinati, in relazione alle quali l’impegno dei nostri Uffici è quello di procedere con speditezza, per garantire il corretto andamento della pubblica amministrazione e dei procedimenti autorizzativi.

In relazione ai veti posti dal Genio Civile, si evidenzia che per un tecnico l’imperativo categorico – nei riguardi della committenza e della cittadinanza – è il rispetto delle leggi non fine a se stesso, ma finalizzato alla sicurezza dei fabbricati. Troppe volte abbiamo assistito ad eventi tragici nei quali la non prudente sottovalutazione delle buone pratiche del costruire e delle condizioni particolari dei terreni hanno dimostrato che la progettazione strutturale improntata alla sicurezza, come la direzione di lavori sono fasi che non possono e non devono essere trascurate.

Nella conferenza, che l’assessore regionale Angela Barbanente ci chiedeva da tanto tempo, abbiamo fatto un invito ai tecnici ed agli operatori del settore, perché contribuiscano sul campo a dare una svolta all’immobilismo che per lungo tempo ha bloccato la Città.

L’invito è aperto e queste note, lungi dal voler essere una futile difesa del Pug, speriamo possano essere di sollecitazione: è ora di cominciare a vedere il bicchiere mezzo pieno e porsi in maniera propositiva a lavorare per risolvere i problemi piuttosto che evidenziarli sterilmente.

Come ‘classe dirigente’ abbiamo lavorato fin dal nostro insediamento per snellire le procedure relative alle cavità, abbiamo operato con uguale attenzione per conservare diritti edificatori e garantirli anche nel caso di sopravvenuti vincoli di natura archeologica, cercando di inserire elementi facilitatori dei processi autorizzativi.

Tocca ai professionisti cogliere con responsabilità i punti di rilancio per la città e massimizzare, con i progetti e le proposte, gli elementi di qualità del costruito e del nuovo: ne avremo tutti giovamento. I canosini che potranno avere case nuove più belle ed ecosostenibili, case antiche adeguate agli standard attuali; i tecnici tra i quali avrà maggior riscontro, magari nel lungo periodo, chi proporrà soluzioni di qualità dal punto di vista sia architettonico che costruttivo; l’Amministrazione che avrà garantito il più agevole svolgimento dei procedimenti di autorizzazione”.

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