Barletta, sul Bilancio 2014 il centrodestra tuona: «Solo aumenti di tasse, è un’indecenza!»

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“Quando ci si presenta di fronte ai cittadini con un ritardo di ben otto mesi rispetto alla corretta tempistica della sana gestione amministrativa, decenza vorrebbe che il lavoro svolto fosse tale da giustificare la dilazione. Ma evidentemente questa maggioranza che governa, o meglio tenta di farlo, la città, ha perso anche il rispetto per qualunque criterio basilare di decenza. Non si spiega altrimenti il prodotto della fatica “titanica” compiuta per elaborare uno schema di Bilancio che, oltre a non avere più neanche la vaga sembianza di un previsionale, mancando appena quattro mesi alla fine dell’anno 2014, non presenta alcun accenno nella direzione, auspicata e necessaria, della razionalizzazione della spesa e della sua riqualificazione.

Altro che finanza creativa…siamo rimasti fermi al copia/incolla di norme pregresse che si vorrebbe far credere pensate ad hoc per i residenti, per esempio, nella nuova zona 167. Poiché ciò che più ci preme è l’estrema chiarezza con i cittadini che ci onorano della loro fiducia investendoci del mandato elettorale, vorrei puntualizzare alcune questioni tecnico-contabili che emergono dall’analisi dello schema di Bilancio 2014:

1) La riduzione del 30% della TASI per i residenti nella 167 deriva da un obbligo normativo già previsto negli anni passati per la Tares e la Tarsu, che prevedevano correttamente un esborso minore per i contribuenti residenti in zone in cui i servizi distino oltre 500 metri dall’abitato (come avviene appunto per la 167); nessuna nuova agevolazione, dunque, è stata riconosciuta ai residenti dal Comune, se non quella già prevista negli anni scorsi e di cui le famiglie hanno già usufruito; respinta al mittente, pertanto, la nostra proposta di esonerare i residenti dal pagamento della TASI fino al completamento delle opere di urbanizzazione, provvedimento che andava incontro alle richieste delle centinaia di famiglie condannate per chissà quanto tempo ancora alla mancanza dei servizi minimi essenziali.

Inoltre, con le aliquote indicate, risulta ancor più evidente il gioco delle tre carte, in questo caso due, IMU-TASI: scomparsa l’Imu sulla prima casa, appare la Tasi; 5 milioni il gettito mancante dell’Imu, 5 milioni il gettito previsto per la Tasi. Anche su questo fronte, quindi, non si incide positivamente sulla contribuzione, ma si mantiene inalterato l’esborso, a discapito del cittadino ormai allo stremo. Se poi il malcapitato ha la ventura (o sventura…) di possedere una seconda casa, magari ereditata, vedrà l’aliquota aumentare di un punto percentuale, dall’8,6 al 9,6%.

2) Le cose vanno ancora peggio se ci soffermiamo ad esaminare la TARI: poiché da quest’anno l’applicazione della tassa sui rifiuti avverrà col metodo normalizzato, cioè tenendo conto di una serie di parametri come la superficie dell’abitazione e il numero dei componenti il nucleo familiare, ne deriva che saranno proprio le famiglie più numerose e, si presume, con maggiori difficoltà economiche, a subire la stangata peggiore. Per non parlare delle utenze non domestiche, che vedranno aumentare la tariffa, soprattutto se titolari di attività inerenti al settore dell’alimentazione. Mentre quindi i costi del servizio si riducono, grazie all’avvio del sistema di raccolta “porta a porta”, i benefici non ricadranno sui contribuenti.

A fronte di questo quadro invariato, se non addirittura incrementato in termini di imposizione, ci saremmo aspettati quantomeno una riduzione dell’addizionale IRPEF, avendo l’Amministrazione utilizzato altre leve fiscali; e invece no, anche l’Irpef si attesta sui livelli dell’anno passato.

Sconcerto che si tramuta in indignazione per chi si attendeva un documento contabile ben più incisivo e attento alle istanze dei contribuenti più deboli. Se questo è il frutto del lavoro di tanti mesi della compagine di governo, forse è proprio vero che la città avrebbe bisogno di un Comitato di Saggi, come ebbe a proporre il sindaco Cascella: formato da gente che finalmente abbia la saggezza di suggerire di farsi da parte, piuttosto che continuare a dare prova di inettitudine ad amministrare”.

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