Barletta e il mare inquinato, Mennea (Pd): «Questione di massima urgenza, stato di calamità»

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 “Mi sarei aspettato che il problema diventasse di massima urgenza e che si convocasse una conferenza di servizi straordinaria insieme alla Regione, non solo per tamponare l’emergenza, ma per programmare, con tanto di copertura finanziaria, tutti quegli interventi che debbono eliminare una volta per tutte il problema dell’inquinamento del mare. Capisco – ironizza Mennea – che forse qualcuno spera di arrivare alla fine della stagione balneare ballando la danza del sole, ma questo silenzio non fa sperare nulla di buono per la prossima stagione estiva.

Al di là dei controlli sugli scarichi abusivi e della commistione tra fogna nera e fogna bianca che si starebbero effettuando e di cui la cittadinanza deve essere messa al corrente al più presto, credo sia necessario affrontare il problema di petto coinvolgendo tutti gli enti responsabili della tutela del nostro mare. Mi risulta – continua Mennea – che lo stesso problema interessi parte della costa pugliese e che ieri ci sono state manifestazioni di protesta presso la Regione da parte degli operatori turistici e degli amministratori locali che non possono più vivere sotto la spada di Damocle degli scarichi a mare abusivi e non.

Il problema o si risolve in modo programmato ed esaustivo ora, oppure l’anno prossimo si assisterà alla stesso penoso spettacolo che vede pagare il conto solo agli operatori turistici e ai cittadini. Se poi a questo si aggiunge la schizofrenia del tempo, allora i danni si moltiplicano soprattutto per gli operatori del settore e di tutto l’indotto del comparto turistico.”

Il consigliere democratico Ruggiero Mennea pone l’accento non solo sul disagio causato ai tanti bagnanti che aspettano questi giorni di ferie per potersi godere il proprio mare, ma sottolinea i danni esorbitanti che un problema del genere può causare alle tante imprese turistiche già stressate da una crisi che è iniziata dal 2007 e che si prolungherà non si sa per quanti anni oltre ad essere pressate dalla esosa fiscalità.

“Per questo mi chiedo: ma perchè, in attesa che si risolva il problema, non si riconosce lo stato di calamità naturale anche alle imprese turistiche travolte dai divieti di balneazione improvvisi e sottoposte all’aggressione degli scarichi a mare annunciati? Questo potrebbe diventare anche un deterrente per lo Stato e gli enti pubblici locali per affrontare e risolvere il problema celermente e dare una boccata d’ossigena a chi crede ancora nel turismo di questa meravigliosa Puglia. Una cosa è certa – conclude Mennea – o si da priorità in tutti i bilanci pubblici e nelle amministrazioni a tutti i livelli a questo problema oppure tutte le belle dichiarazioni di volontà espresse nel bel mezzo dell’estate potranno essere ascritte a semplici colpi di sole”.


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